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Gestione delle acque in una raffineria di olio vegetale

Informazioni tesi

  Autore: Elena Simone
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria chimica
  Relatore: Cristiano Nicolella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 123

La tesi è frutto del lavoro svolto nell'azienda Salov s.p.a. di Massarosa (LU). Gli obiettivi della tesi sono stati di definire quantitativamente i consumi di acqua nello stabilimento, quindi caratterizzare attraverso analisi chimico-fisiche le correnti reflue principali, e infine trovare soluzioni di processo e impiantistiche per la riduzione dei consumi di acqua.

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2 1 INTRODUZIONE 1.1 STRATEGIE DI GESTIONE DI ACQUE INDUSTRIALI Ogni attività umana, dai normali processi fisiologici alle industrie, produce residui solidi, liquidi e gassosi. I residui liquidi (o acque reflue) derivano dai diversi utilizzi delle acque di approvvigionamento, in altre parole dalle acque che, previo trattamento, sono fornite e distribuite alla collettività. Laddove le acque reflue non siano trattate, un loro accumulo determina condizioni di setticità, a causa dei processi di trasformazione delle sostanze organiche in esse contenute; ciò determina l’insorgere di condizioni moleste anche a seguito della produzione di gas e odori sgradevoli. Le acque reflue non trattate contengono anche numerosi microrganismi patogeni provenienti direttamente dalle deiezioni umane, ed elementi nutrienti in grado di stimolare la crescita di piante acquatiche e sostanze tossiche. [1] Prima di concentrarsi sui trattamenti delle acque reflue, soprattutto quelle derivanti da processi industriali, ci si dovrebbe prima assicurare che i reflui siano stati minimizzati. In questo modo si riducono sia i costi per il trattamento acque sia quelli per l’acquisto di acqua pulita. Ci sono vari modi per ridurre i reflui: - Riuso: il refluo viene utilizzato direttamente, senza trattamenti di purificazione per un’operazione diversa da quella da cui è derivato. - Riuso previa rigenerazione: il refluo è inviato a una fase di processo diversa da quella da cui è derivato, ma subisce prima uno o più trattamenti di depurazione. - Riciclo: il refluo è riutilizzato nello stesso processo che l'ha generato. Si può riciclare il refluo tal quale (inserendo comunque uno spurgo) oppure inserire un processo di trattamento intermedio. È importante capire quando è possibile adottare un metodo piuttosto che un altro in funzione dei parametri chimico-fisici delle acque reflue che si vogliono recuperare. [2] Il processo di raffinazione degli oli vegetali utilizza grandi quantitativi di acque e attraverso i reflui scaricati introduce nei corpi idrici olio e materia grassa, che sono sostanze costituite da molecole complesse molto stabili e difficilmente degradabili. Da qui l’importanza di trattare efficacemente il refluo prima dello scarico, ma anche di cercare di diminuire l’utilizzo di acqua nel processo di raffinazione. [3] 1.2 LA RAFFINAZIONE DEGLI OLI VEGETALI 1.2.1 CARATTERISTICHE CHIMICHE DELL’OLIO VEGETALE L’olio vegetale è una miscela molto complessa, la cui composizione è molto variabile anche per oli prodotti in una stessa regione. I principali componenti dell’olio vegetale sono gli acidi grassi e il glicerolo. [4] Gli acidi grassi sono di fatto acidi carbossilici (R-COOH), costituiti da una catena di atomi di carbonio più o meno lunga. Normalmente gli acidi grassi si trovano nell’olio in forma di trigliceridi, ovvero triesteri di acidi grassi legati al glicerolo. I trigliceridi costituiscono almeno il

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Parole chiave

acqua
raffineria
olio
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