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L'America di Vittorini e di John Fante

Negli anni ’30 e ’40 alcuni giovani intellettuali iniziarono a guardare, in ambito letterario, oltre gli angusti confini dell’Italia fascista.
Tra questi Elio Vittorini che, deluso dal panorama politico e culturale, vigente nel nostro paese, intraprese un viaggio alla ricerca di nuovi maestri che lo portò in luoghi lontani, prima in Europa e, successivamente, in Nord-America.
Vittorini iniziò a ragionare su questa esperienza in “Scarico Di Coscienza”, un celebre intervento dello scrittore siciliano, in cui l’autore proclamava la propria polemica contro i modelli letterari italiani, “Carducci e Pascoli non potevano averci insegnato nulla, tutte le loro risorse erano state vinte, assorbite dal dilettantismo e da D’Annunzio; e D’Annunzio stesso era finito miseramente in se stesso, ripetutosi, esauritosi spontaneamente, lasciandosi attorno il disgusto persino della parola. (…) L’estetica di Croce ci lasciava freddi come una stella notturna (…);..........

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- 3 - INTRODUZIONE Negli anni ‟30 e ‟40 alcuni giovani intellettuali iniziarono a guardare, in ambito letterario, oltre gli angusti confini dell‟Italia fascista. Tra questi Elio Vittorini che, deluso dal panorama politico e culturale, vigente nel nostro paese, intraprese un viaggio alla ricerca di nuovi maestri che lo portò in luoghi lontani, prima in Europa e, successivamente, in Nord- America. Vittorini iniziò a ragionare su questa esperienza in “Scarico Di Coscienza”, un celebre intervento dello scrittore siciliano, in cui l‟autore proclamava la propria polemica contro i modelli letterari italiani, “Carducci e Pascoli non potevano averci insegnato nulla, tutte le loro risorse erano state vinte, assorbite dal dilettantismo e da D‟Annunzio; e D‟Annunzio stesso era finito miseramente in se stesso, ripetutosi, esauritosi spontaneamente, lasciandosi attorno il disgusto persino della parola. (…) L‟estetica di Croce ci lasciava freddi come una stella notturna (…); nessuno aveva del resto bisogno di canoni artistici ma di una realtà palpabile, sicura, una terra a cui saldamente attaccarsi (…). Prezzolini, la Voce, Non insegnavano nulla. Nulla Papini. Nulla Soffici. (…) Quanto al futurismo le nostre opinioni addirittura risalivano il tempo, lo condannavano nel carattere; esso aveva esorbitato dalla storia letteraria, inferiore e mediocre già dalla nascita, forse del tutto privo di intelligenza certo di validità intellettuale (…). Allora la letteratura dei giovani (…) è nata da un incontro fortunato e peregrino della nostra più pura originalità grammaticale con la grande tradizione europea (…). In un batti baleno si sono riconosciuti, proclamati i nostri maestri, e con l‟amara certezza che essi non ci avevano parlato nella nostra lingua” 1 . 1 Elio Vittorini, Diario in Pubblico, I ed. , Milano, Bompiani, 1957, (II ed. , 1970), pp. 5-6.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Lorena Di Loreto Contatta »

Composta da 141 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1974 click dal 07/12/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.