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Riabilitazione cognitiva in pazienti con Sclerosi Multipla: training domiciliare di memoria, attenzione e funzioni esecutive

Lo studio presentato di seguito mira ad indagare l’efficacia di un programma di riattivazione cognitiva in pazienti con Sclerosi Multipla.
E’ opinione condivisa che un’importante percentuale di soggetti a cui è stata diagnosticata la malattia presenti una compromissione, più o meno evidente, delle capacità cognitive. Tale compromissione è ritenuta responsabile di una ridotta partecipazione sociale e lavorativa e, in alcuni casi, di una perdita di autonomia nello svolgimento delle attività quotidiane da parte dei pazienti. Per questo è evidentemente necessario garantire, accanto al trattamento delle affezioni fisiche, una riabilitazione delle funzioni cognitive.
Lo stato attuale delle conoscenze in materia non è tale da consentire di trarre conclusioni definitive circa il miglior modo di approcciare ai deficit cognitivi. Tuttavia, è possibile rintracciare delle interessanti linee guida che hanno rappresentato una base di partenza anche per il presente studio.
Nella condizione sperimentale i pazienti con Sclerosi Multipla e deficit cognitivi hanno seguito un training di stimolazione cognitiva incentrato sulle funzioni più frequentemente compromesse in corso di malattia (memoria, attenzione e funzioni esecutive).
Si è scelto di unire l’allenamento diretto delle funzioni cognitive all’utilizzo di strategie di compenso, in quanto ritenuto un approccio maggiormente in grado di indurre un miglioramento del funzionamento cognitivo.
Si è scelto, inoltre, di allestire un programma che prevedesse gran parte dell’allenamento dei pazienti in ambiente domestico. Tale condizione sembra, infatti, favorire la generalizzazione delle strategie acquisite. Altri pazienti con Sclerosi Multipla e funzionamento cognitivo nella norma sono stati inseriti in un gruppo di controllo che non ha preso parte ad alcun intervento riabilitativo.
Entrambi i gruppi sono stati valutati tramite una batteria neuropsicologica prima e dopo il trattamento del gruppo sperimentale e i risultati sono stati sottoposti ad analisi statistica.
Nonostante il miglioramento della prestazione dei soggetti sperimentali in alcuni test, l’incremento dei punteggi ottenuti dai pazienti non-trattati impedisce di attribuire il miglioramento del gruppo sperimentale all’effetto del programma di riattivazione cognitiva.
Questi risultati, sono probabilmente da attribuire al trattamento non intensivo e, per la maggior parte, effettuato a casa. Inoltre l’eterogeneità, per quanto riguarda durata e gravità di malattia, dei soggetti reclutati potrebbe aver contribuito alla variabilità delle prestazioni, rendendo complicato il rilevamento degli effetti del trattamento.
L’elaborato di tesi si apre con un primo capitolo in cui si riporta una descrizione degli aspetti clinici della Sclerosi Multipla, con particolare riferimento ai deficit cognitivi ad essa correlati.
In un secondo capitolo si analizza lo stato attuale della letteratura in materia di riabilitazione cognitiva nei pazienti con Sclerosi Multipla, illustrando i vari studi condotti sull’argomento.
Infine, nell’ultimo capitolo si dà spazio alla descrizione del presente studio, in particolare dello scopo che lo ha guidato, della metodologia utilizzata e dei risultati ottenuti.

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5 Introduzione Lo studio presentato di seguito mira ad indagare l‟efficacia di un programma di riattivazione cognitiva in pazienti con Sclerosi Multipla. E‟ opinione condivisa che un‟importante percentuale di soggetti a cui è stata diagnosticata la malattia presenti una compromissione, più o meno evidente, delle capacità cognitive. Tale compromissione è ritenuta responsabile di una ridotta partecipazione sociale e lavorativa e, in alcuni casi, di una perdita di autonomia nello svolgimento delle attività quotidiane da parte dei pazienti. Per questo è evidentemente necessario garantire, accanto al trattamento delle affezioni fisiche, una riabilitazione delle funzioni cognitive. Lo stato attuale delle conoscenze in materia non è tale da consentire di trarre conclusioni definitive circa il miglior modo di approcciare ai deficit cognitivi. Tuttavia, è possibile rintracciare delle interessanti linee guida che hanno rappresentato una base di partenza anche per il presente studio. Nella condizione sperimentale i pazienti con Sclerosi Multipla e deficit cognitivi hanno seguito un training di stimolazione cognitiva incentrato sulle funzioni più frequentemente compromesse in corso di malattia (memoria, attenzione e funzioni esecutive). Si è scelto di unire l‟allenamento diretto delle funzioni cognitive all‟utilizzo di strategie di compenso, in quanto ritenuto un approccio maggiormente in grado di indurre un miglioramento del funzionamento cognitivo. Si è scelto, inoltre, di allestire un programma che prevedesse gran parte dell‟allenamento dei pazienti in ambiente domestico. Tale condizione sembra, infatti, favorire la generalizzazione delle strategie acquisite. Altri pazienti con Sclerosi Multipla e funzionamento cognitivo nella norma sono stati inseriti in un gruppo di controllo che non ha preso parte ad alcun intervento riabilitativo. Entrambi i gruppi sono stati valutati tramite una batteria neuropsicologica prima e dopo il trattamento del gruppo sperimentale e i risultati sono stati

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Alessia Pagano Contatta »

Composta da 77 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.