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Graffitismo a Bologna: analisi della scritta murale in tre quartieri

COME I FATTORI SOCIO - ECONOMICI E LA CONFORMAZIONE DI UN QUARTIERE INFLUENZANO IL FENOMENO DEL GRAFFITISMO?

STRATEGIA DI RICERCA
La ricerca da noi svolta ha lo scopo di mostrare come il fenomeno del graffitismo urbano si distribuisca in modo diverso a seconda del contesto socio - economico in cui si dispiega.
Durante la nostra indagine abbiamo analizzato 3 zone, ciascuna delle quali appartenente ad un quartiere diverso della città di Bologna. Due di esse (Zona Barca e Zona Pilastro), abbastanza simili dal punto di vista sociale, hanno una connotazione popolare, l’altra (Zona Irnerio 1) non solo è caratterizzata da un più alto livello socio-economico, ma essendo situata in pieno centro città è soggetta ad un particolare “sfruttamento” da parte dei writers, che da anni la utilizzano come “vetrina”.
Da ciascuna di queste tre aree statistiche, scelta per le sue caratteristiche socio economiche, si è proceduto ad estrarre le sezioni di censimento.
Le rilevazioni sono state compiute utilizzando una uguale tabella di classificazione all’interno della quale inquadrare ogni scritta, logo, o immagine trovata nella sezione assegnata.
In totale sono stati rilevati 2559 graffiti, che ci hanno permesso di interpretare il fenomeno "Graffitismo Urbano" attraverso variabili socio - economiche.

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5 Capitolo 1 - Storia del Graffitismo Il graffitismo nacque nella tarda metà degli anni „60 a Philadelphia, ma si diffuse più intensamente a New York, in particolare a Washington Heights una sezione di Manhattan. Nel 1971 il New York Times pubblicò un articolo su uno dei primi graffitari, Taki 183. Taki, il cui vero nome era Demetrius, era un ragazzo residente nella zona e 183 era il numero della via dove viveva. Egli lavorava come corriere e viaggiando sempre in metropolitana la scelse come luogo nel quale eseguire con ripetizione la propria tag. La diffusione straordinaria di questa scritta attiro la curiosità pubblica e mediatica. Ragazzi di tutta città compresero la fama e al notorietà che poteva essere raggiunta imprimendo la propria firma sui vagoni della metropolitana e iniziarono ad emularlo, cominciando a competere l‟uno sull‟altro. L‟ammontare di graffiti sui treni raggiunse livelli altissimi. In questa fase scrivere sui muri consisteva per lo più nel realizzare tags e l‟obiettivo era produrne il più possibile. Dopo poco tempo, i graffitari capirono come agendo direttamente nel deposito dei treni se ne potessero dipingere di più in meno tempo, fù così che lo yard divenne uno dei campi d‟azione nel quale ancor oggi si gioca l‟identità writers. Dopo un po‟ di tempo, c‟era talmente tanta gente impiegata nello scrivere che i writers dovettero trovare un‟altra strada per raggiungere la fama. La prima strategia fu quella di rendere la propria tag unica. In questo periodo si svilupparono vari tipi di stile calligrafico spesso accompagnati da disegni stilizzati, come la corona, comunemente utilizzata dai writers che si auto proclamavano “King of the lines”. Probabilmente la più famosa tag nella storia del graffitismo è STAY HIGH 149, il suo creatore utilizzò una sigaretta accesa al posto della sbarra dell‟H e un omino stilizzato, preso in prestito e reinterpretato dal logo della serie televisiva “TheSaint”. Un successivo sviluppo portò i writers ad ingrandire la scala delle proprie tags, essi iniziarono a trovare sul mercato bombolette spray in grado di realizzare getti più larghi di colore: nacquero così i masterpieces. Le lettere tridimensionali diedero l‟opportunità di personalizzare ulteriormente il proprio nome, lasciandosi guidare dalla propria immaginazione nel riempimento dei contorni. Questo primo periodo di creatività non passò inosservato, tantè che persino il sociologo Hugo Martinez, dopo aver legittimato il potenziale artistico delle nuove generazioni emergenti, fondò l‟United Graffiti Artists. Egli, dopo aver selezionato i migliori writers attivi, diede loro l‟opportunità di esporre le proprie creazioni nell‟ambiente formale di una galleria. Nel 1973 uscì sul New York Magazine un articolo di Richard Goldstein intitolato "The Graffiti Hit Parade", si trattò del primo riconoscimento pubblico che i writers ebbero a livello sociale.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Fabiana Movalli Contatta »

Composta da 96 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1608 click dal 11/10/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.