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Metodi di valutazione per la stima della riserva sinistri

Il tema affrontato in questa tesi, ovvero lo studio di metodi deterministici per la valutazione della riserva sinistri, trova fondamento nell’impossibilità per le Compagnie di assicurazione di conoscere questa quantità a priori. Ciò è dovuto in particolar modo a delle incognite che si manifestano in un settore come questo, le quali rappresentano un ostacolo per la stabilità patrimoniale.
Ci si riferisce per lo più alla struttura tipica delle Imprese di assicurazione, dove si può notare un’inversione del ciclo produttivo dal momento che i flussi di ricavo si manifestano in tempi antecedenti ai flussi relativi ai costi. I ricavi, costituiti essenzialmente dai premi pagati dai soggetti assicurati, precedono temporalmente l’istante in cui la Compagnia dovrà eventualmente far fronte ai costi, espressi appunto dai rimborsi dei relativi contratti.
Mentre questo fenomeno nel ramo vita può prevedere un impegno di lunga durata, diversamente avviene nel ramo danni, dove però per contro avvengono dei processi di liquidazione dei sinistri che possono impiegare molti anni. Il differimento in questione, con cui vengono liquidati i sinistri nel corso degli anni, dipende sostanzialmente da determinate condizioni di incertezza che si evolvono, quali possono essere l’aleatorietà dell’inflazione, del reddito da investimenti o in mutamenti nella legislazione.
A partire da queste considerazioni nasce l’esigenza, nonché l’obbligo, di formare delle riserve tecniche, date appunto dall’esubero in data corrente di disponibilità finanziarie che vanno demandate in parte al computo per i futuri esercizi.
Per i motivi esposti, queste riserve non sono valutabili con certezza, ma necessitano di appropriati metodi di stima, oggetto appunto di questo elaborato. Ci si soffermerà in particolar modo sull’analisi della riserva sinistri inerente al ramo danni, che rappresenta perciò l’ammontare che l’impresa di assicurazione stima di dover pagare in futuro per sinistri che si sono già verificati ma non sono stati ancora liquidati.
Nel primo capitolo viene data una nozione generale delle riserve tecniche, spiegando la differenza tra le varie tipologie esistenti nel ramo danni. Vengono poi presentati i motivi per cui nello specifico la riserva sinistri non è conoscibile a priori, definendo così diverse soluzioni improntate su metodologie di natura puntuale, deterministica e stocastica.
Tra questi metodi, uno tra i più comuni ed utilizzati è sicuramente il Metodo della Catena o Chain-Ladder, che viene analizzato nel secondo capitolo, sia nella sua versione originale che nelle due varianti che tengono conto di alcune cause esogene perturbatrici. Le due varianti di cui si parla, poggiano le loro valutazioni sulla base di elementi quali l’inflazione ed il costo medio.
In ogni caso, il metodo in questione risulta molto diffuso soprattutto a causa della richiesta esigua di informazioni da apportare per giungere al computo finale della riserva. Queste informazioni, corrispondenti agli importi relativi a sinistri avvenuti in un determinato arco temporale, vengono elaborate secondo un preciso algoritmo di calcolo.
La sua sistematicità nelle operazioni, ha portato alla creazione di un programma informatico, con il quale è possibile svolgere tutti i calcoli necessari in maniera automatizzata e veloce. La compilazione di tale codice avviene in ambiente Matlab, poiché è un linguaggio ad alto rendimento per la computazione tecnica in grado di gestire al meglio le basi di dati di cui ci si occupa. La definizione delle istruzioni e le soluzioni impiegate vengono esposte nel Capitolo 3 di questa tesi, andando poi ad approfondire lo studio degli output ottenuti ed il confronto dei risultati emerso dall’applicazione a tutte e tre le varianti del Chain-Ladder.

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3 INTRODUZIONE Il tema affrontato in questa tesi, ovvero lo studio di metodi deterministici per la valutazione della riserva sinistri, trova fondamento nell’impossibilità per le Compagnie di assicurazione di conoscere questa quantità a priori. Ciò è dovuto in particolar modo a delle incognite che si manifestano in un settore come questo, le quali rappresentano un ostacolo per la stabilità patrimoniale. Ci si riferisce per lo più alla struttura tipica delle Imprese di assicurazione, dove si può notare un’inversione del ciclo produttivo dal momento che i flussi di ricavo si manifestano in tempi antecedenti ai flussi relativi ai costi. I ricavi, costituiti essenzialmente dai premi pagati dai soggetti assicurati, precedono temporalmente l’istante in cui la Compagnia dovrà eventualmente far fronte ai costi, espressi appunto dai rimborsi dei relativi contratti. Mentre questo fenomeno nel ramo vita può prevedere un impegno di lunga durata, diversamente avviene nel ramo danni, dove però per contro avvengono dei processi di liquidazione dei sinistri che possono impiegare molti anni. Il differimento in questione, con cui vengono liquidati i sinistri nel corso

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Danilo Sassone Contatta »

Composta da 119 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.