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I campi di concentramento in Italia per fascisti (1944-46)

Nelle vittoriose battaglie sul fronte italiano, oltre ai militari tedeschi, le truppe angloamericane avevano catturato come prigionieri di guerra anche i militari italiani appartenenti alle forze armate della RSI. Nel sud, quando ancora gli eserciti erano arenati sulle linee difensive tedesche, erano sorti piccoli campi improvvisati, baraccopoli ed il grande campo di Padula, che avrebbe ospitato anche i civili ritenuti pericolosi per le avanzate delle truppe alleate, ma ora il problema era più complesso.
A nord i prigionieri erano molto più numerosi, migliaia di persone avevano aderito alla RSI, i militari di Salò avevano combattuto per mesi accanto alle divisioni tedesche...

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5 I capitolo. LA FINE DEL FASCISMO ED IL REGNO DEL SUD: IL CONCENTRAMENTO DEI FASCISTI DA PARTE DELLA AMMINISTRAZIONE ALLEATA SOTTO LA LINEA GOTICA. 1. La disfatta italiana ed il crollo del fascismo. La decisione di Mussolini di entrare in guerra affianco ad Hitler, aveva gettato un paese impreparato nel conflitto, dimostrandosi fatale al fascismo. L'Italia si era battuta con onore, ma senza l'aiuto delle forze tedesche in Etiopia e Grecia, aveva subito gravi disfatte militari. Dai primi mesi del 1943 cominciò un processo che determinò il passaggio dell'Italia dal ruolo di alleato dell'asse a quello di nuovo paese occupato. Era la Germania a decidere in funzione delle sue esigenze la parte di materie prime destinate all'Italia; cellule tedesche si cominciarono a formare nelle principali citta`

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Paolo Leone Contatta »

Composta da 184 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8376 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.