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L'ownership psicologica nelle organizzazioni

Informazioni tesi

  Autore: Clara Martuscelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  Relatore: Marco Mariani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 97

L’ownership è un costrutto complesso ed esteso nel significato e nell’applicazione, essa si evidenzia materialmente come uno stato formal-giuridico con alla base una rilevante esperienza psicologica (Pierce, Van Dyne, & Cummings,1992).
Il termine nasce in ambito organizzativo/economico/finanziario come nuova forma di “organizzare le organizzazioni” e viene tradotto nella nostra lingua con le parole proprietà, possesso, padronanza. Etzioni (1991) nella sua rassegna sulla proprietà/ownership, osserva da una parte che la proprietà è un concetto che esiste su due livelli: come attributo della mente (quantità di controllo su un oggetto significativo) e come oggetto reale (vari diritti legali sull’oggetto) e dall’altra che è molto più produttivo esaminarlo come una duplice creazione, parte attitudinale, parte oggettiva; parte nella mente, parte reale. La parte oggettiva dell’ownership viene definita ownership formale, la parte attitudinale, invece, ownership psicologica. Nel presente studio ci si occupa dell’ownership psicologica in ambito delle organizzazioni di lavoro. Essa si riferisce ad un senso di possesso, espresso nei confronti della propria organizzazione che diventa, per la sua significatività, parte dell’identità del soggetto stesso. Questo senso di possesso che il lavoratore sviluppa nei confronti della propria azienda si evidenzia con frasi del tipo: “this is MY organization” oppure “I sense that this is MY company”. Questo sentimento comporta anche un senso di responsabilità, cura e protezione per il proprio oggetto target che si traduce nell’assunzione di un ruolo lavorativo più flessibile (Parker, Wall & Jackson, 1997).
L’ownership psicologica è un costrutto attualmente assente nella letteratura scientifica italiana. In parte ciò si giustifica con la mancanza, nell’attuale ordinamento giuridico italiano, di disposizioni analoghe a quelle previste per gli employee ownership statunitensi in materia di partecipazione finanziaria dei lavoratori. Tuttavia gli indubbi risultati positivi ottenuti dalle numerose ricerche empiriche internazionali spingono a introdurre e implementare lo studio di tale costrutto anche nel nostro panorama scientifico.
Scopo del corrente studio è quello di contribuire alla conoscenza e diffusione del costrutto ownership attraverso un’analisi bibliografica e una ricerca empirica in un contesto organizzativo.

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L’OWNERSHIP PSICOLOGICA NELLE ORGANIZZAZIONI L’ownership è un costrutto complesso ed esteso nel significato e nell’applicazione, essa si evidenzia materialmente come uno stato formal-giuridico con alla base una rilevante esperienza psicologica (Pierce, Van Dyne, & Cummings,1992). Il termine nasce in ambito organizzativo/economico/finanziario come nuova forma di “organizzare le organizzazioni” e viene tradotto nella nostra lingua con le parole proprietà, possesso, padronanza (Dizionario Sansoni,1998) 1 L’obiettivo è quello di superare la tradizionale contrapposizione fra dipendenti e datori di lavoro attraverso un diverso modo di concepire la partecipazione dei lavoratori. Manager e dipendenti diventano “proprietari” di una parte dell’azienda con le azioni della compagnia e un reddito direttamente collegato all’andamento aziendale (Duncan, 2001). Questo dispositivo organizzativo, definito employee ownership cioè azionariato dei dipendenti, fu promosso, negli Stati Uniti, attraverso la Employee Retirement Income Security Act del 1974 (ERISA). Etzioni (1991) nella sua rassegna sulla proprietà/ownership, osserva da una parte che la proprietà è un concetto che esiste su due livelli: come attributo della mente (quantità di controllo su un oggetto significativo) e come oggetto reale (vari diritti legali sull’oggetto) e dall’altra che è molto più produttivo esaminarlo come una duplice creazione, parte attitudinale, parte oggettiva; parte nella mente, parte reale. La parte oggettiva dell’ownership viene definita ownership formale, la parte attitudinale, invece, ownership psicologica. Nel presente studio ci si occupa dell’ownership psicologica in ambito delle organizzazioni di lavoro. Essa si riferisce ad un senso di possesso, espresso nei confronti della propria organizzazione che diventa, per la sua significatività, parte dell’identità del soggetto stesso. Questo senso di possesso che il lavoratore sviluppa nei confronti della propria azienda si evidenzia con frasi del tipo: 1 Dato che, nella lingua italiana non vi è un unico termine capace di rappresentare questi molteplici significati, nella presente ricerca, si è scelto di non tradurlo per non snaturarne il concetto di base.

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Parole chiave

ownership psicologica
ownership e ruolo di lavoro
senso di possesso del proprio lavoro
extra-ruolo
proattività e senso del possesso

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