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1928-1945 La Giungla Silente - Scautismo Clandestino nell'Italia Fascista

Informazioni tesi

  Autore: Dario Massari
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi della Tuscia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Organizzative e Gestionali
  Relatore: Chiara Bernardini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

La storia dello scautismo italiano che va dalla sua soppressione nel 1928 a seguito delle leggi “fascistissime” sino al 1945 è abbastanza conosciuta negli ambienti scout, ma poco considerata dalla storiografia ufficiale, che al massimo, la inserisce come un movimento di nicchia nell’analisi della resistenza cattolica.
Scopo della mia ricerca è proprio dar voce a questa fetta di storia piccola per
estensione cronologica, ma grande nei contenuti, perché ha avuto come protagonisti pochi ragazzi, scout, che con fedeltà e coraggio hanno fatto la loro scelta libera, chiara, decisa e coerente: quella di tener fede alla Promessa Scout che non solo li ha spinti a continuare la vita da scout nascosti in montagna o in mezzo ai boschi e a servire il prossimo in qualsiasi condizione, ma ha anche sicuramente influenzato le scelte educative durante il regime ed è stata un’esperienza di grande rilievo nell’ambito dell’educazione giovanile.

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3 Introduzione e scopo della ricerca La storia dello scautismo italiano che va dalla sua soppressione nel 1928 a seguito delle leggi “fascistissime 1 ” sino al 1945 è abbastanza conosciuta negli ambienti scout, ma poco considerata dalla storiografia ufficiale, che al massimo, la inserisce come un movimento di nicchia nell’analisi della resistenza cattolica. Scopo della mia ricerca è proprio dar voce a questa fetta di storia piccola per estensione cronologica, ma grande nei contenuti, perché ha avuto come protagonisti pochi ragazzi, scout, che con fedeltà e coraggio hanno fatto la loro scelta libera, chiara, decisa e coerente: quella di tener fede alla Promessa Scout che non solo li ha spinti a continuare la vita da scout nascosti in montagna o in mezzo ai boschi e a servire il prossimo in qualsiasi condizione, ma ha anche sicuramente influenzato le scelte educative durante il regime ed è stata un’esperienza di grande rilievo nell’ambito dell’educazione giovanile. Prima di analizzare le motivazioni della scelta che ha portato i ragazzi autonomamente e liberamente a ripudiare il fascismo e ad abbracciare lo scautismo pur clandestinamente, poiché gli eventi antecedenti al 1928, sono di fondamentale importanza per comprendere le scelte successive, sarà bene tracciare le linee principali della nascita e dello sviluppo del movimento scout nel mondo e in Italia ove il movimento fu rappresentato da due maggiori associazioni, il CNGEI, associazione laica, e l’Asci l’associazione cattolica. Nella seconda fase si analizzeranno le riforme dell’educazione imposte dal regime nel 1927 a favore dell’ONB, per verificare la genesi del contrasto tra le idee fasciste (l’istigazione alla violenza e alla forza, le imposizioni del governo) ed i principi di libertà e lealtà su cui lo scautismo si basa. Si passeranno in rassegna, quindi, le modalità e le fasi della soppressione di molti gruppi e associazioni cattoliche e non, e tra queste, anche delle associazioni scout. Il clima stesso di imposizione di ideologie dittatoriali alla gioventù e la sua militarizzazione a scopo educativo indussero a una sorta di ribellione alla politica 1 Le cosiddette leggi fascistissime, note anche come leggi eccezionali del fascismo, adottate tra il 1925 e il '26, sono gli atti giuridici che iniziarono la trasformazione di fatto dell'ordinamento del Regno d'Italia nel regime fascista, ossia in uno Stato autoritario dalla forte componente ideologica, di tipo nazionalista.

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