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Il rapporto imprenditore - operaio: la crisi dell'utopia marxista tra letteratura orwelliana e management partecipativo

Il rapporto imprenditore - operaio visto con gli occhi di Marx e di G.Orwell che con la sua Animal Farm contrasta il socialismo rivoluzionari marxista.
La soluzione? Il management partecipativo. Il caso: Ricardo Semler
Il mio studio si è voluto soffermare su due importanti personaggi che a lungo si sono dedicati alla ricerca di un risvolto più o meno utopistico di questa situazione : Karl Marx e George Orwell, due figure lontane e vicine allo stesso tempo. In particolar modo la mia ricerca ha voluto per prima cosa mettere in evidenza come il distopico Orwell sia riuscito tramite un’opera letteraria, Animal Farm (1945), da alcuni giudicata anche come favola per bambini, a mettere in discussione, dopo circa un secolo, la teoria di una rivoluzione operaia “storicamente necessaria” predicata da un insigne storico, filosofo ed economista come K.Marx in un’altra grande opera del nostro tempo, Il Manifesto del Partito Comunista (1848).
[...] Dopo aver delineato il background storico in cui tale questione prende vita, e dopo aver esaminato i diversi punti di vista di queste due importanti figure della cultura europea, ho a lungo cercato soluzioni tanto idilliache, quanto concrete, per poter proporre un sorta di escape a questo eterno conflitto.
Una risposta ben più che adeguata è stata rinvenuta in un articolo del quotidiano nazionale “Il Sole 24 ore” dove si raccontavano le vicende di tale Ricardo Semler, amministratore delegato di un’impresa brasiliana, SEMCO, che è riuscito in circa vent’anni di leadership ad aumentare a livello esponenziale non solo il fatturato della propria azienda, ma pure le richieste di lavoro da parte di persone esterne.
L’inevitabile curiosità legata a tali eventi mi ha spinto a contattare questo imprenditore riuscendo a proporre tramite e-mail una breve intervista. Grazie alle sue risposte e alle sue spiegazioni sono venuto a conoscenza di una pratica manageriale chiamata “management partecipativo”, molto conosciuta ma poco diffusa a livello mondiale.

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II PREMESSA Il traguardo della laurea specialistica non credo rappresenti il punto di arrivo del mio processo di apprendimento. É certo però che esso segnerà la fine di un ciclo di studi partito non tanto dalla scuola primaria ma sicuramente dagli ultimi anni della scuola superiore, ovvero da quegli anni in cui il proprio sapere inizia ad acquisire una maturità tale da permettere di decidere quale sarebbe stato il proprio percorso di vita futuro. La mia scelta, maturata appunto in quegli anni, è stato il risultato di un’incessante desiderio di spingermi al di fuori dei limiti culturali imposti dalla mia cultura italiana e mi ha così diretto verso studi di tipo umanistico e soprattutto verso un ampliamento dei miei orizzonti culturali che oggi, attraverso lo studio di nuove lingue e nuove culture, credo di aver raggiunto. Dopo il conseguimento della mia laurea triennale in Plurilinguismo e Multiculturalità, ottenuta presso l’ Università “L’Orientale” di Napoli, l’ardente bisogno di approfondire ma allo stesso tempo di ampliare le mie conoscenze, mi ha condotto a questo corso di laurea magistrale in Lingue per l’ Impresa e la Cooperazione Internazionale, dove ho avuto modo di arricchire il mio sapere anche con studi di tipo economico e socio-politico dedicandomi per la prima volta a materie quali la storia economica, la politica economica, la geografia politico - economica ed il diritto. Attraverso la mia tesi ho, dunque, cercato di rappresentare in un unico lavoro il carattere poliedrico del mio sapere formatosi durante le scuole superiori, cresciuto

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Armando Iovino Contatta »

Composta da 123 pagine.

 

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