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Le caratteristiche cognitive dell'olfatto

Ricerca sulle peculiarità dell'olfatto dal punto di vista cognitivo. Si analizza dapprima il sistema olfattivo dal punto di vista anatomico e fisiologico.
In seguito questo senso così interessante e sottovalutato viene analizzato comparandolo agli altri sensi e alla sessualità.
Poi analizzeremo come si lega agli altri processi cognitivi, quali comportamento, memoria, emozioni.
Infine, dopo aver approfondito i vari disturbi che possono colpire questo importante senso, si propongono esempi di marketing olfattivo.

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3 Introduzione: L'olfatto umano, benché molto meno sensibile di quello della maggior parte degli altri animali, conserva un grado elevato di sensibilità e utilità. Ha delle forti caratteristiche cognitive ed è quindi fondamentale per la formazione di un qualsiasi contenuto di conoscenza sul mondo esterno. E' un senso chimico, poiché gli stimoli ambientali che lo colpiscono sono molecole chimiche disciolte nell'aria. In quanto tale, è deputato principalmente alla messa in allarme, attivando il processo cognitivo dell'attenzione. Infatti, il nostro naso è in grado di sentire odore di fumo a concentrazioni parecchio inferiori a quelle necessarie per mettere in funzione anche il più sensibile dei dispositivi. Siamo inoltre in grado di distinguere, in base al loro odore, circa 10000 composti chimici differenti. L'olfatto ha un ruolo fondamentale rispetto alle pulsioni e alle emozioni, infatti, una buona profumazione ambientale influisce positivamente sulle persone che ne fanno parte. Gli odori inoltre si collegano immediatamente alle esperienze del nostro vissuto. Basta sentire un profumo familiare perché i ricordi affiorino nella nostra coscienza trasportati da una marea di emozioni passate. Un naso impegnato a odorare porta il marchio dell'animalità, è associato al piacere, al desiderio e all'istinto e per questo guardato con sospetto e con diffidenza. Platone lo accostava alla lussuria e ai piaceri frivoli e Kant, il più anosmico 1 dei filosofi, lo definiva il senso «più ingrato e apparentemente meno necessario». È di tutta evidenza, infatti, come nella cultura occidentale non ci sia spazio per l'educazione olfattiva: ci insegnano a leggere e a scrivere, a riconoscere forme, colori e suoni, ma non ci educano a distinguere gli odori. Così l'odorato ha finito col rappresentare l'esatto contrario dell'intelletto e la sua marginalizzazione è divenuta il contrassegno dell'umanità civilizzata. Spesso ignoriamo il modo in cui gli odori influenzano i nostri comportamenti sociali, sessuali, emozionali e alimentari, sottovalutandone il ruolo fondamentale nella conoscenza del mondo circostante. 1 L‟anosmia è l‟incapacità di percepire gli odori

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Sara Sassi Contatta »

Composta da 35 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.