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Specie innovative in acquicoltura: Pagrus pagrus (L. 1758).

La necessità di ampliare gli orizzonti della maricoltura Italiana con l’introduzione di nuove specie potenzialmente adatte alle pratiche di allevamento intensivo, nasce da una situazione di stasi economica che da diversi anni affligge questo settore imprenditoriale. Ciò è dovuto al fatto che i maggiori sforzi produttivi sono incentrati principalmente nell’allevamento di due sole specie: la Spigola (Dicentrarchus labrax) e l’Orata (Sparus auratus). Per tale motivo, le aziende Italiane del settore subiscono una forte concorrenza, anche da parte dei Paesi esteri, e tale competizione ha portato ad un notevole ribasso dei prezzi di vendita. E’ in atto una selezione di mercato che sta portando al fallimento le piccole e medie imprese (a modesta produzione), e la sopravvivenza delle grandi, forti dei loro solidi contratti per il rifornimento delle grandi catene di distribuzione alimentare, che richiedono ingenti quantità di prodotto e soprattutto qualità e certificazione. Il consumatore Italiano è ormai diventato molto attento nella ricerca di un prodotto sano e di qualità, e il pesce, con le sue ormai ben note proprietà organolettiche, costituisce una fonte preziosa di nutrienti (acidi grassi e proteine in primis) superiore a qualsiasi altro animale.
Il Pagro (Pagrus pagrus - Linneaus, 1758), ha attirato da alcuni anni l’interesse della comunità scientifica, che lo considera un buon candidato per tale innovazione. Esistono però, alcuni problemi da risolvere, prima di poter definire questa specie come realmente adatta all’allevamento: uno tra i tanti è la colorazione della livrea, che in natura è argenteo-rossastra e che invece in cattività diventa grigia e spenta. Non solo, ma va anche migliorata la qualità delle carni che deve presentare una composizione in proteine e in acidi grassi il più possibile somigliante a quella naturale.
Questa tesi prenderà in esame prima vari aspetti della biologia di questa specie, e verterà poi sui temi nutrizionali e applicativi del progetto

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2 INTRODUZIONE La necessità di ampliare gli orizzonti della maricoltura Italiana con l’introduzione di nuove specie potenzialmente adatte alle pratiche di allevamento intensivo, nasce da una situazione di stasi economica che da diversi anni affligge questo settore imprenditoriale. Ciò è dovuto al fatto che i maggiori sforzi produttivi sono incentrati principalmente nell’allevamento di due sole specie: la Spigola (Dicentrarchus labrax) e l’Orata (Sparus auratus). Per tale motivo, le aziende Italiane del settore subiscono una forte concorrenza, anche da parte dei Paesi esteri e tale competizione ha portato ad un notevole ribasso dei prezzi di vendita. E’ in atto una selezione di mercato che sta portando al fallimento le piccole e medie imprese (a modesta produzione) e la sopravvivenza delle grandi, forti dei loro solidi contratti per il rifornimento delle grandi catene di distribuzione alimentare, che richiedono ingenti quantità di prodotto e soprattutto qualità e certificazione. Il consumatore italiano è ormai diventato molto attento nella ricerca di un prodotto sano e di qualità, e il pesce, con le sue ormai ben note proprietà organolettiche, costituisce una fonte preziosa di nutrienti (acidi grassi e proteine in primis) superiore a qualsiasi altro animale. Il Pagro (Pagrus pagrus - Linneaus, 1758), ha attirato da alcuni anni l’interesse della comunità scientifica, che lo considera un buon candidato per tale innovazione. Esistono però, alcuni problemi da risolvere, prima di poter definire questa specie come realmente adatta all’allevamento: uno tra i tanti è la colorazione della livrea, che in natura è argenteo- rossastra e che invece in cattività diventa grigia e spenta. Non solo, ma va anche migliorata la qualità delle carni che deve presentare una composizione in proteine e in acidi grassi il più possibile somigliante a quella naturale. Questa tesi prenderà in esame proprio i temi nutrizionali e applicativi del progetto.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Vincenzo Ventra Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1048 click dal 19/12/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.