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Il corpo vissuto dell'amputato d'arto inferiore. Indagine sui bisogni a lungo termine

Lo studio ha il fine di esplorare come le persone amputate d’arto inferiore unilateralmente (soggetti di entrambi i sessi senza limiti d’età) si relazionano con la propria protesi dopo un lungo periodo di tempo trascorso dopo l’intervento. I dati che sono stati raccolti attraverso un questionario costruito ad-hoc consentono di individuare dall’esperienza in prima persona come la protesi si relaziona con il corpo e la mente del soggetto amputato.
Dall’analisi dei dati raccolti risalta un bisogno imperioso di riabilitazione sebbene sia passato un lungo lasso di tempo e queste persone non siano più seguite da nessun servizio di riabilitazione. Si nota come le persone non riescono ad includere nelle spazio intracorporeo la protesi per sfruttarla come strumento di conoscenza e di relazione con il mondo esterno. Da qui scaturiscono compensi dannosi per il benessere della persona e limitazioni nelle sue attività funzionali, associate con notevoli alterazioni percettive.
Il fisioterapista, in collaborazione con altre figure professionali, ha un ruolo cruciale nella presa in carico di questo tipo di paziente che ha la necessità di essere sostenuto nel processo di correzione della percezione dello spazio intracorporeo e nell’incremento dell’informatività da parte della protesi.

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V 1. ABSTRACT Lo studio ha il fine di esplorare come le persone amputate d‟arto inferiore unilateralmente (soggetti di entrambi i sessi senza limiti d‟età) si relazionano con la propria protesi dopo un lungo periodo di tempo trascorso dopo l‟intervento. I dati che sono stati raccolti attraverso un questionario costruito ad-hoc consentono di individuare dall‟esperienza in prima persona come la protesi si relaziona con il corpo e la mente del soggetto amputato. Dall‟analisi dei dati raccolti risalta un bisogno imperioso di riabilitazione sebbene sia passato un lungo lasso di tempo e queste persone non siano più seguite da nessun servizio di riabilitazione. Si nota come le persone non riescono ad includere nelle spazio intracorporeo la protesi per sfruttarla come strumento di conoscenza e di relazione con il mondo esterno. Da qui scaturiscono compensi dannosi per il benessere della persona e limitazioni nelle sue attività funzionali, associate con notevoli alterazioni percettive. Il fisioterapista, in collaborazione con altre figure professionali, ha un ruolo cruciale nella presa in carico di questo tipo di paziente che ha la necessità di essere sostenuto nel processo di correzione della percezione dello spazio intracorporeo e nell‟incremento dell‟informatività da parte della protesi.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Daniela Petrachi Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

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