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Mindfulness: rassegna sistematica sull'efficacia clinica

Scopo del lavoro è di raccogliere il maggior numero possibile di materiale che riguardi le applicazioni della Mindfulness meditation in ambito clinico, per dare corpo ad una vera e propria rassegna. La prima parte è stata dedicata alle possibili definizioni teoriche ed applicative del costrutto di Mindfulness, al tentativo, da parte di vari autori, di scomporla nei suoi elementi costitutivi per indagarne la rispettiva rilevanza nel trattamento dei più svariati quadri clinici ed agli interventi clinici che ne usano le tecniche. Sempre nella prima parte sono analizzati i risultati clinici generali, emersi da sei meta-analisi, ma data la non omogeneità dei risultati ottenuti, nella seconda parte, sono analizzati i dati che i diversi trattamenti basati sulla Mindfulness hanno prodotto, dedicando un capitolo a ciascun disturbo considerato, per meglio capire la rilevanza delle tecniche di Mindfulness per quello specifico disturbo o per le sue varianti. L’ultima parte è riservata alle questioni metodologiche ed epistemologiche, ai pareri favorevoli o sfavorevoli di alcuni autori ed alle possibili linee guida per le future ricerche.

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3 INTRODUZIONE Intendo iniziare la mia tesi dando una breve descrizione del percorso che mi ha portato a scegliere quest’argomento da una parte così affascinante, ma al contempo così ancora poco conosciuto e consolidato, tuttora in fase emergente e bisognoso di ulteriori sperimentazioni. Poco prima di iniziare il corso di laurea specialistica incominciai una percorso di ricerca spirituale in cui entrai a contatto con la filosofia orientale, con le pratiche esoteriche, con la medicina alternativa ed in particolare con la meditazione. Iniziai a frequentare svariati ambienti, a leggere numerosi libri e soprattutto a sperimentare in prima persona diversi tipi di meditazione. La cosa mi entusiasmava molto e soprattutto mi affascinava pensare a queste pratiche, che le persone di allora avevano sviluppato per contrastare la sofferenza fisica e psicologica e che sebbene ai nostri giorni esistano ormai terapie efficaci e sperimentalmente testate, (quali farmacoterapie, psicoterapie, cure supportate dall’uso di sofisticati e innovativi macchinari ad alta precisione), l’uso della meditazione è tuttora tenuto in grande considerazione ed una fetta sempre crescente della popolazione mondiale ne ricorre alla pratica. Tale constatazione mi portò a due riflessioni: la prima era che probabilmente le terapie sviluppate dalla scienza moderna non sono sufficientemente efficaci nel contrastare le molteplici sofferenze a cui l’uomo è da sempre sottoposto, ma questo mi sembrava già alquanto palese. La seconda era che le pratiche meditative potrebbero non essere solamente pratiche religiose o usanze sviluppate da determinati gruppi etnici ormai superate, ma che forse vi è alla base una reale efficacia. Forse davvero gli studiosi e i saggi di tanto tempo fa, avendo a lungo esaminato la sofferenza umana coi mezzi a loro disposizione, svilupparono, per contrastarle, delle tecniche tuttora valide poiché basate su principi generalizzabili. Queste mie riflessioni le riprenderò più avanti. Ora vorrei spendere qualche parola per meglio spiegare a cosa ci si riferisce parlando di meditazione.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Gianluca Maini Contatta »

Composta da 251 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.