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Dalle leggi razziali ai campi profughi del Salento: storia degli ebrei in Italia dal 1938 al 1947

Il lavoro ha lo scopo di ripercorrere e analizzare, anche alla luce di documentazioni emerse nel corso di questi anni, eventi e circostanze che, tra il 1943 ed il 1947, portarono nei campi di accoglienza del Salento migliaia di profughi ebrei. Mi riferisco, in particolare, a coloro che soggiornarono in S. Maria al Bagno: località marina, sita nel territorio di Nardò, provincia di Lecce. L’importanza di tale storia, tuttora oggetto di studi, nasce dal fatto che essa aggiunge un tassello importantissimo al complesso mosaico dell’epopea del popolo ebraico e del nuovo Stato d’Israele.

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3 INTRODUZIONE Questo mio lavoro ha lo scopo di ripercorrere e analizzare, anche alla luce di documentazioni emerse nel corso di questi anni, eventi e circostanze che, tra il 1943 ed il 1947, portarono nei campi di accoglienza del Salento migliaia di profughi ebrei. Mi riferisco, in particolare, a coloro che soggiornarono in S. Maria al Bagno: località marina, sita nel territorio di Nardò, provincia di Lecce. L’importanza di tale storia, tuttora oggetto di studi, nasce dal fatto che essa aggiunge un tassello importantissimo al complesso mosaico dell’epopea del popolo ebraico e del nuovo Stato d’Israele. Bisogna premettere che, secondo una tradizione attestata già in cronache medievali, gli ebrei si insediarono nel Salento fin dall’epoca immediatamente successiva alla distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme. In seguito, dopo alterne vicende tra cacciate e ritorni, la loro presenza nella penisola salentina venne meno, intorno al 1541, quando l’Imperatore Carlo V d’Asburgo promulgò un editto, esteso anche all’Italia meridionale, con il quale vietava agli ebrei di risiedere nei domini spagnoli. Forzati alla conversione o all’esilio, coloro che, tra i cosiddetti “ebrei regnicoli”, non abbracciarono il cristianesimo, emigrarono in altre regioni italiane, ma soprattutto verso l’Oriente balcanico da dove, a oltre quattrocento anni dall’editto di espulsione, tornarono a risiedere nel sud della Puglia 1 . In verità, per gli ebrei che nel 1943 giunsero nel Salento, la sosta rappresentò un periodo in cui elaborare lutti e privazioni dei precedenti periodi, nell’attesa di raggiungere la meta desiderata: la Terra d’Israele. In questo mio percorso ho ritenuto opportuno dedicare i primi due capitoli ad esaminare, per grandi linee, gli eventi che hanno portato migliaia di profughi ebrei, provenienti da diversi Stati europei come Polonia, Romania, Austria, ecc.., ad emigrare in Puglia. In particolare nel primo capitolo dopo aver ripercorso il processo d’integrazione degli ebrei nella società italiana dall’unità alla prima guerra mondiale, mi sono soffermato sullo sviluppo della stessa questione durante il fascismo. Ho cercato quindi di far emergere l’evoluzione del rapporto tra fascismo, sionismo ed ebrei italiani, nel tentativo di porre in risalto motivi e circostanze che nel 1938 portarono all’applicazione delle leggi razziali, anche nel nostro Paese. 1 C. Colafemmina, Ebrei e cristiani in Puglia e altrove. Vicende e problemi, Cassano Murge, 2001.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giorgio Petolicchio Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.