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Modelli di valutazione per l’istituzione di una Zona di Ripopolamento e Cattura della Lepre comune (Lepus europaeus) nell’ATC 1 della Provincia di Potenza

Informazioni tesi

  Autore: Nadia D'Andrea
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi della Basilicata
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
  Relatore: Pierangelo Freschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 209

Il seguente lavoro si pone l'obiettivo di definire e programmare dettagliatamente tutte le attività necessarie a garantire una efficiente gestione faunistica ed ambientale del territorio interessato.
La prima fase dello studio, sostanzialmente conoscitiva, oltre all'analisi del quadro normativo vigente (cap. 1) e la relativa organizzazione faunistica sul territorio (cap. 4) ha riguardato la ricognizione di tutte le aree protette e gli istituti faunistici attualmente vigenti sul territorio provinciale (cap. 1.1.2).
Tale attività è stata realizzata con ili supporto di strumentazioni GIS ed ha portato alla costruzione di un vero e proprio sistema informativo faunistico. Tale strumento si è rivelato di notevole aiuto innanzitutto per l'individuazione del territorio che presentasse le migliori caratteristiche ecologiche ai fini dell'istituzione della ZRC in particolare per quanto riguarda la valutazione per l'idoneità ambientale rispetto al ripopolamento della lepre nonché la sovrapposizione geografica con le porzioni di territorio vincolato ad area protetta o interessato da altro istituto faunistico. Secondariamente il SIF si è rivelato utile per la corretta valutazione e localizzazione degli interventi di miglioramento ambientale ai fini faunistici (cap. 2).
La parte conclusiva del lavoro ha focalizzato l'attenzione sulla redazione del programma di gestione faunistica della lepre basato sull'auto – ecologia e sui modelli delle dinamiche delle popolazioni.

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1 Introduzione La crescita economica registratasi a partire dal dopoguerra ad oggi, ha determinato profondi cambiamenti negli stili di vita della moderna collettività, portando ad attribuire un maggiore valore alle risorse ambientali ed un consistente aumento della domanda di servizi legati direttamente o indirettamente all‟ambiente. Tale fenomeno, in primis di natura socio-economica, ha avuto come riflesso un ammodernamento istituzionale che ha riconosciuto con norme e piani, questo nuovo stato di fatto. Ne sono testimonianza, ad esempio, il nuovo approccio della PAC sempre più orientato alla multifunzionalità e alla sostenibilità delle attività agricole e la riforma dell‟attività venatoria avvenuta con l‟emanazione della L. n. 157/92. In merito a quest‟ultima, la legge quadro recante “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” è nata dalla precisa esigenza di recepire ed attuare le direttive comunitarie sulla tutela dell‟avifauna e le convenzioni internazionali in materia, citate nell‟art. 1 comma 1 della legge, dando corso agli obblighi internazionali e comunitari assunti nel settore dal nostro Paese. Inoltre ha inserito la gestione faunistica e venatoria nel più ampio quadro della pianificazione territoriale coinvolgendo in tale attività tutti i portatori di interesse che in qualche modo risultano collegati alla caccia e alla fauna selvatica quali le associazioni venatorie, agricole ed ambientaliste (Marinelli, Romano 1997). Nel nuovo approccio di programmazione, il Piano Faunistico Venatorio deve fornire gli indirizzi e gli strumenti necessari per il conseguimento sia di un equilibrio tra gli stakeholders che tra le esigenze di prelievo e ricostituzione del patrimonio faunistico. Il territorio agricolo e forestale svolge un ruolo indubbiamente importante nella gestione del patrimonio faunistico, dato che gran parte degli habitat di elevato valore naturale è coincidente o, comunque, confinante con le zone dove si praticano le attività produttive agro-forestali. Sia l'estensione che le modalità secondo cui tali attività vengono svolte sono, quindi, essenziali per la conservazione della fauna selvatica. Le tendenze degli ultimi trent'anni, verso una concentrazione e specializzazione dell'attività agricola e forestale, hanno portato da un lato al progressivo abbandono delle aree più marginali, riducendo l'estensione della superficie agro-forestale e, dall'altro, ad un degrado delle risorse naturali nelle zone più fertili, determinato da modalità di produzione molto

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Parole chiave

zrc
lepre comune
genzano di lucania
ambiente
fauna
colture
gestione faunistica
controllo predatori
sit
legge nazionale 157/92
l.n. 157/92
legge regionale basilicata

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