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Analisi delle clonalità B-cellulari nelle linfoproliferazioni HCV-associate

Informazioni tesi

  Autore: Saveria Tricarico
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Scienze Biotecnologiche
  Corso: Biotecnologie Mediche e Medicina Molecolare
  Relatore: Gianfranco Lauletta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

Riarrangiamenti clonali dei geni codificanti per le catene pesanti delle Ig (IgH) e le sequenze genomiche del virus dell’epatite C (HCV) sono visualizzati in linfociti B intraepatici di 16 pazienti affetti da infezione cronica da HCV con e senza disordini linfoproliferativi (come crioglobulinemia mista e linfoma non-Hodgkin) mediante semi-Nested PCR. L’RT-PCR ha rilevato l’HCV RNA in peripheral blood mononuclear cells, quindi tutti I pazienti con e senza disordini linfoproliferativi presentano infezione da HCV. Tra questi 16 pazienti arruolati, particolare è la situazione di una donna con linfoma non-Hodkgin (NHL) follicolare, B-cellulare HCV-positivo sottoposta a trattamento anti-HCV. Questo studio mostra un ruolo significativo del virus dell’epatite C nelle prime fasi della trasformazione neoplastica; si è evidenziato infatti un parallelismo tra la positività al virus e i disordini linfoproliferativi. Probabilmente a causa di mutazioni a livello dei linfociti B proliferanti, la malattia neoplastica è diventata "insensibile" al trattamento anti-HCV che agisce contro il virus, ma non è associato a regressione della linfoproliferazione. Il pattern B cell oligoclonale si è evoluto in un pattern policlonale dopo trattamento anti-HCV.

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Introduzione 4 INTRODUZIONE VIRUS C DELL’EPATITE (HCV) Il virus C dell'epatite (HCV) infetta circa 170 milioni di persone nel mondo e la frequenza d’infezione è cinque volte maggiore rispetto a quella da HIV di tipo 1 (HIV-1). Nella maggior parte dei casi, l’infezione da HCV tende a cronicizzare e portatori cronici di HCV sviluppano un ampio spettro di malattie epatiche incluso il carcinoma epatocellulare (HCC) e, meno frequentemente, disordini linfoproliferativi benigni e maligni come il linfoma non-Hodgkin a cellule B (B-NHL). Caratteristiche epidemiologiche La prevalenza dell'infezione da HCV varia nelle diverse aree geografiche. Negli Stati Uniti l'1.8% della popolazione risulta anti-HCV positiva; poiché 3 su 4 sieropositivi presentano anche viremia, circa 2.7 milioni di persone negli USA hanno una infezione attiva da HCV (1). In Italia i pazienti sieropositivi risultano all’incirca 1.5 milioni (2). Una caratteristica fondamentale dell’epidemiologia dei virus epatitici non-A non-B ematogeni è l’esistenza di uno stato di portatore cronico asintomatico del virus e pertanto, analogamente al virus B, la riserva naturale del virus C è costituita dai portatori cronici. I fattori maggiormente associati all’infezione sono rappresentati dall’abuso di sostanze stupefacenti per via venosa con scambio di aghi infetti e, prima del 1990,

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Parole chiave

linfoma non-hodkgin (nhl)
crioglobulinemia mista
virus dell’epatite c

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