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La filosofia di Gaston Bachelard tra scienza e immaginazione

Informazioni tesi

  Autore: Elisa Mangia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi del Salento
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Antonio Quarta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

L’ obiettivo della mia tesi è quello di esaminare la filosofia di Gaston Bachelard,il cui pensiero è stato considerato uno dei più eccentrici e originali all’ interno dello scenario della filosofia francese novecentesca. Il suo processo teorico ,ha portato Bachelard a sviluppare la sua posizione in 2 direzioni: epistemologo e studioso dell’ immaginazione.
Questi due aspetti della sua ricerca, hanno più volte suggerito un bi frontismo del pensatore di Bar- Sur- Aube,dove il filosofo è nato il 27 giungo 1884. La produzione di Bachelard,infatti,ad un certo punto del suo cammino, inizia a sdoppiarsi in due percorsi alternativi,due tragitti perfettamente coerenti a loro stessi,ma reciprocamente incompatibili. In realtà c’è una sorta di continuità in tutto il lavoro di Bachelard: il filosofo delle scienze,nel condurre la sua indagine rigorosa in campo razionale,non poteva tralasciare tutto ciò che si frappone alla sua realizzazione,tutto ciò che è intrinsecamente irrazionale e dunque l’ immaginazione.
Questo lavoro si propone così di seguire lo sviluppo della riflessione di Bachelard e mostrare come il filosofo delle scienza,il filosofo della ragione, alla fine ,si innamori dell’ immaginazione.
Il primo capitolo ,quindi, cercherà di ricostruire le origini della dottrina epistemologica bachelardiana, avendo cura di evidenziare la sua relazione con i contributi teorici della svolta novecentesca e in particolare con l’ avvento della relatività,la meccanica quantistica e la meccanica ondulatoria. Inoltre,si seguirà il cammino che ha portato Bachelard a elaborare una nuova coscienza scientifica,una filosofia aperta ,distribuita e differenziata,che definirà “Surrazionalismo”.
Una volta presentata,nelle sue linee portanti,l’ epistemologia del filosofo francese,nel secondo capitolo,presenterò, attraverso l’ analisi delle sue maggiori opere, il Bachelard “rêveur ”,lo studioso dell’ immaginazione,mettendo in risalto come questa facoltà mentale,dapprima ostacolo al processo di razionalizzazione e sviluppo della conoscenza,assume,poi, una sua precisa e indipendente fisionomia.
L’ essere umano deve essere riconosciuto non solo come essere che conosce la realtà e la trasforma,ma anche che di continuo la sogna.
L’ immaginazione non è più in questione in quanto taglia la strada alla scienze,ma è altra rispetto a quest’ ultima e questa alterità si legittima in un suo spazio proprio.
Nel terzo capitolo infine,confronterò le idee di Bachelard con quelle di Jean Paul Sartre e Gilbert Durand,che ,come lui,hanno trattato di immaginazione rispettivamente in “Imagination” del 1936 e in “Le strutture antropologiche dell’ immaginario “ del 1940.

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CAPITOLO 1 IL NUOVO RAZIONALISMO: UN EPISTEMOLOGIA DI ROTTURE E RIVOLUZIONI 1.1 LA PROBLEMATICA EPISTEMOLOGICA BACHELARDIANA Non v'è dubbio che la figura «affascinante e ingenua» 7 di Gaston Bachelard - di questo «philosophe à la petite semaine» come amava definirsi – sia una della più vive e stimolanti che la cultura francese abbia prodotto. Prima di tutto ,egli è stato un filosofo della scienza ,titolare per quindici anni della cattedra di Storia e filosofia delle Scienze alla Sorbonne 8 ,ed è proprio nella problematicità di questo nesso,filosofia e scienza ,che si colloca la portata teorica del suo contributo e gli effetti che tale contributo ebbero nella cultura contemporanea. La problematica epistemologica bachelardiana,intrapresa negli anni 30 in piena era esistenzialistica, si è presentata ,nei confronti di tutta una tradizione culturale ,con un' esigenza di radicalità che, ha riproposto in veste neo-razionalistica il discorso scienza -filosofia all' insegna dell' antidogmatismo,situandolo all' interno delle strutture della varie scienze del XX secolo 9 . Tuttavia Bachelard ha dovuto attendere gli anni '60 perché la sua lezione potesse essere recepita,sviluppata e in certo senso anche rettificata. Ciò fu dovuto a numerose circostante di ordine diverso,legate in parte alle vicende della cultura francese,dominata prima dal Bergsonismo ,di fronte al quale egli aveva preso una posizione ostile,poi dall' esitenzialismo,al quale reagì in maniera altrettanto ostile. In parte, allo stesso imporsi della tematica epistemologica sul piano europeo e 7 E.RAIMONDI,La critica simbolica ,in «MLN» 84 (1969) pp.1-15 ,cit. a p. 5 8 Converrà fare un brevissimo schizzo della vita di Bachelard. Nato a Bar-sur-Aube ,piccolo paese della Champagne,il 27 giugno del 1884,figlio di un cordonnier,frequentò lì le scuole secondarie. Fu poi impiegato delle Poste e Telegrafi,dapprima a Remirement e poi a Parigi. Nel 1912 ottiene la licence in scienze matematiche. Trascorrerà più di tre anni al fronte durante la prima guerra mondiale. Al suo ritorno ricopre la carica di professore di fisica e chimica nel collegio della sua città natale. Rimasto vedovo nel 1920 con la piccola figlia Suzanne,ottiene dapprima la licence in filosofia e poi nel 1922 ,l' aggregation. Dal 1927,con il dottorato in lettere, ha inizio la sua carriera come professore di filosofia alla Facoltà di Lettere dell' Università di Digione,dove rimase fino al 40,anno in cui fu chiamato a ricoprire la cattedra di Storia e Filosofia delle Scienze alla Sorbonne ed ivi a dirigere l' Istituto di Storia delle scienze .Tenne la cattedra fino al 1954.Fin dai primi anni parigini ,oltre al corso ufficiale,tenne anche un corso libero sull' immaginazione poetica .Professore emerito nell' anno accademico 1954-1955 ,Bachelard si ritirò quindi a vita privata. Morì a Parigi il 16 ottobre 1962 9 MARIO CASTELLANA, Il Surrazionalismo di Gaston Bachelard, saggio 9,n. 91-92, de “Il Protagora”,edizioni Glaux,Napoli,1974 ,p.11. 7

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