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15’ safety dinghy. Progettazione e costruzione di una deriva per disabili

Freemine nasce dall’esigenza di sviluppare nuove terapie riabilitative che avvicinino persone colpite da gravi traumi cranio-encefalici o cerebrolesioni acquisite ad una vita più “normale”.
Essa farà parte di un programma di terapia occupazionale presso il Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato: parte della sua costruzione sarà eseguita dai pazienti e una volta terminata sarà usata dagli stessi per uscire in mare e vivere in prima persona l‘esperienza della navigazione a vela, accompagnati da un assistente specializzato.
La barca, facilmente realizzabile in compesato marino con il metodo del cuci e incolla, presenta uno scafo a doppio spigolo con fondo piatto.
La sicurezza è garantita dalla stabilità di peso, grazie alla collocazione dell’ equipaggio posto a centro barca vicino alla linea di galleggiamento e da quello del bulbo.
Con lo studio ergonomico della seduta, è possibile adattarla agli ausilii che ogni paziente necessiti.
Il piano di coperta estremamente semplicato e il sistema elettrico di regolazione del timone permettono a tutti e due i membri dell’equipaggio di governare l’imbarcazione.

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11 L ’ OBIETTIVO PROGETTARE UNA DERIVA PER DISABILI Questo libro illustra il percorso progettuale che si intende intraprendere per arrivare alla progettazione e alla costruzione di una deriva per disabili. Tale percorso nasce dall’esigenza di sviluppare nuove terapie riabilitative che avvicinino persone colpite da gravi traumi cranio-encefalici o cerebrolesioni acquisite ad una vita più “normale” . Alla base del progetto vi è l’identificazione delle caratteristiche che deve avere un’imbar- cazione per disabili: prima tra tutte la stabilità per limitare lo sbandamento ed evitare la scuffia; in secondo luogo si è pensato ad una navigazione facilitata, per renderla accessibile a chiunque, anche a chi ha difficoltà motorie e cognitive; inoltre la costruzione dell’imbar- cazione deve essere semplificata , per rendere protagonisti i pazienti; infine l’estetica, che ha la sua importanza poiché il paziente è consapevole e vuole avere una barca come gli altri. Le motivazioni personali che mi hanno mosso verso questa tesi sono legate alle due tema- tiche affrontate: la disabilità e la deriva. La prima è legata alle molteplici esperienze nel campo del volontariato con persone diversamente abili e/o persone con disagi sociali avute nella vita privata negli anni passati. Queste realtà hanno influenzato le scelte di vita e consolidato i valori morali e etici per- sonali. La seconda è nata dopo aver partecipato al progetto Mille e Una Vela per l’Università nell’a.a. 2009/2010, portando a termine il refitting dei due skiff costruiti dal Polo Marconi della Spezia, Speziale e Corsara. L’esperienza diretta in cantiere ha potuto agevolare non solo la progettazione della costruzione, ma anche la scelta dei materiali più adatti, la previsione dei costi, la progettazione dell’armo e del percorso da proporre ai pazienti del Centro Cardinal Ferrari.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Interfacoltà in Design Navale e Nautico con Politecnico di Milano

Autore: Annalisa Tomatis Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 988 click dal 28/12/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.