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Fatti stilizzati dei mercati finanziari in modelli con agenti eterogenei

La tesi è divisa in tre parti. Nella prima parte vengono illustrati alcuni fatti stilizzati dei mercati come l'alternarsi di periodi di rialzo e di ribasso del prezzo dei titolo. Vengono anche presentate alcuni esempi di bolle speculative (la bolla dei tulipani, la bolla dot.com e la recente bolla del mercato immobiliare USA).
Nella seconda parte vengono contrapposte le assunzioni alla base della Teoria dei Mercati Efficienti e la teoria alternativa proposta dagli economisti che propongono l'approccio della Finanza comportamentale.
Nella terza parte vengono proposti semplici modelli dinamici che, basandosi sulle ipotesi della Finanza Comportamentale, riproducono qualitativamente i fatti stilizzati esposti nella prima parte.
Il principale risultato raggiunto è la riproduzione delle caratteristiche di alcuni dei fatti stilizzati che i modelli neoclassici non riescono a spiegare se non ricorrendo ad assunzioni ad hoc. Le assunzioni della finanza comportamentale si sono mostrate non solo più realistiche ma anche più efficaci nello spiegare i fatti in questione. I modelli creati, pur rimanendo formalmente molto semplici, hanno mostrato un significativo potere esplicativo dei fenomeni dei mercati finanziari.

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3 INTRODUZIONE Una delle principali conseguenze dell'attuale crisi finanziaria è la perdita di fiducia negli strumenti che gli economisti e gli esperti di finanza hanno a disposizione per prevedere e/o modificare l'andamento dell'economia. Sono all'ordine del giorno le critiche per la mancata previsione prima e i poco efficaci correttivi poi, che la maggior parte degli economisti sono stati in grado di suggerire alle autorità di politica fiscale e monetaria. Si potrebbe obiettare che crisi come quella attuale (a livello globale) e quella del ‟29 (più ristretta agli Stati Uniti), siano eventi estremi che mancano del carattere della prevedibilità. In realtà, in base alle teorie standard fornite dagli economisti, recessioni di tali dimensioni dovrebbero avere una probabilità di accadere attorno allo zero. Non parliamo poi della probabilità che ne accadano due nel giro di un secolo, evento la cui probabilità era considerata paragonabile a quella di essere colpiti da un meteorite passeggiando in un parco. Se si mettono da parte questi grandi eventi, ci si accorge che è in realtà il normale andamento quotidiano, settimanale, mensile o annuale dei prezzi dei titoli (e non solo) a presentare delle caratteristiche che i modelli tradizionali non riescono a spiegare. Quindi quello che è avvenuto su grande scala due volte in un secolo, ha degli equivalenti più frequenti e su diversa scala se si osserva una scala inferiore. La valutazione quotidiana di un titolo fluttua, presenta picchi e cadute. La stazionarietà non sembra essere una proprietà di queste serie di prezzi. Questo farebbe pensare alla necessità di introdurre degli strumenti incredibilmente complicati per poter rendere conto di quelli che vengono chiamati fatti stilizzati dei mercati.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Francesca Bravi Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1048 click dal 11/11/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.