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Basilea II: i cambiementi nella valutazione del rischio di credito e l'evoluzione del rapporto banca-impresa

L'introduzione dell'Accordo di Basilea 2 sui requisiti patrimoniali degli intermediari finanziari ha comportato profondi cambiamenti nell'ambito della gestione dei rischi da parte della banca, in particolare con riferimento al rischio di credito. E' inevitabile che tali cambiamenti si riperquotano sulle imprese, quali principali interlocutori delle banche, e sul rapporto tra questi due soggetti. E' stato ampiamente dibattuto in merito alle ripercussioni delle nuove regole sull'accesso al credito delle piccole e medie imprese in particolare, soprattutto in termini di razionamento del credito e aumento del costo dei prestiti. In realtà Basilea 2 può essere vista come un'opportunità per la ridefinizione del rapporto tra banca e impresa verso forme maggiormente collaborative dalle quali possano trarne vantaggio entrambi i soggetti. Il presente lavoro si propone appunto di analizzare l'evoluzione del rapporto banca-impresa alla luce di Basilea 2.
Nel primo capitolo viene analizzato il rischio di credito, con riferimento alle sue componenti ed alle metodologie di misurazione. In particolare si analizzano i diversi modelli per la determinazione della perdita attesa e della perdita inattesa.
Il secondo capitolo presenta l'iter evolutivo che ha portato dalla vecchia regolamentazione del 1988 al Nuovo Accordo di Basilea 2.
Nel terzo capitolo vengono analizzati i cambiamenti fondamentali introdotti da Basilea 2 nella misurazione del rischio, con particolare riferimento al rischio di credito. In particolare viene effettuata l'analisi delle caratteristiche dei nuovi sistemi di misurazione basati sui rating interni, al fine di individuare le implicazioni sulla valutazione delle imprese da parte delle banche.
Infine l'ultimo capitolo analizza l'impatto delle nuove regole sui processi gestionali delle banche e sulle imprese, in particolare con riferimento agli effetti sulla concessione del credito. L'ultima parte del capitolo è dedicata infine al contributo di Basilea 2 sul processo evolutivo che sta caratterizzando negli ultimi tempi la relazione banca-impresa.

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Capitolo 1 IL RISCHIO DI CREDITO 1. Introduzione: i rischi dell'attività bancaria Nello svolgimento della sua attività la banca, come qualsiasi impresa, è sottoposta ad una pluralità di rischi di varia natura. In generale il rischio dell'attività bancaria può essere ricondotto ad un impatto non favorevole sul reddito futuro derivante da diverse fonti di incertezza 1 . Tra le varie fonti di rischio si possono individuare le seguenti principali categorie: • rischio di credito • rischio di mercato • rischio operativo • rischio di interesse • rischio di cambio • rischio paese L'esposizione a tali rischi può comportare per la banca non solo potenziali effetti negativi sulla profittabilità, ma anche il rischio di insolvenza nel caso in cui le perdite divenissero tali da non poter più essere affrontate dalla dotazione patrimoniale. Poichè in generale quanto più l'ammontare di capitale proprio è elevato, tanto più la banca è in grado di far fronte a situazioni avverse, è necessario definire l'esposizione complessiva ai rischi in funzione della disponibilità di capitale proprio. Proprio su questo aspetto è rivolta l'attenzione della regolamentazione in materia di adegutezza patrimoniale: in generale essa dispone che la banca debba detenere una quantità di patrimonio idonea a fronteggiare le tipologie e il grado di rischio assunti. 2. Il rischio di credito: definizione e componenti Il rischio di credito rappresenta la principale tipologia di rischio a cui la banca è esposta nello svolgimento della sua funzione di intermediario finanziario, essendo storicamente l'attività di erogazione del credito la componente più tipica dell'attività 1 Cfr . ONADO M. (2004), "La banca come impresa" , Il Mulino. 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Silvia Mereu Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

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