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La persistenza di una società arretrata. Analisi e attualità dell'opera di E. C. Banfield

"Le basi morali di una società arretrata" di E. C. Banfield è un lavoro di ricerca sul campo, al confine tra etica sociale, sociologia e psicologia sociale. Il risultato è il ritratto immortale di una realtà autentica del Sud Italia, risalente ai primi anni '50 del millenovecento, oggi più attuale che mai.
Corruzione, crisi politica, precariato, crisi economica, sfiducia, questione morale, arretratezza, questione meridionale, familismo, isolamento, povertà, ansia, preoccupazione, miseria, demotivazione, depressione:sono tutti, evidentemente, temi di stretta attualità, ma sono anche temi che ricorrono nelle pagine dell'autore d'oltreoceano, secondo lo stile descrittivo di chi intende fotografare la realtà.
Nel secondo dopoguerra, Chiaromonte è un paesino lucano povero e arretrato dove la gente vive nella miseria, rassegnata a non poter immaginare alcun miglioramento perchè nessun progresso sociale e politico appare alla portata. Banfield arriva dall' America in Basilicata. Studia e osserva le persone, rilevando una netta differenza tra lo status di individuo, che caratterizza tanti, e lo status di cittadino, che caratterizza pochi (meno di una manciata) tra gli abitanti di Chiaromonte (fittiziamente rinominata Montegrano).
Egli analizza tratti caratteriali e comportamenti sociali delle persone, rilevando un eccessivo attaccamento alla famiglia tradotto in una fortissima coesione sociale intra-familiare. L'uno e l'altra si manifestano a discapito del senso di appartenenza a gruppi sociali più complessi come associazioni politiche o organizzazioni di promozione sociale.
Nell'analisi delle credenze culturali e delle strutture materiali, l'autore sottolinea la diffusa sfiducia verso le istituzioni e verso qualsiasi manifestazione di attivismo, sottolineando come la carenza di strutture sia contemporaneamente causa e conseguenza di tale sfiducia e demotivazione. In ultima analisi Banfield cerca di individuare problemi e soluzioni per far luce su questa situazione persistente!
"La persistenza di una società arretrata" ha un taglio sociologico. Prima di affrontare l'analisi dell'opera di E. C. Banfield, e quindi di affrontare in particolare il concetto di familismo amorale, tuttavia, ho ricomposto la biografia dell'autore.
Nel primo capitolo ho svolto una importante ricerca sulla vita di Banfield. Constatata una difficile reperibilità di materiale bibliografico in italiano, ho riportato e riordinato aneddoti e notizie colti da articoli e saggi, in lingua inglese, di diversi autori americani (J. Q. Wilson in particolare).
Questa scelta valorizza notevolmente il lavoro svolto, in quanto, nella ricerca, non disponendo di sufficiente materiale informativo in lingua italiana, mi sono dovuto misurare con la traduzione dei testi originali.
In primo luogo, dunque, ho reso fruibile una ricostruzione della vita di Banfield.
Se dunque hai girato cercando di conoscere l'autore E. C. Banfield (vita, formazione, pensiero e opere) e non hai trovato nulla che sia scritto in italiano...finalmente sei nel posto giusto. Se, invece, sei al primo tentativo di ricerca e ti sei ritrovato/a qui... questo posto è, a maggior ragione, ancora più giusto! Non perderai tempo! :D
Ho svolto essenzialmente una ricerca sull'attualità dell'opera di E. C. Banfield, analizzando i temi fondamentali della contrapposizione cittadino/individuo e società/comunità, considerando l'influenza dell' ethos culturale sui comportamenti del singolo individuo, descrivendo analiticamente, con numerose citazioni, il ritratto di Montegrano come realtà socio-economico-politica e delineando il familismo amorale, l' individualismo e la chiusura dei nuclei familiari ai bisogni della società come ethos culturale tipico del suddetto luogo.
Dopo una attenta analisi del testo "Le basi morali di una società arretrata" (Edward Christie Banfield), ho concluso i suddetti temi aiutandomi con riferimenti tratti da "Tracce di comunità"(A. Bagnasco) e "Modernità Liquida" (Z. Bauman).
Ringrazio chiunque acquisisca il diritto di accedere al mio lavoro, garantendo di aver profuso maggiori energie prevedendo l' opportunità di pubblicarlo.

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1 Capitolo I Edward Christie Banfield I. 1. 30 Settembre 1999 Il 30 Settembre 1999, nella sua residenza estiva ad Est di Montpelier, nel Vermont (Stati Uniti), Edward Christie Banfield, ottantatreenne, consumato dall‟età, si spegneva serenamente, lasciando vedova, dopo sessantuno anni di matrimonio, Laura Fasano. Nella vita Edward era stato afflitto da diverse malattie, ciò nonostante aveva avuto il beneficio di una vecchiaia sana 1 . Sua moglie visse ancora fino al 20 Agosto del 2006, quando, lontana dalla residenza estiva, rese lo spirito, mentre era nella città di New York. L‟accogliente fattoria del diciottesimo secolo, dove i Banfield trascorrevano un lungo periodo ogni estate, era luogo d‟incontri amichevoli, di pasti conviviali in buona compagnia, di momenti familiari intimi e di frequenti visite di conoscenti ed ex allievi del professore, il quale s‟intratteneva volentieri nel gustare i piaceri della tavola e nell‟esercitare il suo spiccato humour. Sul carattere, sulla personalità e sulle qualità intellettuali di Banfield se ne dicono tante. Secondo diverse testimonianze, aveva un carattere duro ma il cuore buono. Risoluto e determinato, spiritoso e intelligente, faceva sempre un‟ottima impressione a chi lo avvicinava. Amante del senso dell‟umorismo, viene testualmente citato da Bagnasco, nel suo saggio, “Ritorno a Montegrano”, introduttivo alla più recente edizione italiana dell‟opera che intendiamo analizzare: “Alcune sue affermazioni sono rimaste famose e rendono bene la tempra del personaggio. Questa, per esempio: << A good professor is a bastard perverse enough to think what he thinks is important, not what government thinks is important >> ” 2 Unanime è il parere secondo cui il politologo nutrì amore per la sua famiglia e per amici, parenti e compagni di lavoro a lui più vicini. Diversi colleghi di Banfield, tra i quali anche personaggi illustri, si recavano alla fattoria a far visita agli sposi. La coppia aveva quattro nipoti: lo scrittore era diventato nonno. La vita gli aveva dato il piacere di vedere crescere la propria stirpe. Sua moglie aveva partorito due discendenti: una figlia, Laura Banfield Hoguet, avvocato, ed un figlio, Elliot A. Banfield, artista grafico. I coniugi avevano ben coltivato le loro abilità sociali, ed erano altrettanto abili nella cura della terra. 1 Cfr Memoral Minutes: Edward C. Banfield, Harvard University Gazette, 2000-10-17 2 A. Bagnasco, Ritorno a Montegrano, in E.C. Banfield, Le basi morali di una società arretrata, il Mulino, Bologna, 2010 (p. 13)

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Pierfrancesco Sozzo Contatta »

Composta da 93 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.