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Lo stereotipo: un'immagine nella nostra mente. Come gli italiani vedono i francesi e come i francesi vedono gli italiani

Informazioni tesi

  Autore: Nunzia Dilauro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Lecce
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Alessandra Rollo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 33

Lo stereotipo: un’immagine nella nostra mente. Il titolo di questo lavoro suggerisce che lo stereotipo è un concetto astratto, una rappresentazione che abbiamo degli altri che differiscono da noi.
Il termine, impiegato nell’industria tipografica del XVIII secolo, designa un blocco in rilievo sul quale era impressa un’immagine da riprodurre più volte. Con il passar del tempo, la parola è stata usata nel campo delle scienze sociali per indicare una visione semplificata su un luogo o su un gruppo di persone che hanno le stesse caratteristiche, risultato di compresse sedimentazioni linguistiche e culturali. Oggi stereotipo, sinonimo di «clichè,banalità», possiede una connotazione essenzialmente peggiorativa.
In ambiti quali la letteratura o il cinema, l’immagine stereotipata di un popolo è oggetto di diverse analisi.
In questo lavoro abbiamo focalizzato l’attenzione sull’immagine che gli italiani hanno dei francesi e su quella che i francesi hanno degli italiani. Ciò è stato possibile grazie alle opere di François Cavanna e di Alberto Toscano(rispettivamente Les Ritals e Critique amoureuse des Français) e anche grazie ad articoli di giornale scritti da Eve Mongin, avvocato francese che vive a Perugia. Grazie a queste testimonianze, possiamo vedere da un lato l’immagine dell’italiano durante le due guerre mondiali (italiani visti come dei ritals) e degli italiani di oggi (amanti di automobili, di cellulari, legati ai propri genitori) e dall’altro lato l’immagine dei francesi di ieri e dei nostri giorni(arroganti e fieri della loro nazionalità).
Ma parlare di cultura significa anche parlare di lingua. La lingua è un mezzo grazie al quale si filtra la cultura del popolo che la parla;essa di modifica e si arricchisce nel corso dei secoli per mezzo di scambi culturali e linguistici.
La presenza di alcune parole francesi(sotto forma di prestiti o calchi) nel vocabolario italiano e di parole italiane nella lingua francese rivela che i due popoli oggetto della nostra analisi non hanno soltanto un’immagine negativa l’uno dell’altro, ma riconoscono e apprezzano anche dei pregi.
Gli italiani affascinano per le loro competenze nell’ambito dell’arte, della gastronomia, del calcio e della musica. I francese, dal canto loro, sono abili nei campi della moda e della gastronomia.
Ciò nonostante le qualità di un popolo rischiano talvolta di essere ignorate; è dunque indispensabile che lo stereotipo non diventi una distorsione delle nostre percezioni della realtà portando alla nascita di gravi comportamenti razziali.

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Introduzione Da sempre l’uomo ha comunicato, oltre che con le parole, attraverso le immagini. Immagini legate a delle idee. Idee legate a delle immagini. Immagini immobili o mutabili. Questo è semplicemente un giro di parole? Al contrario. Proprio soffermandosi sulla parola “immagine” nasce una domanda: qual è l’immagine, dunque l’idea, che un francese aveva o ha di un italiano? E qual è quella che un italiano ha di un francese? Immagine, idea, ma non solo: la parola chiave è “stereotipo”. Lo stereotipo è «un’immagine mentale semplificata al massimo, riguardante una categoria di persone, un’istituzione o un evento, che viene condivisa nei suoi tratti essenziali da grandi masse di persone». 1 È un concetto astratto che può avere un significato naturale, positivo o negativo. Oggetto del nostro lavoro è questa stereotipizzazione descritta sia tramite parole ed esperienze di scrittori (François Cavanna e Alberto Toscano) sia tramite articoli di giornale scritti da Eve Mongin. Il libro autobiografico Les Ritals di F. Cavanna permette di cogliere i tratti essenziali della stereotipizzazione dell’italiano fatta da parte dei francesi durante il periodo dei conflitti mondiali. Grazie agli articoli scritti da Eve Mongin, invece, si può delineare lo stereotipo dell’italiano di oggi attraverso la descrizione delle sue abitudini, delle sue caratteristiche e dei suoi comportamenti. Anche gli italiani, dal canto loro, hanno delle immagini stereotipate sui francesi: Alberto Toscano ne descrive i contorni nell’opera Critique amoureuse des Français. 1 O. Stallybrass, Stereotype, in The Fontana Dictionary of Modern Thought, London, Fontana/Collins, 1977, p. 601. 3

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