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Applicazione del modello AUSTAL2000 per la valutazione dell'impatto ambientale da riscaldamento civile su un'area urbana

Informazioni tesi

  Autore: Martina Redivo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria civile e ambientale
  Relatore: Marco Ragazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 159

Oggetto di questa tesi di laurea è l’adozione di una procedura che conduca alla realizzazione di simulazioni numeriche di scenari per la qualità dell’aria all’interno di un’area urbana del territorio veronese, identificata come particolarmente critica per quanto riguarda l’esposizione della popolazione all’inquinamento. La morfologia del tessuto urbano in esame, infatti, è caratterizzata della presenza ravvicinata di abitazioni ed edifici scolastici, disposti lungo assi stradali che si configurano come veri e propri “canyon urbani”, all’interno dei quali, la scarsa ventilazione e le particolari condizioni meteorologiche che vengono a crearsi, possono produrre fenomeni di ristagno degli inquinanti. Il modello matematico prescelto per le simulazioni è AUSTAL2000 (versione 2.4 del 2009), un modello lagrangiano utilizzato per stimare la concentrazione di ossidi d’azoto dovuta alla sola componente del riscaldamento civile. Gli ossidi di azoto (NO e NO2) vengono emessi direttamente in atmosfera a seguito di tutti i processi di combustione ad alta temperatura (impianti di riscaldamento, motori dei veicoli, combustioni industriali, etc.), per ossidazione dell’azoto atmosferico e, solo in piccola parte, per l’ossidazione dei composti dell’azoto contenuti nei combustibili utilizzati.
La scelta della fonte di emissione è motivata dal fatto che, mentre per le attività produttive si è osservata negli anni una consistente riduzione di emissioni, altrettanto non si è verificato per le autovetture e per il riscaldamento, indipendentemente dal combustibile utilizzato. Nei grandi impianti, infatti, è relativamente più fattibile adottare efficaci sistemi di abbattimento degli ossidi d’azoto rispetto al caso di impianti piccoli, cioè motori delle automobili e impianti di riscaldamento residenziali. È importante inoltre sottolineare, nell’ottica di una politica di riduzione delle emissioni, la notevole sproporzione che esiste tra le potenzialità di abbattimento per il settore dei trasporti e quelle stimate per gli altri settori. Risulta comunque di interesse analizzare il ruolo che occupa il settore civile (residenziale e terziario): da un punto di vista energetico ambientale, in Italia, il riscaldamento copre il 68% del totale nel settore residenziale1. Nel terziario, responsabile a sua volta per circa il 30% dei consumi del settore civile, si registra un 60% dovuto a riscaldamento ed un 40% imputabile ad illuminazione artificiale, utilizzo di apparecchiature elettriche e climatizzazione estiva1. I consumi energetici si traducono in emissioni di inquinanti, principalmente quelli associati alla combustione del riscaldamento. In seguito a queste considerazioni, si è voluto investigare quanto la modifica del processo di combustione del gas naturale, nel settore residenziale e delle piccole caldaie possa contribuire alla riduzione della pressione emissiva sul territorio.

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1 Introduzione La qualità dell’aria, specialmente nei contesti urbani, rappresenta un’importante e complessa problematica a causa dei potenziali effetti dell’inquinamento atmosferico sull’organismo umano. La qualità dell’aria, nelle città, dipende dalla natura e dalla quantità di emissioni di sostanze inquinanti rilasciate in atmosfera, ma altrettanto significativa è l’interazione con gli elementi meteorologici, locali e sinottici, che ne regolano le condizioni di dispersione e di trasporto. La determinazione dell’inquinamento atmosferico avviene attraverso l’analisi della distribuzione, nello spazio e nel tempo, della concentrazione di sostanze inquinanti che rappresentano un danno potenziale per la salute umana e per l’ecosistema in generale. La recente normativa comunitaria e nazionale ha introdotto un approccio integrato per la valutazione e la gestione della qualità dell’aria: oltre a definire gli standard di qualità per la protezione della salute umana e degli ecosistemi, essa stabilisce le modalità di misura e valutazione dei vari inquinanti e fissa i criteri fondamentali per la gestione della qualità dell’aria, prescrivendo di attuare piani di risanamento laddove sono evidenziate criticità e piani di mantenimento dove i limiti sono rispettati. Gli Enti Locali in questo ambito possono dare un importante contributo, avendo competenze specifiche in molti settori critici per le emissioni, quali ad esempio la mobilità, il settore dei riscaldamenti civili, l’industria, la gestione dei rifiuti. Le amministrazioni possono esercitare le proprie competenze pianificatorie e normative, operando delle scelte coerenti ad esempio nel campo dell’organizzazione del sistema dei trasporti locali, dello sviluppo del tessuto urbano, degli standard energetici e dell’uso di energie rinnovabili per le nuove costruzioni. Tali iniziative settoriali dovrebbero però consolidarsi in strategie integrate in grado di produrre risultati strutturali. La quantificazione dei risultati degli interventi di mitigazione è senza dubbio un elemento chiave per la

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Parole chiave

inquinamento atmosferico
canyon urbani
riscaldamento civile
ossidi d'azoto
austal2000
fattori di emissione

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