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Solvency II: innovazione nel settore assicurativo europeo ed effetti sulla gestione dei rischi. L'approccio del Gruppo Generali.

Informazioni tesi

  Autore: Roberto Russo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Luigi Gubitosi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 191

Il documento di Tesi, in parte elaborato all’interno della compagnia di riassicurazione The LawrenceRe Ireland LTD (Fondiaria-Sai Group) , si focalizza sul nuovo regime di vigilanza Solvency II in corso di implementazione nel settore assicurativo europeo e destinato a diventare operativo dall’1 Gennaio 2013.
L’obiettivo dell’elaborato è di rappresentare l’innovazione in corso di implementazione nel settore assicurativo europeo analizzando i punti cardine ed i requisiti della Direttiva Solvency II, evidenziando il ruolo fondamentale che assume il Risk Management nella gestione di un impresa assicurativa post-crisi. In particolare, nel primo capitolo vengono descritte le finalità principali della nuova Direttiva contestualizzata nel panorama assicurativo, il quale rappresenta il settore di riferimento della normativa, e nel contesto europeo, dal quale ha origine Solvency II. Il secondo capitolo si focalizza sulle caratteristiche principali relative ai requisiti quantitativi patrimoniali utili per definire il margine di solvibilità e alla possibilità di utilizzare il Modello Interno per una più efficiente identificazione dei rischi. Il terzo capitolo vuole rappresentare il rinnovamento del sistema della gestione dei rischi in Solvency II, partendo da quella che è l’attuale gestione dei rischi nelle imprese assicurative con particolare riferimento al Regolamento 20/2008 dell’Isvap. Nell’ultimo capitolo viene analizzata la posizione di Generali in vista di Solvency II e l’approccio integrato dei rischi da parte di uno dei Gruppi più solidi del settore assicurativo europeo.
“When we take a risk, we are betting on an outcome that will result from a decision we have made, thought we do not know for certain what the outcome will be”(P.L.Bernstain) Solvency II mette in luce la necessità per le imprese di assicurazione di rafforzare i requisiti sul capitale per dare maggiore stabilità alla struttura dei finanziamenti e accertare che la valutazione del rischio sia coerente con la tipologia d’impresa, attraverso l’adozione di un approccio integrato di gestione dei rischi massimizzando la trasparenza e l’informativa interna ed esterna.
Solvency II nasce per offrire maggiore trasparenza e dare più stabilità all’industria assicurativa, anche attraverso la convergenza con gli altri mercati finanziari.
Il nuovo regime è un processo che pervade tutte le funzioni aziendali della compagnia andando dunque a impattare nell’intero sistema di Governance e tutte le imprese si dovranno adattare sostendendo immensi sforzi per restare a passo con gli standard europei.
Solvency II propone un sistema articolato e globale di tutela della sovibilità aziendale, volto a rappresentare l’effettiva rischiosità delle imprese e in grado di fornire a queste ultime incentivi per un’appropriata gestione dei rischi. In particolare, le imprese di assicurazione devono dotarsi di un adeguato sistema di risk management che sia proporzionato alle dimensioni, alla natura e alla complessità dell’attività esercitata al fine di identificare, valutare e monitorare I rischi maggiormente significativi che potrebbero minare la solvibilità aziendale. Analogamente a quanto previsto da Basilea II per le banche, Solvency II si articolerà su tre pilastri: requisiti quantitativi (I pilastro), requisiti qualitativi (II pilastro) e informativa al mercato (III pilastro). Una simile struttura, caratterizzata dall’interazione tra i vari pilastri, funge da ideale supporto alla valutazione della “solvibilità globale” delle imprese di assicurazione.
Il CEIOPS, Committee European of Insurance and Occupational Pension Supervisors, già da diversi anni, rappresenta l’organo che, attraverso l’emanazione delle Consultation Paper, accompagnerà le imprese europee verso Solvency II. Tale progetto, adottando un risk-based economic approach, introdurrà requisiti regolamentari (cd Solvency Capital Requirement e Minimum Capital Requirement) calibrati sul rischio effettivo dell’impresa assicurando un’elevata e un’adeguata tutela nei confronti dei contraenti. Solvency II rappresenterà una sfida importante soprattutto per quegli assicuratori che in passato non hanno valutato in misura adeguata le peculiarità che sono alla base dei loro rischi. Solvency II indurrà gli assicuratori a valutare con maggiore attenzione i “fondamentali” nel rapporto rischio/redditività e promuoverà una maggiore professionalità nelle pratiche di tariffazione e gestione dei rischi e del capitale all’interno del settore assicurativo.

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9 CAPITOLO I Solvency II: le principali caratteristiche e gli obiettivi del nuovo regime di vigilanza nel contesto europeo e assicurativo 1. Il sistema decisionale europeo Solvency II è un progetto di riforma del regime di vigilanza sul settore assicurativo promosso dalla Commissione Europea; per questo risulta di fondamentale importanza comprendere anzitutto le dinamiche alla base del decision–making europeo che hanno portato alla creazione della nuova regolamentazione. Il processo decisionale del sistema europeo è basato su un triangolo composto dal Council of the European Union, che rappresenta gli interessi degli Stati membri e viene formato dai ministri di tutti i Paesi membri dell‘UE che a turno assumono la Council Presidency per un periodo di sei mesi, dall‘ European Parliament, che rappresenta gli interessi dei cittadini europei,e dall‘ European Commission, che rappresenta gli interessi generali dell‘Unione Europea; è quest‘ultima a proporre le direttive EU, ma sono le prime due a discutere, emandare e, in via ultima, a decidere se far passare le leggi o meno, seguendo così un principio di codecision procedure. Il processo normativo ha inizio con una proposta della Commissione, su cui il Parlamento è chiamato ad esprimere un parere con la possibilità di apporre degli emendamenti. Al Consiglio spetta poi di decidere se adottare l‘atto così come trasmessogli dal Parlamento o se modificarlo per mezzo di una propria proposta, detta ―posizione comune‖, che verrà inviata al Parlamento per una seconda lettura. Spesso il processo legislativo si conclude in seconda lettura con il Parlamento che approva o rigetta la posizione del Consiglio. Tuttavia se il Parlamento decide di emendare la posizione comune, l‘atto ritorna al Consiglio, che lo valuta sentito il parere della Commissione. Nel caso in cui il Consiglio

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