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Devianza e criminalità: aspetti culturali e organizzativi. La mafia, le mafie nel mondo della globalizzazione.

Informazioni tesi

  Autore: Alessia Paliotta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Cassino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Michele Negri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

Obiettivo specifico del lavoro è quello di analizzare una particolare forma di criminalità organizzata: la mafia. In passato si pensava che il fenomeno mafioso affondasse le sue radici, almeno in Italia, in un’entità immateriale, la cultura del meridione e si immaginava che il soggiorno obbligato al Nord sarebbe bastato a redimere i mafiosi. Ciò si è rivelato con gli anni non veritiero, infatti, in presenza di una combinazione di fattori economici e sociali, qualunque zona si è rivelata a rischio. Il fenomeno mafioso ha assunto nel corso del tempo dimensioni sempre più globali ed è diventato uno dei problemi rilevanti e radicati con cui le istituzioni pubbliche sono chiamate a fare i conti.
Le attività dei mafiosi minano le basi della convivenza civile, non solo perché si fondano sul ricorso alla violenza (effettiva o minacciata), insidiando perciò il monopolio della forza che spetta allo Stato, ma anche perché esse ipotecano pesantemente le libertà civili, politiche ed economiche dei cittadini di vaste aree del nostro Paese. La criminalità organizzata di tipo mafioso continua a caratterizzare il panorama delinquenziale Nazionale secondo modelli in persistente evoluzione, privilegiando un sostanziale radicamento sul territorio d’influenza e mantenendo un’elevata capacità di infiltrazione nel tessuto economico finanziario. I sodalizi criminali più strutturati continuano ad esercitare un’efficiente azione di controllo del proprio territorio di origine condizionando segmenti dell’economia imprenditoriale nazionale, con ingerenza negli appalti pubblici, nell’utilizzo dei fondi strutturali, nell’acquisizione e il controllo di attività illegali.
Emergono in misura maggiore consolidate collaborazioni tra le stesse organizzazioni criminali endogene e quelle di matrice straniera (intermafiosità), in particolare dell’Est Europeo, dell’Area Balcanica, del Continente Asiatico, del Nord Africa e del Sud America, particolarmente attive e specializzate nel traffico di stupefacenti, dell’immigrazione clandestina, della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione. Lo scopo della ricerca è di analizzare le caratteristiche culturali e organizzative delle varie mafie esistenti e osservare il fenomeno mafioso nell’organizzarsi all’interno non solo del territorio italiano ma anche di quello internazionale. Con la globalizzazione, la mafia è in forte espansione in tutto il mondo, sempre più fuori dai propri territori di origine. Si parla dunque di organizzazioni che, seppur con strutture proprie, si caratterizzano per una massiccia e capillare presenza nel luogo di origine ma allo stesso tempo per una storica capacità di colonizzare altre regioni d’Italia e di sconfinare in altre Nazioni. Il primo capitolo del presente lavoro, presenta la descrizione teorica delle principali teorie della devianza e della criminalità sviluppate nel corso degli anni dagli studiosi di scienze sociali e fa riferimento ad alcune forme di criminalità, come i reati contro il patrimonio, la criminalità violenta e la criminalità economica. Il secondo elabora una descrizione generale della criminalità organizzata e analizza in modo specifico le particolari forme di mafia esistenti sul territorio italiano,mettendone in evidenza le caratteristiche strutturali ed organizzative. Il terzo capitolo analizza le diverse forme di mafia esistenti sul territorio internazionale e individua le diverse forme di contrasto nei confronti della mafia che iniziano coevamente al fenomeno mafioso con la nascita dei cosiddetti fasci siciliani; negli anni ‘60 la lotta è condotta da minoranze sia sul piano istituzionale che sul terreno sociale e negli anni ‘90 a seguito delle stragi di Capaci e via d’Amelio si assiste all’indignazione dell’intera società civile, con la creazione di movimenti (anche informali da parte dei cittadini), comitati e associazioni.
Il quarto capitolo ha come oggetto di analisi la percezione del fenomeno mafioso da parte dei giovani. Questi ultimi nutrono un generale pessimismo nei confronti di tale fenomeno e lasciano trasparire una malinconica sfiducia nella sconfitta della mafia sentendosi deboli dinanzi alle lungaggini dei difficili meccanismi politico-giudiziari che soffocano il loro entusiasmo e la loro voglia di denunciare, gridare, parlare.

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5 Introduzione La devianza e la criminalità rappresentano nella nostra società fenomeni di rilevante in- teresse politico, sociale e scientifico. Questi prevedono una presenza sempre più attiva di figure, chiamate ad adottare modelli operativi sempre più innovativi. Forze dell‟ordine, esperti della sicurezza, educatori, operatori nel campo della rassicurazione sociale devono infatti operare oggi in ambienti assai più complessi e diversi rispetto a quelli del passato. Le istituzioni che in tale contesto rivestono un ruolo fondamentale avvertono sempre più l‟esigenza di disporre di esperti nel campo della criminalità e del- la devianza che siano in grado di elaborare politiche ed interventi adeguati a dare una risposta efficiente alla domanda di sicurezza da parte dell‟opinione pubblica. Lo scopo generale di tale indagine è quella di analizzare la criminalità sotto le sue di- verse accezioni, con particolare attenzione alla criminalità organizzata. La vastissima letteratura sulle forme di criminalità si è a lungo basata sulla distinzione fra gang e criminalità organizzata. Le gang descritte dalla Scuola di Chicago, sarebbero gruppi criminali tipicamente urbani, cresciuti nei suburbi con l‟espandersi della popo- lazione che vive ai margini dello sviluppo economico delle grandi città: gruppi infor- mali, con leadership e scopi temporanei, con prevalenti attività predatorie e poco isti- tuzionalizzate, longevità non molto elevata, scarsa continuità attraverso le generazioni, età dei componenti molto bassa. Queste eserciterebbero una violenza incontrollata in un susseguirsi di conflitti di tra bande avversarie e tra scissionisti. La criminalità orga- nizzata invece sarebbe composta da gruppi formalizzati, con leadership di lungo perio- do, strutture imprenditoriali, distribuzioni di ruoli e funzioni, longevità, presenza di di- verse generazioni. Secondo gli studiosi, a partire dagli anni Novanta si assiste, ad un espandersi delle gang: ampliano le loro attività economiche, hanno una maggiore lon- gevità, estendono il loro territorio di competenza, agiscono anch‟esse come imprese, si

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