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Pena di morte in Giappone - Tradizione e modernità: un'eredità pesante

Pochi aspetti della vita pubblica giapponese sono circondati da tanta segretezza come l’applicazione della pena capitale che, ad eccezione del periodo Heian, ha caratterizzato, nel corso della storia giapponese, la punizione per i reati ritenuti più efferati, passando dalla tradizione alla modernità come un’eredità pesante. La ragione principale addotta dal governo nipponico per il mantenimento della pena di morte risiede nel fatto che si tratterebbe di una pratica supportata dall’opinione pubblica, ma il fatto che le esecuzioni non siano pubblicizzate, se non da un anonimo comunicato del Ministero della Giustizia che avviene dopo le impiccagioni, lascia supporre che il valore deterrente dato a questa pena non sia verificabile. La pena capitale in Giappone assume piuttosto un valore retributivo: si tratta di un mezzo per eliminare dalla società chiunque, macchiandosi di un crimine, abbia intaccato il bene della collettività, andando contro uno dei precetti fondamentali della Costituzione stessa. Nel corso di questo studio sono stati analizzati alcuni elementi peculiari di questa pena, come gli aspetti giuridici interni e quanto previsto dalle organizzazioni internazionali, oltre all’analisi di vicende e testimonianze di alcuni condannati, attraverso l’ausilio di quanto prodotto dai quotidiani nipponici e dalle associazioni non governative.

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1 Introduzione L’argomento della mia tesi di laurea è la pena di morte in Giappone, la sua storia e le leggi che ne sanciscono l’applicazione. Nel corso del mio studio, analizzerò alcuni elementi peculiari di questa pena, evidenziando, oltre agli aspetti giuridici interni, quanto previsto dalle organizzazioni internazionali in merito alla questione, la sua interpretazione, le vicende e le testimonianze di alcuni condannati, avvalendomi anche di quanto prodotto dai quotidiani e dalle associazioni non governative. Il mito giapponese inizia con la storia del fratello della dea del sole che, per il suo persistente comportamento cattivo, fu alla fine espulso dal mondo terrestre dal verdetto unanime dell’assemblea celeste 1 . All’origine la pena, come valore essenziale dell’individuo e del gruppo, ha carattere sacro: è la divinità che regola automaticamente il giusto o l’ingiusto. Dal terzo secolo d.C., il Giappone comincia ad importare le istituzioni e le teorie legali e giuridiche cinesi che poggiano sulla corrispondenza tra crimine e punizione. Anche in Giappone perciò si impone la legge del taglione e, alle forme di tortura utilizzate per estorcere confessioni, si accompagnano draconiane applicazioni della pena capitale: nokogiri-biki (segatura del collo), haritsuke (crocifissione), kubi-kiri (decapitazione), funshi (rogo). 1 Dopo essere stato bandito dalla Piana celeste per le sue malefatte, Susanoo viene trasformato in divinità benevola e coraggiosa che si sottopone a diverse prove per il bene della sua gente, la stirpe di Izumo.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Elena Rubin Contatta »

Composta da 169 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5754 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.