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Comunicazione di Marketing e Overeating

L’obesità come definita dall’OMS è "l’epidemia del secolo". Ciò ha fatto si, che catturasse l’attenzione degli studiosi che si concentrano sulle possibili influenze, che possano spingere a un consumo incontrollato di cibo. In particolare le attenzioni degli studiosi si sono concentrate sul ruolo che il marketing gioca nell’incremento di tale vasto problema. Il lavoro di ricerca effettuato indaga proprio sui fattori e segnali, sfruttati dalle industrie alimentari e in generale di coloro che lavorano nell’ambito del cibo, che attivano i meccanismi attraverso cui si incoraggiano le persone ad adottare comportamenti di consumo scorretti. Si è cercato, in sintesi, di dimostrare come l’obesità, sia una molteplicità di scelte, apparentemente irrilevanti, fatte continuamente dalle persone, e come coloro che lavorano nel settore alimentare e in particolare le industrie, attraverso numerose leve del marketing influenzino tali scelte.
Nel lavoro di ricerca, sono stati fissati degli obiettivi precisi, per il raggiungimento dei quali, sono state formulate delle ipotesi sottoposte a successiva verifica empirica. Si presenta di seguito una breve rassegna di tali obiettivi, che saranno ripresi nel capitolo sulla metodologia. Il primo obiettivo è stato quello di indagare sul processo di categorizzazione e su come questo influenzi le scelte alimentari e la percezione delle calorie contenute nei cibi, da parte delle persone. Ciò per valutare, se le naming strategy adottate dalle aziende hanno sempre influenza. Il secondo obiettivo è stato quello di indagare sull’influenza della personalità e dell’autostima sulle scelte alimentari e sulla percezione degli alimenti da parte dei consumatori. Il terzo obiettivo è stato quello di indagare quanto la condizione di una persona di essere a dieta o non a dieta, possa influire sull’ attenzione prestata agli ingredienti contenuti dei cibi e la conseguente percezione delle calorie. Il quarto e ultimo obiettivo, è stato quello di indagare, in base alla percezione delle calorie, se le persone tendono a sovrastimare o sottostimare il reale contenuto calorico dei prodotti, per valutarne l’effettiva conoscenza degli alimenti che li compongono . In particolare si è voluto indagare quanto la condizione di essere a dieta o non a dieta possa influire su tale meccanismo di stima delle calorie.

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6 CAPITOLO 1 MARKETING E OVEREATING L’obesità come definita dall’OMS è “l’epidemia del secolo”. Ciò ha fatto sì, che catturasse l’attenzione degli studiosi che si concentrano sulle possibili influenze, che possano spingere a un consumo incontrollato di cibo. In particolare le attenzioni degli studiosi si sono concentrate sul ruolo che il marketing gioca nell’incremento di tale vasto problema. Dal punto di vista medico, l’obesità è una patologia multifattoriale, tipica anche se non esclusiva delle società dette del “benessere”. Si definisce obeso un individuo la cui massa di tessuto adiposo sia eccessiva, con indice di massa corporea (BMI) superiore a 30. Tele parametro si ricava dal rapporto tra il peso espresso in chilogrammi e l’altezza espressa in metri al quadrato. Tabella 1.1: Indice di Massa Corporea BMI Sottopeso < 18,5 Normopeso 18,5 – 24,5 Sovrappeso 25 – 29,9 Obesità moderata (I grado) 30 – 34,9 Obesità severa (II grado) 35 – 39,9 Obesità grave (III grado) >40 Fonte: Obesità.org (2011) L’obesità è quasi sempre correlata ad altre malattie, tra queste le disfunzioni cardiocircolatorie, il diabete, patologie a carico del sistema osteo – circolare, ictus e la sindrome da apnea notturna. Dieta ipocalorica e attività fisica possono aiutare nei

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Giulio Loguercio Contatta »

Composta da 171 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1031 click dal 27/09/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.