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Dove le parole finiscono inizia la musica - Figuratività e audiovisione nel cinema indipendente di Gus Van Sant

Informazioni tesi

  Autore: Guido Pontani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Comunicazione Pubblicitaria e Istituzionale
  Relatore: Nicola Maria Dusi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

La musica cinematografica è indefinibile, si presenta come "un caleidoscopio dove il sinfonismo di stampo ottocentesco tende la mano a momenti che suggeriscono le atmosfere della musica da camera del XX secolo e dove la musica elettronica si alterna a pagine del repertorio classico, in un gioco di rimandi, citazioni e parodie". Sono passati più di cento anni da quando l'orchestra accompagnava dal vivo le immagini del cinema muto. Nel frattempo la musica e le tecnologie si sono enormemente evolute, ed insieme a loro si è evoluto il modo di comporre per l'immagine. Scopo della tesi è quello di studiare come oggi si sia arrivati alla scelta di una determinata musica per una determinata sequenza di immagini e come quest'ultima influenzi ciò che noi vediamo. Dopo un excursus storico necessario ai fini della comprensione , dove verranno presi in considerazione alcuni esempi provenienti dal cinema di Eisenstein, Kubrick e Lynch e l'analisi di alcuni problemi specifici legati al sonoro (estetiche musicali, audiovisione, sincresi, suoni in, off, over, suoni sincronici, effetto empatico e anempatico, uso narrativo del sonoro, silenzio), il regista statunitense Gus Van Sant sarà studiato come esempio di caso particolare di sperimentazione sonora e filmica per i sui lungometraggi. Obiettivo della tesi è rispondere ad alcune domande quali: perché in questa sequenza c'è questa musica e non quest'altra? Perché Van Sant fa ascoltare un intero brano di musica classica che accompagna una semplice azione del camminare? Perché parliamo di musica "triste", "commovente", "allegra", "divertente"? Cosa cambia da un cinema senza colonna musicale ad un film quasi completamente accompagnato da musica?

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6 Introduzione “Tutto può confluire all’interno di una colonna sonora, ma a una sola condizione: musica e immagini devono amarsi, anche se il loro amore talvolta può esprimersi per contrasto” 1 . L a musica cinematografia è indefinibile, si presenta come “un caleidoscopio dove il sinfonismo di stampo ottocentesco tende la mano a momenti che suggeriscono le atmosfere della musica da camera del XX secolo e dove la musica elettronica si alterna a pagine del repertorio classico, in un gioco di rimandi, citazio ni e parodie” 2 . Sono passati più di cento anni da quando l’orchestra accompagnava dal vivo le immagini del cinema muto. Nel frattempo la musica e le tecnologie si sono enormemente evolute, ed insieme a loro si è evoluto il modo di comporre per l’immagine. Lo scopo principale della tesi è di studiare come oggi si arrivi alla scelta di una determinata musica per una determinata sequenza. Obiettivo della tesi è rispondere ad alcune domande quali: perché in questa sequenza c’è questa musica e non quest’altra? In base a che cosa il regista seleziona una musica o produce un suono? Perché parliamo di musica “triste”, “commovente”, “allegra”, “divertente”? Cosa cambia d a un cinema senza colonna musicale ad un film quasi completamente accompagnato da musica? In che modo questa interagisce con l’immagine? A cosa serve realmente la colonna sonora? Nel primo capitolo, Problemi specifici, verranno analizzati i problemi sollevati da Chion e Ramaglia sul suono legato all’immagine. Come il suono si presenta: se è esterno o interno alla narrazione, se è sincronizzato, se segue la dimensione visuale (parallelismo) o se la contrasta (contrappunto), se partecipa all’emozione dei personaggi. Vedremo poi come in una tesi sul 1 Piovani Nicola, Concerto fotogramma, Milano, Bur, 2005, p.19. 2 Calabretto Roberto, Lo schermo sonoro, Venezia, Marsilio, 2010, pp.11-12.

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