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L'inquisizione medievale e il sistema inquisitorio

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Biasioli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Giuseppe leziroli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 102

Il dodicesimo e il tredicesimo secolo sono anni caratterizzati da una nuova linfa vitale tanto in Italia quanto in Provenza e in molte altre regioni europee.
Sono lustri di tempo caratterizzati da una forte ripresa nel campo economico e sociale, che conducono alla nascita di un nuovo ceto urbano: la borghesia.
Questa classe sociale si era formata in seguito alla trasformazione dei borghi medievali in veri centri urbani ed aveva preso forza grazie allo sviluppo delle attività artigianali e commerciali, imperniate sulla circolazione delle merci e del danaro.
I membri del ceto borghese, artigiani e mercanti, organizzati nelle corporazioni di arti e mestieri, arricchitisi, iniziarono ad aspirare al controllo del governo cittadino e a rivendicare una loro propria autonomia dal signore feudale e dal vescovo.
Al tempo stesso nelle campagne avvennero numerosi mutamenti, in parte provocati dai progressi introdotti nelle colture e nell’allevamento e in parte dall’intensificazione dei rapporti con le città.
Aumentarono i casi di famiglie contadine legate alla terra che ne conquistarono il pieno diritto, limitandosi a versare al proprietario-feudatario una parte, sia pur cospicua, del raccolto (primo passo verso la mezzadria) o addirittura un affitto in danaro, liberandosi così dagli obblighi che potevano derivarne. Molti giovani, lasciavano la campagna e si avventuravano in città a imparare un mestiere in una bottega artigiana.
Furono secoli di grande fervore culturale caratterizzati da una intensa opera di rinnovamento.
Le scuole cattedrali e quelle monastiche furono affiancate dalle prime università, presero forme le corporazioni di docenti e allievi, in gran parte originariamente di provenienza monastica, che consentirono la diffusione degli strumenti del sapere anche tra i laici.
Si intensificò la ricerca filosofica e teologica e godettero di rinnovato interesse gli studi di medicina e di diritto; si diffusero in Europa i testi scientifici e filosofici arabi, tradotti in latino.
Nel secolo undicesimo venne istituita l’Università di Bologna, la più antica d’Europa, rinomata per lo studio del diritto canonico e del diritto romano, e due secoli dopo la Sorbona, primo nucleo dell’Università di Parigi.
Il bisogno di istruzione nella gente cresceva sempre più dove base primaria era il sapere e ugualmente aumentava il desiderio di conoscenza delle Sacre Scritture e dell’insegnamento della Chiesa.

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INTRODUZIONE 1. Il contesto storico Il dodicesimo e il tredicesimo secolo sono anni caratterizzati da una nuova linfa vitale tanto in Italia quanto in Provenza e in molte altre regioni europee. Sono lustri di tempo caratterizzati da una forte ripresa nel campo economico e sociale, che conducono alla nascita di un nuovo ceto urbano: la borghesia. Questa classe sociale si era formata in seguito alla trasformazione dei borghi medievali in veri centri urbani ed aveva preso forza grazie allo sviluppo delle attività artigianali e commerciali, imperniate sulla circolazione delle merci e del danaro. I membri del ceto borghese, perlopiù artigiani e mercanti, organizzati nelle corporazioni di arti e mestieri, arricchitisi, iniziarono ad aspirare al controllo del governo cittadino e a rivendicare una loro propria autonomia dal signore feudale e dal vescovo.

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