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Dai Lumi alla Rivoluzione: il caso di Brescia

Repubblica di Brescia nel proprio escursus durante il triennio Rivoluzionario del 1797-1799 sotto il profilo della storia delle dottrine politiche, attraverso una disamina del contesto storico, politico, economico e sociale nonchè religioso e culturale della provincia di Brescia di quegli anni e del Settecento in generale.
L'elaborato si apre con uno sguardo alla città di Brescia, locazione geografica nonché oggetto della mia ricerca, con l'analisi dei suoi rapporti con la Repubblica di Venezia, titolare, almeno fino al 1797, di una giurisdizione politico economica.
Vengono considerate le principali strutture amministrative, espressioni della volontà marciana con i fondamentali organi di potere, come il Podestà e il Capitano, genericamente menzionati come rettori veneti, che si avvalgono della Corte Prefettizia e Pretoria nell'esercizio delle loro funzioni sul territorio. Considero soprattutto gli aspetti della politica veneziana nei confronti della terraferma e la racconto attraverso l'analisi delle relazioni dei rettori veneti al Senato.
Il secondo capitolo entra nel merito dell'elaborato e delle ideologie politiche sottese al periodo trattato. Inizio a descrivere la discesa napoleonica in Italia e le aspettative che questi successi portano nei cuori di certe componenti sociali interessate a stravolgere i tradizionali assetti politici:insomma a fare la rivoluzione. Vengono introdotti i giacobini italiani e i patrioti che intendono, sulla scorta dell'avanzata francese, rinnovare i tradizionali sistemi politici in nome degli ideali portati dalla rivoluzione francese del 1789.
Vengono analizzati sommariamente i capi contenuti nella prima Costituzione Cisalpina, duplicato della Costituzione francese del 1795 che, seppur non frutto diretto di una lotta italiana, rappresenta per il futuro assetto della penisola una grande premessa politica da cui trarre auspici in epoca risorgimentale.
L'elaborato si conclude con l'analisi dell'opera più rappresentativa di questo autore rispetto al periodo di riferimento, riferendomi con questo alle Lettere Teologiche sulla situazione delle cose ecclesiastiche, nelle quali viene affermato che il popolo non possiede né il diritto, né le capacità di ribellarsi al governo cui Dio li ha destinati, pena il peggioramento sicuro della situazione umana. Questo per il fatto che l'Altissimo, nell'ambito del proprio disegno divino, vuole il massimo della felicità per le sue creature. Si entra in conflitto con l'ipotesi contrattualistica di Nicola Spedalieri sulla sovranità, che propugna un approccio normativo di più rigore per l'uomo in società.

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Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Statistiche

Autore: Luciano Carossa Contatta »

Composta da 275 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 280 click dal 05/10/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

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