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Essere donne, essere uomini. Percezione e trattamento della variabilità sessuale tra realtà biologica e costruzione culturale

La tesi si propone di rilevare le diverse modalità in cui sono state percepite socialmente e, di conseguenza, trattate e regolamentate tutte quelle “variazioni” cromosomiche, ormonali e/o fenotipiche che si discostano dal tradizionale binarismo di genere (maschio/femmina). Partendo dalla considerazione che “lo strano, l’incoerente, ciò che “cade” fuori, ci offre (…) un modo per intendere il mondo scontato della categorizzazione sessuale come costruito, anzi come mondo che potrebbe anche essere costruito diversamente”, come afferma Butler in Scambi di genere (2004, p. 157) pensiamo che la percezione e il trattamento dell’“intersessualità” possano svelare tutti quei sottintesi di tipo culturale che stanno alla base della divisione per sessi nella società.
In vista di questo obiettivo, quindi, sono state esplorate le diverse modalità di regolamentazione e di classificazione dell’intersessualità dall’antichità ai giorni nostri, per focalizzarci poi, in particolare, su quella peculiare modalità assunta in età contemporanea: la medicalizzazione. Una parte importante della tesi è dedicata alla rilevazione empirica – attraverso interviste in profondità − dei pareri di alcuni specialisti del settore e del vissuto di alcuni “pazienti” nel contesto italiano.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Sociologia

Autore: Nicole Braida Contatta »

Composta da 224 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1144 click dal 09/01/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.