Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Programma Erasmus e mobilità studentesca: Il caso di Urbino (1990-2006)

La mia tesi è incentrata sulla storia del Programma Erasmus, un programma di mobilità studentesca internazionale promosso dalla Comunità Europea, che negli ultimi anni ha permesso a ben un milione di studenti di lasciare il proprio paese per intraprendere un periodo di studio presso un’università estera.
Dopo un breve accenno alla storia generale della Comunità Europea e dei trattati di Roma che nel 2007 hanno festeggiato i 50 anni (contemporaneamente ai 20 anni del Programma Erasmus), mi soffermerò sull’impegno che la Comunità ha rivolto all’aspetto dell’istruzione e quindi alla progettazione e realizzazione dei programmi di mobilità internazionale per studenti al fine di creare veri e propri cittadini europei.
A sostegno dello studio storico di questo ormai noto Progetto di cooperazione tra Università Europee, che diviene sempre più un fenomeno sociale, riporto alcune statistiche fatte a livello generale e alcune per quanto riguarda la situazione italiana. Interessanti sono anche gli studi svolti dal Ministero dell’Università e della ricerca insieme alla Fondazione Rui (risalenti al 2000), sullo studente Erasmus medio.
Per quanto riguarda il caso specifico del fenomeno della mobilità a Urbino, elaboro alcune statistiche rese possibili grazie ai dati (relativi agli anni accademici che vanno dal 1990 al 2006) gentilmente concessi dall’Ufficio Socrates/Erasmus e relazioni internazionali di Urbino. In base a queste statistiche possiamo individuare tendenze e preferenze degli studenti dell’ateneo urbinate da 18 anni a questa parte.
Dopo aver analizzato nei particolari la situazione dell’Università di Urbino mi soffermo su quella che è definita la sindrome post-erasmus, cioè il sentimento di spaesamento che si prova al ritorno in patria. Sentimento che ho riscontrato anche nelle risposte al questionario proposto da me ai ragazzi partiti in questi anni da Urbino. In questo contesto guardo anche alle prospettive per il futuro, che i giovani intravedono (soprattutto in un paese come l’Italia), dopo un’esperienza del genere all’estero; aprendo quindi necessariamente una parentesi su di un fenomeno giovane ma che ha già la sua storia, come quello della fuga dei cervelli o brain drain.
Per concludere faccio un piccolo viaggio virtuale dentro la comunità degli erasmus (presenti, passati e futuri) in rete. Sono assidui frequentatori di blog, siti di compagnie aeree low cost e community in cui si aiutano, si conoscono, si tengono in contatto, in cui insomma sono accomunati da un’esperienza di vita e soprattutto da uno stato d’animo che è quello di sentirsi veri e propri cittadini europei.
Personalmente, avendo vissuto in prima persona questa esperienza, una delle cose che più spesso ho sentito dire, è stata: “Solo un Erasmus può capire cosa vuol dire Erasmus, perché tutto quello che hai vissuto, seppur lontano dei chilometri, l’ha vissuto uguale anche lui”. Una frase da cui nasce il mio impegno nel cercare di tradurre in parole un’ esperienza importante per la nuova Europa che si unisce; perché sia reso possibile a tutti percepire questo forte senso di comunità che chi ha partecipato al Programma Erasmus, conosce molto bene.
In conclusione vorrei motivare in questa tesi, il mio interesse riguardo a questo argomento, anche con una proposta per Urbino. La proposta di creare (come in altri luoghi è già presente) un’associazione che coinvolga gli ex-erasmus o qualunque studente voglia parteciparvi, in una sorta di lavoro di accoglienza verso gli studenti stranieri in arrivo nella nostra bellissima città. In modo da aiutare questi ultimi a divincolarsi fra i cavilli della burocrazia, a conoscere meglio la nostra cultura attraverso iniziative di vario genere e ad evitare l’auto-ghettizzazione.

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE La mia tesi è incentrata sulla storia dell’appena ventunenne Programma Erasmus, un programma di mobilità studentesca internazionale promosso dalla Comunità Europea, che negli ultimi anni ha permesso a ben un milione di studenti di lasciare il proprio paese per intraprendere un periodo di studio presso un’università estera. Dopo un breve accenno alla storia generale della Comunità Europea e dei trattati di Roma che nel 2007 hanno festeggiato i 50 anni (contemporaneamente ai 20 anni del Programma Erasmus), mi soffermerò sull’impegno che la Comunità ha rivolto all’aspetto dell’istruzione e quindi alla progettazione e realizzazione dei programmi di mobilità internazionale per studenti al fine di creare veri e propri cittadini europei. A sostegno dello studio storico di questo ormai noto Progetto di cooperazione tra Università Europee, che diviene sempre più un fenomeno sociale, riporto alcune statistiche fatte a livello generale e alcune per quanto riguarda la situazione italiana. Interessanti sono anche gli studi svolti dal Ministero dell’Università e della ricerca insieme alla Fondazione Rui (risalenti al 2000), sullo studente Erasmus medio. Per quanto riguarda il caso specifico del fenomeno della mobilità a Urbino, elaboro alcune statistiche rese possibili grazie ai dati (relativi agli anni accademici che vanno dal 1990 al 2006) gentilmente concessi dall’Ufficio Socrates/Erasmus e relazioni internazionali di Urbino. In base a queste statistiche possiamo individuare tendenze e preferenze degli studenti dell’ateneo urbinate da 18 anni a questa parte. Dopo aver analizzato nei particolari la situazione dell’Università di Urbino mi soffermo su quella che è definita la sindrome post-erasmus, cioè il sentimento di spaesamento che si prova al ritorno in patria. Sentimento che ho riscontrato anche nelle risposte al questionario proposto da me ai ragazzi partiti in questi anni da Urbino. In questo contesto guardo anche alle prospettive per il futuro, che i giovani intravedono (soprattutto in un paese come l’Italia), dopo un’esperienza del genere all’estero; aprendo quindi necessariamente una parentesi su di un fenomeno giovane ma che ha già la sua storia, come quello della fuga dei cervelli o brain drain . Per concludere faccio un piccolo viaggio virtuale dentro la comunità degli erasmus (presenti, passati e futuri) in rete. Sono assidui frequentatori di blog , siti di compagnie 4

Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Alessia Sirangelo Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1270 click dal 27/10/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.