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Personalità, Temperamento e Disturbo di Panico

Informazioni tesi

  Autore: Maddalena Malanchini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Università Vita Salute San Raffaele di Milano
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Enrico Smeraldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 68

Il Disturbo di Panico (DP) è una patologia psichiatrica molto diffusa nella popolazione generale, il cui decorso, spesso cronico, inficia significativamente la qualità di vita di chi ne è affetto.
La personalità può essere definita come l’insieme delle modalità di comportamento, di pensiero e di relazione con gli altri, caratterizzanti un dato individuo, a determinazione parzialmente genetica quindi congenita, parzialmente ambientale, quindi acquisita. Essa comprende il temperamento, che è il fondo biologico, umorale che indirizza le condotte del soggetto, e il carattere, il quale si riferisce allo stile di comportamento, legato non solo a fattori costituzionali ma anche a modalità apprese.
Il rapporto fra DP, sue caratteristiche psicopatologiche e cliniche, e particolari caratteristiche di personalità e temperamento è stato analizzato in letteratura partendo da diverse prospettive.
Le caratteristiche personologiche e temperamentali sono state studiate in relazione al DP quali fattori di predisposizione per il DP, varianti fenotipiche particolari del DP, entità cliniche distinte ma a comune genesi eziopatologica, fattori influenzanti la prognosi del DP a fronte di una non ben definita relazione causa effetto o di associazione con esso.
Dai principali studi analizzati sono emersi i seguenti risultati:
• I soggetti affetti da DP si caratterizzano per punteggi elevati nelle dimensioni nevroticismo ed harm avoidance (HA) e bassi in self-directedness, reward dependence e novelty seeking; possono, con una frequenza maggiore rispetto alla popolazione generale, soddisfare la diagnosi di disturbo dipendente di personalità o disturbi del cluster B.
• In una prospettiva longitudinale sembrerebbe che il DP e i disturbi di personalità abbiano fattori di rischio comuni, quali l’inibizione comportamentale e l’iperprotettività genitoriale.
• Tratti disfunzionali della personalità ed i costrutti “negative emotionality” e “negative affectivity” sembrerebbero fattori di rischio a-specifici per lo sviluppo del DP.
• Particolari profili temperamentali (elevata HA e basse persistence, self directedness e coperativeness) e la presenza di alcuni specifici disturbi di personalità, il disturbo evitante e dipendente nello specifico, peggiorerebbero la gravità e la prognosi del DP.
• Elevati punteggi di HA e la presenza del disturbo dipendente di personalità non si modificherebbero a fronte di un buon esito della terapia per il DP.
• L’aver avuto un disturbo d’ansia durante il periodo adolescenziale sembrerebbe predire la presenza nella prima età adulta di tratti personologici caratteristici dei disturbi di cluster A e C e fa aumentare la probabilità di sviluppare il Disturbo Paranoide di personalità.
Alla luce dell’analisi degli studi empirici presi in considerazione in questo elaborato, sembrerebbe che nessuna delle differenti prospettive ipotizzate in merito alla relazione fra DP e personalità/temperamento, possa essere del tutto invalidata: non risulta chiaro se fra personalità e DP sussista un legame di predisposizione, continuum, patoplastia o complicanza reciproca. Nella clinica, sembrerebbe però utile prestare attenzione alle caratteristiche temperamentali e personologiche nel trattamento del DP, in quanto la sistematica considerazione di tale associazione nel progetto terapeutico potrebbe migliorare la prognosi del DP, tuttora ancora poco soddisfacente.

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1 1 Introduzione Il disturbo di panico (DP) con o senza agorafobia è una patologia mentale molto frequente nella popolazione generale: secondo recenti studi epidemiologici la prevalenza lifetime del disturbo si aggira intorno al 4,7% (Kessler et al., 2006). Il decorso del DP risulta estremamente variabile (può essere un decorso cronico, ricorrente o remittente) (Cassano, 2006); tuttavia in una percentuale elevata di pazienti il disturbo persiste per anni e può determinare un notevole indebolimento del funzionamento della persona ed una sostanziale riduzione della qualità della vita. Come sempre accade nella patologia psichiatrica, anche il disturbo di panico va interpretato come un disturbo a genesi sostanzialmente multifattoriale, dove i diversi fattori implicati (fattori genetici, biochimici, ambientali, relazionali) interagiscono tra loro (Rizzoli & Smeraldi, 1993). Sono stati effettuati vari tentativi di correlare il DP e la relativa componente agorafobica con particolari caratteristiche di personalità, partendo da prospettive diverse e con strumenti di indagine differenti (Cassano & Pancheri, 1999). La personalità può essere definita come l’insieme delle modalità di comportamento, di pensiero e di relazionarsi con gli altri inerenti un dato soggetto, su base sia congenita che acquisita; essa comprende il temperamento, che è il fondo biologico, umorale che indirizza le condotte del soggetto, e il carattere, il quale si riferisce allo stile di comportamento, legato non solo a fattori costituzionali ma anche a modalità apprese (Cassano, 2006). Questo elaborato si propone di esaminare la letteratura presente rispetto alle possibili relazioni che sussistono tra i tratti di personalità, disturbi di personalità e disturbi d’ansia, in particolare il DP. Le principali ipotesi sviluppate in letteratura sul tema di questa relazione, suggeriscono varie possibilità di legame. Essenzialmente le caratteristiche personologiche sono state studiate in relazione ai disturbi d’ansia sotto varie prospettive: quali fattori di predisposizione, fenotipi che conseguono al disturbo di asse I, manifestazioni cliniche a comune genesi ezipatologica,

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