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Il programma comunitario ''Gioventù per l'Europa'' (95-99): un contributo alla cittadinanza attiva

Con questo lavoro abbiamo voluto trattare delle politiche giovanili dell’Unione Europea prendendo in esame il programma comunitario “Gioventù per l’Europa”, volto alla promozione ed al sostegno degli scambi giovanili internazionali. Esso ha conosciuto tre fasi successive dalla sua adozione avvenuta nel 1988, rispettivamente: la prima, tra il 1988 ed il 1991; la seconda tra il 1992 ed il 1994; la terza tra il 1995 ed il 1999. A partire dal 2000 esso è stato inglobato nel nuovo programma “Gioventù” (2000/2006), assieme ad altre azioni miranti ad offrire ai giovani beneficiari (prevalentemente tra i 15 ed i 25 anni di età), la possibilità di esprimere la propria creatività, il proprio spirito di iniziativa e di impresa.
Il programma “Gioventù per l’Europa”, la cui terza fase ha rappresentato la forma più compiuta, articolata e flessibile alla quale si è giunti dopo sette anni di “sperimentazione”, ha costituito un intervento innovativo da parte della Comunità. Di fatto, mediante il sostegno delle attività giovanili realizzatesi al di fuori del contesto scolastico e della formazione professionale, esso ha favorito il riconoscimento del valore di un’esperienza di istruzione informale acquisita in un contesto europeo, nonché la valorizzazione di quel sistema individuato come “long-life learning”, vale a dire “educazione permanente”. Si è trattato di un programma basato sulla mobilità internazionale e sull’apprendimento interculturale che ha contribuito allo sviluppo della cittadinanza attiva favorendo i seguenti aspetti: la partecipazione diretta dei giovani all’organizzazione ed alla preparazione delle attività; la propria capacità di decidere in autonomia; l’assunzione delle proprie responsabilità.
Al fine di comprendere come “Gioventù per l’Europa” sia riuscito a valorizzare questi elementi abbiamo suddiviso il lavoro in due parti, ciascuna composta da due capitoli.
La prima parte fornisce il contesto politico istituzionale in cui si inserisce il soggetto delle politiche giovanili. Nel primo capitolo abbiamo proceduto all’identificazione dei soggetti che in Europa, oltre od assieme all’Unione Europea, operano nel contesto delle politiche giovanili, primi fra tutti gli Stati membri. Nel secondo capitolo abbiamo trattato più direttamente dell’istituzione comunitaria tratteggiando le tappe fondamentali in cui, a partire dagli anni Sessanta, si sono sviluppati i suoi interventi nel settore giovanile, fino a giungere all’elaborazione del programma “Gioventù per l’Europa” alla fine degli anni Ottanta.
La seconda parte è dedicata alla terza fase di “Gioventù per l’Europa” che si è conclusa nel 1999.
Nel terzo capitolo abbiamo dapprima analizzato il contesto giuridico in cui si inserisce il programma, prendendo in esame alcuni degli articoli del Trattato di Maastricht. Successivamente abbiamo illustrato l’articolazione di “Gioventù per l’Europa” III nelle sue cinque azioni. Nel quarto capitolo abbiamo tentato di tracciare un primo bilancio della partecipazione italiana al programma, tramite l’attività dell’Agenzia Nazionale. Questo mediante l’analisi quantitativa e attraverso considerazioni sull’aspetto qualitativo dei progetti di scambio transnazionali presentati/realizzati da parte dell’Italia durante la terza fase (Azione A.I.).

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V Introduzione Con questo lavoro desideriamo intervenire sul tema complesso delle politiche per la gioventù a livello comunitario. Tutti i governi europei sono unanimi nel ritenere che si tratti di uno strumento indispensabile per favorire il processo di crescita culturale, sociale, economica e professionale dei giovani e sono convinti che l'approccio a tali politiche debba essere globale ed integrato. Gli ultimi dieci anni sono stati fondamentali per l’Unione, al fine della realizzazione pratica di una tale strategia attraverso azioni significative. Per molti l'Unione Europea significa soprattutto mercato unico, con le opportunità ed i benefici che questo offre a tutte le categorie di cittadini; in effetti enormi progressi sono stati fatti in tal senso, visto che, percorrendo tutte le tappe previste, si è assistito al varo della moneta unica il 1° gennaio 1999. E’ innegabile, però, che nell’ultimo decennio si sia approfondito sempre di più il processo di cooperazione degli Stati europei verso la valorizzazione dell’altra grande

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Elisa Bruschi Contatta »

Composta da 244 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2187 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.