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Altrimenti che essere. Soggettività e creaturalità in Emmanuel Lévinas

Nel presente lavoro si sono scelte come categorie nevralgiche del pensiero levinasiano la soggettività e la creaturalità, quali si sviluppano in Altrimenti che essere o al di là dell’essenza. Il motivo per cui si è ritenuto opportuno considerare in particolare quest’opera, è il fatto che, proprio qui, contro quello che considera il delirio di onnipotenza dell’intenzionalità e del libero arbitrio, Levinas mette in scena un soggetto come Sub-jectum , come soggezione, passività, vulnerabilità, colpevolezza contratta prima della libertà, in un passato non rap-presentabile, immemorabile, e pone l’accento sulla responsabilità per Altri, fino alla sostituzione e all’essere ostaggio . Ecco, io credo che questa non sia solo una tesi ma che sia una verità originaria, al di là dei particolarismi culturali e filosofici;e che l’uomo possa guadagnare la sua dignità, la sua umanità e la ragione, solo se intende in questo modo la propria soggettività e agisce facendo di questa, l’unica, sola, propria massima di un’etica universale, soprattutto in un’epoca in cui si parla spesso di diritti, libertà , remunerazioni e crediti e troppo poco di doveri, debiti e colpe; si pre-tende e si chiede sempre, mentre si dà e si risponde solo se la logica proporzionale promette un guadagno.

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Introduzione Affrontare un autore come Levinas rende necessario fare delle premesse circa la difficoltà critica, nel senso etimologico del termine, di ritagliare e analizzare un solo tema tra quelli su cui egli ha esercitato la sua capacità teoretica e in cui ha proiettato le sue priorità etiche e religiose. Infatti, il pensiero levinasiano ruota intorno alla convinzione secondo cui la metafisica coincide con l’etica, sicchè fare un discorso di filosofia morale implica considerazioni metafisiche, senza le quali non si comprenderebbe il percorso del nostro autore. Va inoltre sottolineato che tutte le opere levinasiane sono redatte come raccolte di saggi, spesso scritti in diversi periodi. Ne consegue che ogni opera racchiude non solo una molteplicità di argomenti, ma anche diverse tappe, in un crescendo di maturità filosofica. Nel presente lavoro si sono scelte come categorie nevralgiche del pensiero levinasiano la soggettività e la creaturalità, quali si sviluppano in Altrimenti che essere o al di là dell’essenza. Tuttavia, sarà imprescindibile, spesso, citare altri lavori dove sono presenti ulteriori suggestioni e chiarificazioni sul tema scelto, perché Levinas usa il metodo del dire e del disdire e connette circolarmente i semantemi portanti della sua filosofia in un circolo virtuoso che si va ampliando e arricchendo, mostrando che il percorso della sua maturazione filosofica non sempre è parallelo alla cronologia delle sue opere. Perciò, fare i conti col suo secondo capolavoro (pubblicato nel 1974 ma includente saggi dal ’68 al ’72), rende necessari i riferimenti alle opere precedenti e seguenti, al fine di non compromettere l’organicità del discorso. Il motivo per cui si è ritenuto opportuno considerare in particolare quest’opera, è il fatto che, proprio qui, contro quello che considera il delirio di onnipotenza dell’intenzionalità e del libero arbitrio, Levinas mette in scena un soggetto come Sub-jectum 1 , come soggezione, passività, vulnerabilità, colpevolezza contratta prima della libertà, in un passato non rap-presentabile, immemorabile, e pone l’accento sulla responsabilità per Altri, fino alla sostituzione e all’essere ostaggio 2 . Ecco, io credo che questa non sia solo una tesi ma che sia una verità originaria, al di là dei particolarismi culturali e filosofici; e 1 In AE la soggettività del soggetto è il tema fondamentale, più che in TI (cfr. J. Rolland, Dell’altro uomo. Il tempo, la morte e il Dio, postfazione in DMT, p. 310) 2 «Solo una libertà disposta a ospitare l’alterità fino al sacrificio è unica e universale» (LC, p. 27) «una struttura universale della soggettività o dell’umano, che consiste nell’assunzione di responsabilità nei confronti del prossimo fino alla sostituzione vicaria» (F. Camera, Dal particolare all’universale. Emmanuel Levinas e l’idea messianica, in Durante M. (a cura di), Responsabilità di fronte alla storia. La filosofia di Emmanuel Levinas tra alterità e terzietà, il Melangolo, Genova 2008, p. 30) 1

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giulia Elide Monti Contatta »

Composta da 60 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.