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Una proposta di bilancio consolidato per la governance finanziaria del gruppo pubblico locale: il caso del Comune di Rovigo

Informazioni tesi

  Autore: Luigino Boarin
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Emanuele Padovani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 255

Contesto di riferimento. Con l’avvento della c.d. “aziendalizzazione” della pubblica amministrazione, fenomeno etichettato con l’appellativo "new public management" a livello internazionale, negli ultimi vent’anni gli enti locali hanno visto allargare e ‘sfumare’ i propri confini giuridici ed economici all’interno di società ed enti partecipati; si sono così venuti a creare i c.d. “gruppi pubblici locali” in cui l’amministrazione pubblica locale funge da holding.
Problema. In considerazione della quantità e tipologia dei servizi gestiti (energia, acqua, rifiuti, trasporti, telecomunicazioni, servizi sociali, ecc.) tali aggregazioni economiche hanno assunto un rilievo tale da richiedere forme di gestione e rendicontazione dei risultati integrate in ottica di gruppo, facendo emergere, a livello contabile, la necessità di sviluppare bilanci consolidati. Tanto il sistema dei controlli, quanto il legislatore nazionale e gli stessi principi contabili nazionali ed internazionali, prevedono o auspicano l'adozione di bilanci consolidati al fine di pervenire ad una rendicontazione e gestione economico-patrimoniale-finanziaria integrata della pubblica amministrazione locale. Se da un lato la letteratura scientifica e l’operatività ha già trattato, sebbene con esigui risultati, il bilancio consolidato di tipo economico-patrimoniale, esiste ancora un notevole gap conoscitivo in merito alle modalità operative per pervenire ad un consolidamento dei conti nell’ottica dell’informativa contabile utilizzata dagli enti locali: la contabilità finanziaria.
Obiettivo del lavoro. A partire da uno dei documenti contabili già esistenti e previsti dalle norme di contabilità nazionale ed internazionale, tanto per il settore pubblico quanto per quello privato, quale è il prospetto impieghi fonti o rendiconto finanziario, il presente lavoro propone un consolidato in ottica finanziaria. A differenza del consolidato economici-patrimoniale, il consolidato “finanziario” meglio si adatta alle attuali disposizioni legislative che regolano le norme contabili degli enti locali, ed è quindi meglio in grado di rispondere alle necessità di produrre conoscenze utili per il monitoraggio del mantenimento degli equilibri finanziari complessivi. Il lavoro è svolto con riferimento al caso del “gruppo pubblico locale” del Comune di Rovigo, composto da 24 società più l’amministrazione comunale.
Teorie di riferimento. L’analisi si fonda sulla letteratura scientifica e operativa disponibile in merito al consolidamento dei conti pubblici, e tiene conto della norma che regola la contabilità degli enti locali (Testo unico degli enti locali D.Lgs. n. 267/2000), il principio contabile per gli enti locali dell’Osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali n. 4, e i principi contabili internazioni per le aziende pubbliche (IPSAS) e private (IAS/IFRS).
Originalità, valore e implicazioni pratiche del lavoro di ricerca. La proposta elaborata, pur partendo dal prospetto impieghi fonti o rendiconto finanziario, la cui redazione risulta ancora facoltativa, ne vuole esaltare la valenza, soprattutto con riferimento ai risvolti di utilizzo contabile per gli enti locali poiché tale ultimo documento è l’unico in grado di descrivere efficacemente la dinamica finanziaria di un’azienda ed anche attribuendo allo stesso, la duplice veste di analisi dei flussi finanziari consolidati, con le implicazioni che ne possono scaturire. Le stesse regole che governano la redazione del bilancio consolidato previsto dalle norme contabili per le aziende private, sono applicate al documento proposto, attraverso le opportune operazioni e rettifiche di consolidamento, scontando anche la mancanza di dettagliate informazioni sui rapporti di credito, debito, costo e ricavo, sia da parte dell'ente comune che da quella del variegato mondo delle imprese di servizi pubblici locali.

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5 Abstract Contesto di riferimento. Con l’avvento della c.d. “aziendalizzazione” della pubblica amministrazione, fenomeno etichettato con l’appellativo “new public management” a livello internazionale, negli ultimi vent’anni gli enti locali hanno visto allargare e ‘sfumare’ i propri confini giuridici ed economici all’interno di società ed enti partecipati; si sono così venuti a creare i c.d. “gruppi pubblici locali” in cui l’amministrazione pubblica locale funge da holding. Problema. In considerazione della quantità e tipologia dei servizi gestiti (energia, acqua, rifiuti, trasporti, telecomunicazioni, servizi sociali, ecc.) tali aggregazioni economiche hanno assunto un rilievo tale da richiedere forme di gestione e rendicontazione dei risultati integrate in ottica di gruppo, facendo emergere, a livello contabile, la necessità di sviluppare bilanci consolidati. Tanto il sistema dei controlli, quanto il legislatore nazionale e gli stessi principi contabili nazionali ed internazionali, prevedono o auspicano l'adozione di bilanci consolidati al fine di pervenire ad una rendicontazione e gestione economico-patrimoniale-finanziaria integrata della pubblica amministrazione locale. Se da un lato la letteratura scientifica e l’operatività ha già trattato, sebbene con esigui risultati, il bilancio consolidato di tipo economico-patrimoniale, esiste ancora un notevole gap conoscitivo in merito alle modalità operative per pervenire ad un consolidamento dei conti nell’ottica dell’informativa contabile utilizzata dagli enti locali: la contabilità finanziaria. Obiettivo del lavoro. A partire da uno dei documenti contabili già esistenti e previsti dalle norme di contabilità nazionale ed internazionale, tanto per il settore pubblico quanto per quello privato, quale è il prospetto impieghi fonti o rendiconto finanziario, il presente lavoro propone un consolidato in ottica finanziaria. A differenza del consolidato economici-patrimoniale, il consolidato “finanziario” meglio si adatta alle attuali disposizioni legislative che regolano le norme contabili degli enti locali, ed è quindi meglio in grado di rispondere alle necessità di produrre conoscenze utili per il monitoraggio del mantenimento degli equilibri finanziari complessivi. Il lavoro è svolto con riferimento al caso del “gruppo pubblico locale” del Comune di Rovigo, composto da 24 società piø l’amministrazione comunale.

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