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Il principio di uguaglianza nelle norme comunitarie

Il lavoro tratta del modo in cui, uno dei principi cardini del sistema delle garanzie costituzionali, il principio di uguaglianza, viene ad interferire e ad assumere rilevanza nel diritto comunitario. Viene delineato così, l’aspetto terminologico del concetto di uguaglianza affiancato dal concetto di diversità, prendendo in considerazione i vari giudizi di rilevanza dell’uguaglianza che si distinguono per la loro natura descrittiva e valutativa delineando poi i lineamenti essenziali dei cenni storici del principio di uguaglianza. Si procede poi con un’ampia dinamica dell’art. 3 (analizzando il 1° e 2°c.), dando importanza ai divieti di discriminazione, e ci si occupa in seguito della rilevanza che il principio di uguaglianza ha a livello comunitario spaziando nel trattato di Amsterdam, nella Carta di Nizza e nal Trattato di Lisbona.

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Introduzione L‟obiettivo del presente lavoro giunge dalla consapevolezza che, il percorso dell‟integrazione europea pone delicati problemi a livello costituzionale, non solo per la difficoltà di conciliare il ruolo delle fonti comunitarie all‟interno dell‟ordinamento italiano rispetto ai principi della Costituzione che reggono i rapporti tra le fonti normative, ma anche perché i valori protetti dalla Costituzione sono in vario modo toccati dalle norme comunitarie. Da qui l‟idea di mostrare come uno dei principi cardini del sistema delle garanzie costituzionali, il principio di uguaglianza, viene ad interferire e ad assumere rilevanza nel diritto comunitario. A tal fine, nel primo capitolo viene delineato l‟aspetto terminologico del concetto di uguaglianza affiancato dal concetto di diversità, prendendo in considerazione i vari giudizi di rilevanza dell‟uguaglianza che si distinguono per la loro natura descrittiva e valutativa. Da supporto a questi giudizi utilizzeremo una concezione numerica o proporzionale dell‟uguaglianza per sostenere quale delle due, possa garantire al meglio la parità tra i soggetti inoltrando il discorso nei lineamenti essenziali di quelli che sono i cenni storici del principio di uguaglianza: dall‟art. 6 della Dichiarazione francese dei diritti dell‟uomo e del cittadino del 1789, fino al consacramento dell‟effettivo art. 3 della Costituzione del 1948. Il secondo capitolo si apre con un‟ampia dinamica dell‟art. 3, iniziando il dibattito con il 1° comma: l‟uguaglianza formale davanti alla legge. Dopo le varie e discusse interpretazioni da attribuire a tale formula, si è avanzata un‟interpretazione liberale dell‟uguaglianza, intesa come un‟esigenza di universalità delle leggi in base alla quale l‟autorità della legge è uguale e identica per tutti e le uniche disparità di trattamento ammesse all‟interno dell‟ordinamento giuridico erano quelle di ordine oggettivo. Si procede così ad un analisi più approfondita per verificare il fondamento giustificativo delle singole norme in quanto l‟affermazione dell‟uguaglianza veniva vista come lo strumento per limitare la discrezionalità del legislatore; si passa all‟esame della giurisprudenza costituzionale ammettendo la possibilità di dettare norme diverse rispetto a diverse fattispecie, e si apre un controllo più incisivo 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Manageriali

Autore: Antonella Mazzuto Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.