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L'impatto del counselling di attività fisica sullo stile e qualità di vita di pazienti obesi e in sovrappeso nell'ambito delle cure primarie

La popolazione mondiale, civilizzata e industrializzata, deve fronteggiare le due maggiori “epidemie” relative agli stili di vita che sono tra loro fortemente collegate: l’obesità e l’inattività fisica. Molteplici interazioni esistono tra carenza di attività fisica e obesità: l’incremento dell’attività fisica può ridurre il rischio relativo all’obesità, distribuire favorevolmente il peso corporeo, e conferire una varietà di benefici relativi alla salute psico-fisica anche in assenza di una perdita di peso. Uno degli obiettivi prioritari dell’intervento Sanitario Nazionale prevede la promozione individuale di stili e comportamenti sani e di abitudini adeguate al mantenimento della salute. Il contesto ideale per promuovere la salute e prevenire le conseguenze dannose dei comportamenti nocivi appare il “setting” delle cure primarie offerte dal medico di medicina generale (MMG), il quale, per la fiducia di cui è investito, ricopre con autorevolezza il ruolo di agente di cambiamento del comportamento.
Lo scopo della ricerca sperimentale è stato quindi quello di verificare l’impatto del counselling del medico di medicina generale (MMG), attraverso l’applicazione del modello transteoretico di Prochaska (1987) all’esercizio fisico con uno specifico programma, chiamato da Calfas e Sallis (1997) P.A.C.E. (Patient-centered Assessment and Counselling for Exercise - Programma di valutazione e consulenza per l’esercizio fisico orientato sul paziente), sullo stile e qualità di vita in pazienti obesi e in sovrappeso. Il campione è costituito da 96 soggetti, apparentemente non affetti da patologia, suddivisi in gruppo sperimentale (48) e gruppo di controllo (48). Gli strumenti utilizzati sono stati il questionario SF-36 e il modulo di valutazione P.A.C.E., che hanno misurato lo stato di salute autopercepito, la propensione all’attività fisica e l’auto-efficacia. Come parametri oggettivi sono stati utilizzati l’indice di massa corporea (BMI) e la circonferenza addominale, per ottenere sia un supporto oggettivo, biometrico al costrutto dello stadio dell’esercizio, sia per offrire un supporto comportamentale e psicologico allo stesso costrutto, basando quindi la ricerca su criteri concreti e sulla correlazione tra indicatori soggettivi e oggettivi del counselling di attività fisica.
L’analisi dei dati ha evidenziato una significativa riduzione del BMI e della circonferenza addominale nel gruppo sperimentale rispetto al gruppo di controllo, prevalentemente nei soggetti di sesso maschile, dopo un periodo di follow up protratto per circa 5-6 mesi. Anche lo stadio dell’esercizio e il senso di auto-efficacia sono risultati significativamente incrementati nel gruppo sperimentale, a bontà dell’efficacia del counselling del medico di medicina generale. E’ stato inoltre evidenziato un generale miglioramento delle componenti fisiche e mentali dello stato di salute nel gruppo sperimentale. In sintesi vi è stato un significativo impatto del counselling del medico di medicina generale sulla modificazione in senso positivo dello stile di vita e relativamente della qualità di vita nei pazienti obesi e in sovrappeso inseriti nel gruppo sperimentale.
Il presente studio amplia la letteratura ed il crescente numero di prove a favore dell’utilizzo del modello transteoretico, che opportunamente adattato ad uno specifico protocollo di valutazione come il P.A.C.E., diventa uno strumento molto utile alla comprensione del come e perchè un individuo si dedichi all’attività fisica.
Le difficoltà della ricerca sono state riscontrate nella scarsa motivazione (economica per mancanza di rimborsi), nel poco tempo disponibile, nella desuetudine al counselling e nella difficoltà del contatto periodico dei pazienti in counselling, da parte del MMG.
Malgrado tutto ciò è auspicabile che il counselling di attività fisica, attraverso protocolli pratici e efficaci come il P.A.C.E. possa essere impiegato di routine, nel contesto sociale a favore della sanità pubblica.
Lo studio delle caratteristiche degli individui attraverso la valutazione della loro disponibilità motivazionale è certamente un importante passo avanti nello sviluppo delle strategie per la tutela della salute – nell’ambito del marketing sociale – applicabili ad ampi segmenti della popolazione.

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140 “L’impatto del counselling di attività fisica sullo stile e qualità di vita di pazienti obesi e in sovrappeso nell’ambito delle cure primarie.” Tesi di laurea in: Psicologia di comunità. Relatore: Prof.ssa Bruna Zani Presentata da: Dott. Massimo Bolognesi La popolazione mondiale, civilizzata e industrializzata, deve fronteggiare le due maggiori “epidemie” relative agli stili di vita che sono tra loro fortemente collegate: l’obesità e l’inattività fisica. Molteplici interazioni esistono tra carenza di attività fisica e obesità: l’incremento dell’attività fisica può ridurre il rischio relativo all’obesità, distribuire favorevolmente il peso corporeo, e conferire una varietà di benefici relativi alla salute psico-fisica anche in assenza di una perdita di peso. Uno degli obiettivi prioritari dell’intervento Sanitario Nazionale prevede la promozione individuale di stili e comportamenti sani e di abitudini adeguate al mantenimento della salute. Il contesto ideale per promuovere la salute e prevenire le conseguenze dannose dei comportamenti nocivi appare il “setting” delle cure primarie offerte dal medico di medicina generale (MMG), il quale, per la fiducia di cui è investito, ricopre con autorevolezza il ruolo di agente di cambiamento del comportamento. Lo scopo della ricerca sperimentale è stato quindi quello di verificare l’impatto del counselling del medico di medicina generale (MMG), attraverso l’applicazione del modello transteoretico di Prochaska (1987) all’esercizio fisico con uno specifico programma, chiamato da Calfas e Sallis (1997) P.A.C.E. (Patient-centered Assessment and Counselling for Exercise - Programma di valutazione e consulenza per l’esercizio fisico orientato sul paziente), sullo stile e qualità di vita in pazienti obesi e in sovrappeso. Il campione è costituito da 96 soggetti, apparentemente non affetti da patologia, suddivisi in gruppo sperimentale (48) e gruppo di controllo (48). Gli strumenti utilizzati sono stati il questionario SF-36 e il modulo di valutazione P.A.C.E., che hanno misurato lo stato di salute autopercepito, la propensione all’attività fisica e l’auto-efficacia. Come parametri oggettivi sono stati utilizzati l’indice di massa corporea (BMI) e la circonferenza addominale, per ottenere sia un supporto oggettivo, biometrico al costrutto dello stadio dell’esercizio, sia per offrire un supporto comportamentale e psicologico allo

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Massimo Bolognesi Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.