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Domenico Fenati in viaggio per l'Europa 1698 - 1699

Informazioni tesi

  Autore: Luca Mezzogori
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Carlo Paolo Bitossi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

Trascrizione di un manoscritto dell'Archivio Storico di Ferrara, con una buona presentazione dell'itinerario percorso dall'autore-viaggiatore, accompagnata da un'abbondante presenza di note, che aiutano a contestualizzare il viaggio, le tappe, e motivano alcune affermazioni che potrebbero a prima vista sembrare fuori luogo.
Il viaggio inizia a Roma il 28 agosto 1698, e termina esattamente un anno e tre giorni dopo a Venezia.
Durante questo periodo il Fenati visita le principali città europee delle quali prende puntigliosamente nota nel suo diario di viaggio. Purtoppo l'identità dell'autore rimane avvolta nel mistero anche se è ipotizzabile che fosse un funzionario dello Stato della Chiesa (se volete sapere il perché, beh leggete la tesi!). Sicuramente era una persona benestante, decisamente colta e interessante e queste non sono impressioni personali.
Tocca Amsterdam, Londra, Parigi, Versailles, Vienna; ma anche "paesini" come Strasburgo, Colonia, Namur, Ratisbona, solo per citarne alcuni. Basti pensare che attraversa e/o visita oltre SETTANTA città!

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Premessa Nel tentare di ricostruire la storia del Compendio di Domenico Fenati, manoscritto dell’Archivio Storico Civico di Ferrara, Fondo Deputazione Provinciale Ferrarese di Storia Patria, cartella 9, fascicolo 61/13, ho potuto valermi del prezioso aiuto della dottoressa Corinna Mezzetti, che ringrazio. Le domande iniziali erano: perché il documento si trova all’Archivio Storico di Ferrara? E perché è inserito in una miscellanea contenente altri 14 documenti? Il Fondo Deputazione Provinciale Ferrarese di Storia Patria era fino a qualche anno fa diviso in due spezzoni, conservati rispettivamente nell’Archivio Storico Civico e nella Biblioteca Comunale Ariostea. Entrambi provenivano dal Palazzo dei Diamanti, dove si trovava l'archivio della Deputazione quando venne danneggiato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Le buste della Biblioteca sono state trasferite nell’Archivio Storico Civico circa 5-6 anni fa, in occasione di un intervento di riordino dei depositi, allo scopo di liberare spazio per i fondi della biblioteca e per ricomporre l'unità dell'archivio della Deputazione. E’ difficile determinare data e motivo della formazione della miscellanea che comprende il testo qui presentato: la raccolta è sicuramente opera di un erudito o di un appassionato di storia ferrarese, che tra XVIII e XIX secolo rilegò assieme fascicoli di varia provenienza, nella maggior parte dei casi (non però per quanto riguarda il Compendio, come si avrà occasione di notare) accomunati dal riguardare la storia ferrarese. Come la miscellanea sia arrivata all'Archivio della Deputazione è egualmente difficile stabilire. Le sole note sui passaggi di proprietà della miscellanea si leggono nella carta di guardia: sul retto si legge: «Dice Vicentini d'averla comprata dagli eredi di Galdrico Gardini» e sul verso «1 dicembre 1909, Lire 25 a Vicentini». La miscellanea era dunque in possesso di questo non meglio noto Galdrico Gardini, i cui eredi la vendettero al Vicentini. L'ingresso del volume nell'archivio della Deputazione dev’essere posteriore al primo dicembre 1909, quando Vicentini lo vendette a sua volta, non sappiamo a chi. 4

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