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Dall’offline all’online: analisi dei nuovi media digitali, con particolare riferimento alla webradiotelevisione dell’Università di Pavia

Informazioni tesi

  Autore: Marco Vicario
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Facoltà di Economia-Giurisprudenza-Ingegneria-Lettere-Scienze Politiche
  Corso: Editoria e comunicazione multimediale
  Relatore: Marco Porta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

Nella Parte I di questo mio lavoro proporrò inizialmente una panoramica sull’attuale stato di diffusione della rete Internet nel nostro paese. I dati riscontrati non sono però molto conformati: l’Italia è una nazione che non naviga molto e con frequenza, anche e soprattutto perché le infrastrutture necessarie per queste pratiche non sono diffuse con unitarietà (molte zone risultano ancora non raggiunte da una linea ADSL, altre addirittura non dispongono nemmeno di una connessione minima da 56k). Di seguito presenterò quella che è la base che ha portato al passaggio dei media dall’offline all’online: lo streaming media. Questa tecnica permette di fruire di contenuti audio e video nel Web in tempo reale (live): le informazioni, infatti, vengono inviate in un flusso continuo (chiamato stream, appunto) e vengono elaborate non appena arrivano all’utente finale. Quest’ultimo necessita, infine, di un software apposito che decomprime le informazioni e inoltra il video e l’audio al monitor del computer ed alla scheda audio di questo. Il funzionamento dettagliato di questa tecnologia e le sue maggiori tipologie d’uso sono alcune delle caratteristiche che metterò in luce nel corso del lungo capitolo dedicato a questa tecnica.

Nella Parte II mi soffermerò sull’analisi delle singole applicazioni tecnologiche che negli ultimi anni hanno permesso al computer di poter “sostituire” - inglobandoli in sé - buona parte dei mezzi di comunicazione di massa da tutti abitualmente utilizzati ai giorni nostri. Si parlerà quindi della possibilità di fruizione di televisione, cinema, telefono, comunicazione digitale istantanea, radio - quelli che al giorno d’oggi tutti conosciamo col nome di media - tutti con lo stesso ed unico mezzo: il computer. La Parte II si concluderà quindi con un’analisi del medium radiofonico: la diffusione delle web radio (amatoriali, universitarie e il corrispondente web delle emittenti regionali o nazionali) ed il proliferare di dispositivi mobili che consentono l’ascolto di questo mezzo di comunicazione. Cosa sono le web radio, quando sono nate e perché si stanno diffondendo, cosa distingue una web radio da una radio che si può ascoltare sia in modulazione di frequenza (FM) che online, come funziona e con cosa si “costruisce” una web radio? Queste sono alcune delle domande a cui cercherò di dare risposta per provare a spiegare questa recente “pratica” che si sta diffondendo, non solo nel nostro paese ma anche in tutto il resto del mondo.

Nella Parte III, infine, sulla scorta di quanto presentato precedentemente, mi concentrerò su un esame approfondito del funzionamento e dei meccanismi che servono per la realizzazione e la messa in streaming audio online di una web radio vera e propria. Nel caso specifico presenterò la mia esperienza a UCampus, la “webradiotelevisione” dell’Università degli Studi di Pavia: nata nel settembre del 2008 come web radio online e trasformatasi nell’aprile 2009 in una “webradiotelevisione”.

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Introduzione Per anni, soprattutto gli ultimi, i massmediologi di tutto il mondo hanno più volte sottolineato come l’avvento di Internet e la sua rapida espansione potessero portare alla fine della televisione e di buona parte dei mezzi di comunicazione di massa “classici”. 1 Previsione fin troppo facile oggi, nell’era della fibra ottica, della banda larga e della democrazia digitale e che ad oggi, nel 2009, si è in buona parte manifestata in tutta la sua giustificata aspettativa. A ben guardare, infatti, i canoni e le abitudini che pervadono il mondo della televisione, della radio e dei media in generale hanno subito negli ultimi anni delle considerevoli alterazioni; quasi una vera metamorfosi. Allo stato attuale delle cose possiamo dividere i media in due grandi e diversi insiemi: quelli che appartengono al mondo dell’off-line e quelli che sono propri del più recente ambiente digitale dell’on-line. Il primo gruppo fa riferimento ai media e ai mezzi di comunicazione di massa tradizionali e più datati, quali i giornali, la televisione, la radio. Sono per lo più strumenti “materiali”, nel senso che si possono vedere e toccare (come i giornali), ma trasmettono informazioni anche tramite dei canali immateriali (l’etere, nel caso di televisione e radio). Il mondo, nuovo ma più che mai attuale, dell’on-line nasce invece con i computer, o meglio, con la diffusione per questi del Web; i singoli media sono così inglobati e “fatti propri” da quest’ultimo. Accade così che i giornali, la televisione, la radio ed altre tecnologie moderne e non, possono essere consultate ed utilizzate solo grazie al singolo utilizzo di un computer. L’offline e l’online diventano perciò due mondi sempre più vicini ed anche intercambiabili l’un l’altro. Nella Parte I di questo mio lavoro proporrò inizialmente una panoramica sull’attuale stato di diffusione della rete Internet nel nostro paese. I dati riscontrati non sono però molto conformati: l’Italia è una nazione che non naviga molto e con frequenza, anche e soprattutto perché le infrastrutture necessarie per queste pratiche non sono diffuse con unitarietà (molte zone risultano ancora non raggiunte da una linea ADSL, altre addirittura non dispongono nemmeno di una connessione minima da 56k). Di seguito presenterò quella che è la base che ha portato al passaggio dei media dall’offline all’online: lo streaming media. Questa tecnica permette di fruire di contenuti audio e video nel Web in tempo reale (live): le informazioni, infatti, vengono inviate in un 1 Fonte: Pietro Favari, Televisione, Zanichelli, 2004, Milano. 5

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