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Globalizzazione e crisi economica. Il distretto industriale di Santa Croce sull'Arno

Informazioni tesi

  Autore: Elena Gorini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Gestione delle risorse umane
  Relatore: Alessandro Volpi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 173

La globalizzazione dei mercati e l'attuale crisi economica hanno apportato importanti cambiamenti. Anche il settore conciario italiano è stato soggetto a queste influenze,risentendo anch'esso della recessione economica. Questo lavoro di tesi descrive il caso di uno specifico distretto industriale: quello di Santa Croce sull'Arno, per comprendere come globalizzazione e crisi economica abbiano influenzato quest'area. L'analisi è stata svolta attraverso l'uso di dati tratti dalle fonti statistiche ufficiali e attraverso un'analisi sul campo con colloqui ed interviste ad operatori del settore. Il distretto produttivo santacrocese viene definito come l'esempio più concreto che più si avvicina al modello teorico di distretto industriale elaborato dagli economisti. Il centro di questo sistema produttivo ruota essenzialmente intorno al settore conciario che ha trainato e coinvolto tutto lo sviluppo di quest'area, contribuendo a generare ed a segnare la direzione e l'evoluzione di tutto il sistema dei rapporti economici, sociali e culturali. L'attuale crisi economica ha messo in ginocchio anche l'economia del distretto, tutti i valori analizzati, soprattutto nel 2009, hanno registrato contrazioni: i volumi produttivi, il fatturato, il numero delle imprese e il numero degli addetti. Il comprensorio però sta cercando di risollevarsi, come emerge dai dati del 2010, e continua ad avere un ruolo importante a livello nazionale e internazionale. Il distretto si inserisce nella globalizzazione dei mercati che ha portato un ampliamento dei rapporti commerciali con altri paesi, ma al contempo ha aumentato anche i soggetti concorrenti. Molti paesi infatti sono ormai diventati produttori di pelle; a ciò si deve aggiungere anche la scelta, soprattutto per il comparto calzaturiero, di delocalizzare la produzione in quei paesi dove è più basso il costo della manodopera. Il punto di forza del distretto di fronte alle sfide imposte dalla globalizzazione e dalla congiuntura economica è la scelta di puntare sulla qualità dei prodotti realizzati, ma anche sulla sinergia che esiste tra i vari attori che compongono la filiera produttiva e che hanno dato vita a un know-how difficilmente riproducibile in altre aree. È un distretto che anche dal punto di vista demografico risulta fortemente dinamico, se confrontato con i dati della Provincia di Pisa, densamente abitato, con una popolazione generalmente tra le meno vecchie della provincia. È una zona dove vi è un'alta incidenza di residenti stranieri attratti per l'appunto dalla possibilità di trovare lavoro. L'analisi del mercato del lavoro del distretto ci mostra che nell'area la crisi ha determinato un aumento della disoccupazione e una riduzione degli avviamenti al lavoro; il contratto di lavoro a tempo indeterminato è ormai una forma pressoché inesistente. Il crescente ricorso ai principali ammortizzatori sociali è un ulteriore segnale delle difficoltà che in questo periodo stanno vivendo le imprese e ciò inevitabilmente determina forti ripercussioni sociali.

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INTRODUZIONE Negli ultimi decenni, il commercio internazionale è cresciuto ad un ritmo pari al doppio di quello della crescita del PIL globale, tanto da essere considerato uno dei motori trainanti della crescita mondiale. Anche il flusso internazionale di capitali finanziari e investimenti diretti è più che raddoppiato nell’ultimo decennio in rapporto al PIL mondiale 1 . La liberalizzazione del commercio e della finanza internazionale negli ultimi decenni ha reso tutto questo possibile, mentre la concorrenza internazionale lo ha reso indispensabile, le imprese devono esportare beni e servizi per ottenere economie di scala nella produzione e devono investire capitali e tecnologie all’estero, laddove i ricavi sono superiori, per non perdere competitività e mercati. A tali cambiamenti si aggiunge anche una fase di incertezza economica mondiale come quella attuale che ha colpito anche l'economia italiana. L'Italia si caratterizza per essere formata per lo più da piccole e medie imprese che hanno avuto nel tempo la possibilità di integrare le proprie attività sia in senso verticale che orizzontale, per il raggiungimento di obiettivi comuni; questa strutturazione dell'attività imprenditoriale, tra soggetti diversi, ha assunto la tipologia dei distretti industriali: una rete di imprese specializzata in settori specifici e relazionata ad un territorio delimitato 2 . Le reti di imprese appaiono come lo strumento più adatto per affrontare la globalizzazione dei mercati e per inserirsi nei circuiti di fornitura delle grandi aziende multinazionali 3 . Questa organizzazione 1 <http://www.martini-drapelli.it/non_solo_fisco/UNIVERSITA.pdf> 2 Osservatorio nazionale Distretti italiani, II Rapporto, pp. 21-22 Presentato il 9 febbraio 2011 e reperibile sul sito: <http://www.osservatoriodistretti.org/sites/default/files/distretti_2rapporto_media.pdf> 3 Ibidem

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