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Gli equilibri sunspot nei modelli di equilibrio economico generale

Il concetto di equilibrio sunspot, come oggi è inteso, è il frutto di un lungo processo di studio e di ricerca portato avanti da tanti autori tra cui Samuelson, Gale, Azariadis e altri.
Cass - Shell hanno compiuto e formalizzato tale processo, analizzando il ruolo dell'incertezza estrinseca sulle allocazioni realizzate dal sistema di mercato: tale incertezza può avere effetti reali, nonostante la presenza di aspettative razionali. L’attività sunspot non è economicamente rilevante se si fanno le seguenti assunzioni: aspettative razionali in senso forte; completezza dei mercati; assenza di restrizioni alla partecipazione ai mercati. Viceversa, l’attività sunspot è economicamente rilevante in presenza di restrizioni alla partecipazione di mercato, ma anche in assenza di restrizioni alla partecipazione di mercato quando: i soggetti hanno diverse probabilità soggettive sullo stato di natura; i soggetti, pur avendo le stesse probabilità soggettive sullo stato di natura (ipotesi forte delle aspettative razionali), abbiano tuttavia delle differenti informazioni; l’attività sunspot influisce sulle preferenze o sulle dotazioni aggregate anche se vale l’ipotesi forte di aspettative razionali; l’attività sunspot influisce sulle dotazioni individuali.
Quindi, la presenza dei sunspot non è un artificio, ma è implicata dalle limitazioni del mercato (generazioni sovrapposte e, quindi, naturale limitazione dei soggetti alla partecipazione ai mercati; distribuzione delle risorse tra gli agenti economici, ecc.). Si determinano, perciò, due standard di benessere: l'ottimo paretiano tradizionale e l'ottimo paretiano in senso dinamico. Gli equilibri sunspot mostrano come non necessariamente a un equilibrio di mercato corrisponda un ottimo paretiano, violando così il primo Teorema dell'Economia del Benessere.
La teoria dei sunspot è nata come reazione alle tesi della Nuova Macroeconomia Classica, in particolare ai teoremi di neutralità della moneta e di irrelevanza della politica economica: i modelli di equilibrio sunspot mostrano che esiste uno spazio per l'intervento dello Stato che può eliminare le condizioni limitative dell'accesso ai mercati e, quindi, permettere di passare da situazioni di ottimo paretiano in senso dinamico (o debole) a ottimi paretiani in senso tradizionale.

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2 INTRODUZIONE Un importante filone della ricerca economica degli ultimi anni riguarda lo studio degli equilibri sunspot nella teoria dell’equilibrio economico generale. Il termine sunspot (“macchie solari”) si deve a Jevons (1884): nel suo modello, egli sostiene che l’attività solare influisce sulle condizioni climatiche e in particolare sulle precipitazioni atmosferiche. Provocando casualità nelle piogge, vengono influenzate le condizioni della produzione agricola, cioè la tecnologia produttiva, e quindi il benessere dei soggetti economici. L’attività solare a cui Jevons si riferiva è dunque attività sunspot caratterizzata essenzialmente da incertezza “intrinseca” la quale incide sui cosiddetti fondamentali dell’economia: preferenze, tecnologia produttiva e dotazioni di risorse di ogni soggetto. Gli studi recenti sugli equilibri sunspot, invece, si concentrano sull’incertezza estrinseca e proprio con il termine sunspot ci si riferisce ad una qualsiasi attività d’incertezza estrinseca, la quale non è trasmessa attraverso i fondamentali economici, ma coinvolge tutti i fenomeni che possono in qualche modo influenzare e condizionare le scelte degli agenti economici. L’incertezza estrinseca è detta anche incertezza di mercato: un’economia è un sistema sociale in cui gli individui partecipanti non possono essere certi del comportamento degli altri e perciò, nel cercare di ottimizzare le proprie azioni, ciascun agente deve cercare di prevedere le azioni degli altri agenti economici. Poiché ogni agente è incerto sulle azioni degli altri, egli è necessariamente incerto anche sui risultati economici delle azioni poste in essere. L’incertezza estrinseca agisce sul comportamento degli agenti economici creando distorsioni che si ripercuotono sulle allocazioni e, in definitiva, sui prezzi d’equilibrio. L’equilibrio sunspot può essere dunque definito come un equilibrio “distorto” 1 , un equilibrio cioè per il quale non è più verificato il primo teorema dell’economia del benessere secondo cui ad ogni equilibrio di mercato corrisponde una situazione di ottimo paretiano e viceversa. Un altro aspetto particolarmente interessante riguarda il fatto che può essere attribuita all’incertezza estrinseca e ai sunspot la possibilità di fluttuazioni endogene del sistema economico, fluttuazioni che sono conseguenza sia del comportamento ottimizzante degli agenti economici sia delle situazioni di equilibrio competitivo 2 tra produttori e consumatori dell’intera economia. Una delle più importanti proprietà dell’equilibrio competitivo, nel tradizionale modello con un numero finito di beni e agenti economici, è che esso è localmente unico. Tuttavia, nelle economie con un numero infinito di agenti e di beni e con un orizzonte temporale infinito, questa proprietà di unicità non regge più. In particolare, il modello a generazioni sovrapposte 1 AA. VV. (1996), pag. 3. 2 Si definisce equilibrio competitivo, o equilibrio di mercato, un sistema di prezzi per il quale le domande dei consumatori sono coerenti con la massimizzazione vincolata dell’utilità e i mercati si compensano.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Pirisinu Contatta »

Composta da 47 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.