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Agli albori dell' ''Acomodação Cultural'': Francesco Saverio e la sua opera missionaria in Giappone.

Chi visita il Giappone può incontrare, con grande facilità, numerosi monumenti che evocano il passaggio degli europei in questo paese. Le personalità rappresentate sono principalmente religiosi appartenenti alla Compagnia di Gesù, oltre ai mercanti e ai navigatori portoghesi, sbarcati in queste terre in ricerca di fortuna.
In un paese, dove le testimonianze documentali e monumentali della presenza lusiada furono eliminate sistematicamente tre secoli fa, le generazioni contemporanee recuperarono questo contatto con il passato, designato come parte integrante del patrimonio storico e culturale del paese. In nessun altro paese asiatico, l’espansione portoghese e le sue conseguenze sono state tanto celebrate come in Giappone; nessun altro popolo europeo è stato ricordato con la stessa intensità dai giapponesi, non perché persistesse un favoritismo generale per il Portogallo, ma perché la maggioranza degli altri europei che arrivarono in Giappone sostarono solo per brevi tempi, come nel caso degli spagnoli, inglesi e olandesi.
I portoghesi, al contrario, rimasero in Giappone per circa un secolo e contribuirono decisamente alla trasformazione del Giappone, un paese medievale, anarchico e feudale divenuto successivamente uno stato moderno, pacifico e centralizzato.
Argomento del mio studio sarà la dimensione religiosa delle relazioni luso-nipponiche; in dettaglio, gli albori della storia del cristianesimo in Giappone. Personaggio-simbolo di tale fase è Francesco Saverio; fondatore della missione e personaggio centrale della mia ricerca.
Designato come uomo universale, modello e paradigma di missionario rivoluzionario e innovatore, continua ad essere riconosciuto, studiato e ammirato come uomo che unì culture differenti. Di fatto, stabilì un forte legame tra Occidente e Oriente: da un lato Navarra, Portogallo, Europa e Roma, dall’altro Goa, Giappone Malacca e Cina.
Spesso è identificato altresì come avventuriero di viaggi verso l’ignoto, alla ricerca del dialogo e dell’incontro con l’altro.
Nel primo capitolo presenterò lo sfondo storico e culturale in cui Francesco realizzò il suo progetto missionario; in dettaglio i primi contatti tra i viaggiatori portoghesi e l’Oriente e la situazione politica del Giappone del ‘500.
Il secondo capitolo si incentrerà sulla figura di Francesco Saverio, sul suo viaggio in Giappone e sul metodo evangelizzatore da lui adottato nella terra del Sol Levante.
Il terzo e ultimo capitolo farà riferimento ai testi letterari in cui si tratta della figura del missionario, presentando due delle lettere più famose relative al Giappone da lui scritte.

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6 PRIMO CAPITOLO: L’ERA DEI VIAGGI DI SCOPERTA IN ORIENTE: I PORTOGHESI IN GIAPPONE. 1.1 I primi contatti del Portogallo con l’Oriente I portoghesi furono i primi esploratori e pionieri dell’epoca delle scoperte; ottennero i primi successi dal commercio di oro e schiavi con la vicina Africa Occidentale, proseguendo poi la colonizzazione delle coste africane fino ad arrivare all’Oceano Indiano. I primi viaggi furono intrapresi da navigatori non preparati all’incontro con tali diversità geografiche e culturali, a causa della scarsezza o quasi totale assenza di informazioni su queste terre semi-sconosciute. Il mondo orientale era già stato visitato e attraversato da mercanti e missionari per via terrestre, che produssero alcuni testi informativi a riguardo, ma che purtroppo ebbero un circolazione limitata. Personaggi storici da ricordare in tale ambito sono i portoghesi Bartolomeo Diaz, che doppiò il Capo di Buona Speranza nel 1488, e l’esploratore Vasco da Gama, protagonista del viaggio inaugurale che stabilì nel 1497 la prima connessione marittima diretta tra Lisbona e il litorale occidentale dell’India, con il superamento del Capo di Buona Speranza. Con la scoperta del cammino marittimo verso l’India, quindi, i portoghesi dettero inizio ad un intercambio profondo e duraturo con l’Oriente, divenendo una presenza costante nel litorale asiatico, a livello sia economico che militare. Pertanto, l’interesse

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luana Loria Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

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