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Analisi biomeccanica del piede e Teoria del caos

“Il piede è una struttura che distingue l’uomo fra tutti gli animali” Wood Jones
Questa tesi nasce con l’intento di stabilire e ricordare la connessione tra la struttura podalica e la postura, con singolare riferimento alla teoria dei sistemi caotici, la quale rappresenta una sorta di celebrazione di coerenza ed accordanza fra armonia proporzione e simmetria di forme.
Il piede è simbolo del distacco dalle primordiali conformazioni che accomunavano l’uomo alla bestia; per tale motivo ne ho voluto delineare l’evoluzione onto-genetica e morfo-funzionale tracciando, dunque, le svariate trasformazione e le scoperte in ambito propriocettivo che hanno condotto ad identificare il piede finanche come “organo cibernetico e di controllo antigravitario”.
Ho citato, inoltre, le varie congetture che hanno condotto all'assimilazione piede-elica, trattando pertanto la legge fondamentale del piede.
Per poter descrivere al meglio l’assonanza piede-postura ho ricordato le leggi fisiche che regolano il corpo umano, tramite quest’ultimi è stato possibile valutare il comportamento del piede sottoposto a sollecitazioni statiche o dinamiche, ovverosia trattare la biomeccanica nonché i principi che condizionano la postura, due scienze inscindibili aventi come denominatore comune gli stessi presupposti fisici.
Ciò ha sottolineato quanto il movimento umano oltre ad essere un evento fisico tridimensionale governato dalla legge di Newton sia il risultato di un fenomeno estremamente complesso da descrivere. Pertanto alla corretta esecuzione di qualsivoglia compito motorio concorrono così numerose variabili e vincoli di natura fisiologica e meccanica da far si che una descrizione dettagliata del processo sia pressoché impossibile; nonostante tali problematiche ho reputato opportuno addentrarmi nella logica della teoria matematica dei sistemi dinamici, ossia nell’enigmaticità della Teoria del caos.
Prima di introdurre la teoria matematica dei sistemi dinamici, ho introdotto le nozioni di posturologia, offerendo inoltre un'accezione personalizzata da me prodotta del termine postura, ho ripercorso la storia dell'arte, al fine di poter trattare le origini da cui trae vita il concetto di postura, il quale acquista la sua esatta definizione da tempi remoti egizi e greci tramite i canoni di proporzionalità, portando alla luce il canone di Fritsch per spiegare le teorie del pendolo invertito e del doppio pendolo invertito.
Mediante l’analisi dei sistemi caotici mi è stato possibile rispondere ai quesiti sulla postura,facendo riferimento peraltro all'effetto farfalla, partendo naturalmente dall’analisi del nostro corpo, perché come recita una celeberrima frase di Peter A. Levine:
“Lasciate che il corpo parli a modo suo”
Consultando varie tesi d’ingegneria riguardanti la teoria dei sistemi caotici,
e la deambulazione bipede nei robot, ho inteso che la meccanica di movimento sfruttata per consentire lo spostamento di una macchina non fosse dissimile da quella che utilizza la struttura umana, d’altronde perché dovrebbe essere differente, considerato il fatto che la deambulazione bipodale umana è l’unica che intimamente comprendiamo; inoltre ho riportato le varie teorie prodotte da posturologi che approssimano il corpo umano a pendoli.
Suddette ricerche e sperimentazioni in campo scientifico, ho concluso che approfondiscano ulteriormente la stessa deambulazione umana, consentendo pertanto di formulare equazioni e formule matematiche, che ho citato nella mia trattazione, le quali chiarificano i processi che sovraintendono la postura.
In ultima analisi, ho voluto menzionare l’intervento podologico, come risultato di siffatte premesse, pertanto ho delineato i dominanti quadri patologici posturali esaminandone le difformità cardine, in quanto causa-effetto di alterazioni della struttura podalica, indicando, in conclusione, gli interventi "ortesico-plantari" da intraprendere per emendare le discordanze.

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6 Introduzione “La forma è lo specchio della funzione” Virchow Tale definizione descrive inequivocabilmente il piede umano, e la sua veridicità risiede nell‟ evoluzione onto-genetica dello stesso. Diviene opportuno, dunque, tracciare sinteticamente le variazioni morfologico- evolutive del piede, in modo da poter esplicare al meglio le funzioni che esso ricopre. Il corpo umano ha subito nel corso del tempo, circa 350 milioni di anni, innumerevoli mutamenti scaturiti dalla nascita di nuove esigenze, tra queste il cambiamento essenziale che interessa maggiormente il piede fu l‟acquisizione di una caratteristica peculiare per l‟uomo, la quale da quel momento lo avrebbe differenziato dall‟animale, ovvero, la deambulazione bipodale. L‟assunzione della posizione eretta, quindi, non segnò solamente il passaggio da una postura ad un‟altra, bensì con essa comportò modificazioni dell‟intera struttura umana, a livello del rachide si ebbe l‟acquisizione della curva lombare, mentre a livello podalico l‟alterazione dell‟originaria posizione delle ossa.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Lavinia Cacciatore Contatta »

Composta da 75 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.