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Gestione del rapporto di lavoro nella liquidazione fallimentare

La tesi tratta della gestione del rapporto di lavoro nella liquidazione fallimentare. Nella prima parte si discute della ratio sottostante ai diversi diritti (del lavoro e fallimentare), dell'evoluzione storica della legge fallimentare e delle ultime innovazione. Nella parte centarale invece si definiscono gli effetti del fallimento sui rapporti di lavoro dipendente ed autonomo parasubordinato, la disciplina del licenziamento da parte del curatore, la cassa integrazione concorsuale e gli aspetti attinenti al licenziamento collettivo o plurimo individuale.
Nella parte finale invece si ragiona sul tema del trasferimento d'azienda in crisi e delle deroghe possibili all'art. 2112 del C.C. e del raccordo con la disciplina comunitaria

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Università Ca Foscari Venezia – Master in Diritto del Lavoro 2010/2011 – Elaborato Finale - Paolo T ormen Pagina 4 PREMESSA Questo breve elaborato ha la volontà di esaminare e mettere in luce le problematiche e le soluzioni adottate dalla normativa e dalla giurisprudenza anche comunitaria, relativamente alla gestione dei rapporti di lavoro nel fallimento. Come affermato più volte dalla dottrina il diritto del lavoro e quello fallimentare individuano <<due microcosmi in endemico contrasto giacché ciascuno dei due, ed a proprio modo, deroga alcune regole generali del diritto civile, per rispondere ad esigenze proprie e già in astratto collidenti>> 1 . Questo perché il diritto fallimentare ha lo scopo di salvaguardare gli interessi dei creditori, tra cui si annoverano anche i lavoratori, e il loro soddisfacimento sul residuo valore dell’impresa (c.d. par condicio creditorum), mentre il diritto del lavoro si fonda sulla iniqua competenza e forza contrattuale tra datore di lavoro e lavoratore, e agisce per garantire al lavoratore, parte debole del rapporto, misure sufficienti a bilanciare tale situazione attraverso il principio del favor lavoratoris. In questa disputa il legislatore, anche attraverso la riforma della Legge Fallimentare Dlgs n° 05 del 2006, ha tentato di mediare tra le due spinte contrapposte, limitando per un verso i diritti dei lavoratori per poter garantire ai creditori minore volubilità dell’attivo patrimoniale, prevedendo, ad esempio, all’articolo 104bis delle Legge Fallimentare, la deroga art. 2112 in caso di retrocessione al fallimento di azienda o di rami d’azienda già affittati. D’altro canto ha limitato le scelte liquidatorie a garanzia della salvaguardia dell’azienda come complesso di beni, ad esempio attraverso la possibilità di conferire per contratto all’affittuario dell’azienda il diritto di prelazione (Legge Fallimentare art. 104bis, 5° comma). 1 Da ultimo sono da sottolineare le aperture legislative in merito alle deroghe rispetto alla legge 223 del 1991 sulla cassa integrazione straordinaria e l’introduzione di nuovi strumenti di sostegno del reddito e di aiuto alle imprese in difficoltà, che convergono verso il principio di tutela dei lavoratori e di interesse dei creditori 2 . 1. 1 - A tale proposito A. CORRADO, D. CORRADO, I rapporti di lavoro nel fallimento, Torino, 2007, 2; e A. CAIAFA, R. COSIO, Diritto europeo: crisi d’impresa e sorte dei rapporti di lavoro, Milano, 2008; 2. Legge 3 agosto 2009, n. 102, recante “misure anticrisi”

Tesi di Master

Autore: Paolo Tormen Contatta »

Composta da 39 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1466 click dal 26/10/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.