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Le Organizzazioni Temporanee

In questo elaborato, dopo una breve introduzione sull’evoluzione del concetto di tempo, verrà analizzata la forma organizzativa temporanea, partendo dagli studi condotti in materia si riassumeranno i principali concetti legati al tempo ed alla sua utilizzazione all’interno delle strutture organizzative temporanee a ciclo singolo e ripetuto. Con una definizione generale di organizzazione temporanea se ne presenteranno le caratteristiche distintive, le differenze rispetto ad un approccio progettuale. Si presenteranno i vantaggi e gli svantaggi legati a tale opzione approfondendone gli impatti secondo le diverse dimensione di studio della disciplina dell’organizzazione aziendale e della gestione delle risorse umane nelle organizzazioni, prestando particolare attenzione alle dinamiche legate al susseguirsi delle fasi di discontinuità e riattivazione e del mantenimento dell’identità organizzativa tra continuità ed evoluzione. Infine si presenterà un caso di studio cercando di riscontrare a livello empirico la corrispondenza o la discordanza rispetto alle asserzione teoriche.

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INTRODUZIONE L’evoluzione del concetto di tempo Prima di affrontare la tematica su cui si incentrerà questa tesi, vale a dire le Temporary Organization, mi soffermerò su ciò che permea e precede la materia prettamente organizzativa, ovvero il concetto di tempo; e su come la sua evoluzione abbia influenzato sia le culture dell’antichità che quelle moderne, dove la filosofia ed in seguito la scienza hanno comprovato tale fattore come dimensione fondamentale della nostra realtà. Il tempo è stato oggetto d’indagine da parte di filosofi, storici, psicologi, antropologi e fisici che hanno proposto diverse definizioni, mettendone in luce la complessità e la molteplicità dei significati e delle implicazioni. Infatti la percezione che abbiamo del tempo determina profondamente il nostro modo di agire; il fatto che la nostra vita abbia un tempo limitato inevitabilmente incide sul nostro modo di rapportarci con ciò che sta dentro di noi e soprattutto con ciò che ne sta al di fuori. Il tempo ci trasforma continuamente, muta il nostro aspetto e il nostro essere e perciò non sembra esserci nulla di statico nella dimensione in cui lo percepiamo sia essa reale o metafisica. Pertanto la statica in sé appare come una fotografia, la percezione di un istante infinitesimale nello scorrere del tempo, troppo sfuggevole per essere carpita. Inoltre, allarmati dal suo inesorabile scorrere, è indubbio che avvertiamo il bisogno di coltivare una memoria del tempo, anche se non possiamo spingerci oltre certi limiti; ad esempio per quanto riguarda le nostre speranze collegate al futuro, per quanto sia celato dietro una coltre d’indeterminatezza. ¨ altrettanto fuori questione che il tempo che ci interessa maggiormente sia quello “umano” che consideriamo superiore ad ogni altra manifestazione temporale, come quelle collegate ai fenomeni naturali che avvengono sul nostro pianeta. Perciò il “tempo umano” assurge al ruolo di coscienza del tempo, in quanto, secondo una visione antropocentrica, solo con la nascita dell’uomo e del suo pensiero il resto

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Massimiliano Borgato Contatta »

Composta da 320 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.