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Raffaele Mattioli (1895 - 1973) un grande banchiere meridionale alla Comit

Obiettivo di questo lavoro è quello di descrivere la figura di Raffaele Mattioli, un grande banchiere e un grande uomo, raffinato umanista dalla complessa personalità, profondamente colto e curioso, ma anche scaltro e abile manovratore dei destini economici dell’Italia del dopoguerra. Proprio in relazione a quest’ultimo aspetto si è mirato a mettere in risalto il ruolo preminente che egli rivestì nell’ambito della maggiore banca d’affari italiana, la COMIT, alla cui guida egli agì per quarantasette anni.
Le fonti bibliografiche utilizzate sono molteplici e contengono i dati essenziali della sua biografia e del suo operato. Delle tante fonti ricordiamo: gli scritti dello stesso Mattioli, i volumi di testimonianze, le biografie di taglio giornalistico, gli articoli sulla sua attività bancaria e sulle sue iniziative culturali, gli articoli di illustri giornalisti, contemporanei e successivi al banchiere.
Il lavoro è suddiviso in tre capitoli. Il primo riguarda la vita di Raffaele Mattioli, la sua formazione, la sua immensa cultura, il suo carattere, il suo rapporto con la chiesa e con la politica, elementi che gli permisero di diventare uno dei più grandi banchieri di tutti i tempi, acquisendo un ruolo così importante, tanto da divenire di vitale importanza sia per la Comit che per l’economia italiana di quel periodo.
Il secondo capitolo tratta dell’attività di Mattioli alla Banca Commerciale Italiana, inizialmente alle dipendenze di Toeplitz fino a raggiungere la Presidenza. Egli guidò la Comit, lasciata in dissesto dallo stesso Toeplitz, attraverso un periodo burrascoso, causato in un primo momento dalla crisi del ’29, e successivamente dalla minaccia fascista e dalla seconda guerra mondiale, fino a riportare l’istituto a grande splendore, grazie alle sue grandi capacità. In questo capitolo inoltre vengono messe in evidenza le sostanziali differenze tra Mattioli e il suo maestro. Mentre Toeplitz tentava di trasformare la Comit in una banca d'affari, Mattioli avrebbe voluto riportarla ad una più normale quanto solida attività di credito. Toeplitz era per il liberismo sfrenato e totale, Mattioli, invece, era per l'intervento dello Stato nell'economia. Come Mattioli anche Toeplitz non aveva simpatia per Mussolini. Ma entrambi si resero conto che per il proprio operato era necessario anche saper ogni tanto chiudere un occhio. E anche nei confronti della Chiesa e del Vaticano i rapporti di Mattioli seguirono più direzioni. Tutti conoscono la sua proverbiale laicità, ma la stessa Comit, per anni fu un punto di riferimento del Vaticano. Durante l'era Toeplitz la Santa Sede fu uno dei più validi sostenitori finanziari dell'istituto, e anche nel dopoguerra, come riferisce Galli, parlando de “il cliente speciale”, in Comit si faceva riferimento al Vaticano.
Il terzo ed ultimo capitolo riguarda l’uscita di scena di Mattioli, costretto a lasciare la Comit il 22 aprile 1972, dopo anni di ininterrotto servizio, rifiutando la presidenza onoraria; e la sua successiva morte, avvenuta il 17 marzo 1973.

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PREFAZIONE Obiettivo di questo lavoro è quello di descrivere la figura di Raffaele Mattioli, un grande banchiere e un grande uomo, raffinato umanista dalla complessa personalità, profondamente colto e curioso, ma anche scaltro e abile manovratore dei destini economici dell’Italia del dopoguerra. Proprio in relazione a quest’ultimo aspetto si è mirato a mettere in risalto il ruolo preminente che egli rivestì nell’ambito della maggiore banca d’affari italiana, la COMIT, alla cui guida egli agì per quarantasette anni. L e f o n t i b i b l i o g r a f i c h e u t i l i z z a t e s o n o m o l t e p l i c i e contengono i dati essenziali della sua biografia e del suo operato. Delle tante fonti ricordiamo: gli scritti dello stesso Mattioli, i volumi di testimonianze, le biografie di taglio giornalistico, gli articoli sulla sua attività bancaria e sulle sue iniziative culturali, gli articoli di illustri giornalisti, contemporanei e successivi al banchiere. Il lavoro è suddiviso in tre capitoli. Il primo riguarda la vita di Raffaele Mattioli, la sua formazione, la sua immensa cultura, il suo carattere, il suo rapporto con la chiesa e con la politica, elementi che gli permisero di diventare uno dei più 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Daniele Merola Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.