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Le strategie di contrasto al fenomeno del riciclaggio: tutela penale e tutela amministrativa

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Minerva
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Legislazione per l'Impresa
  Relatore: Francesco D'Alessandro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

Il riciclaggio di denaro sporco rappresenta uno dei punti più allarmanti per la vita dei Paesi economicamente avanzati e per il nostro Paese in particolare. Non costituisce solo un problema di politica criminale, ma è un fenomeno molto osservato anche dal punto di vista economico: ogni anno si riversano sul Paese fiumi di denaro sporco che inquinano l’economia. Per riciclaggio si intende classificare l’insieme delle operazioni volte a reinvestire nell'economia legale risorse finanziarie o patrimoniali di origini illecite. Il riciclatore agisce in modo da occultare o comunque ostacolare l'accertamento delle fonti da cui provengono i beni ripuliti. Il riciclaggio è un fenomeno complesso e molto diffuso, che crea una serie di effetti destabilizzanti sugli equilibri economici e sociali. Esso può essere realizzato in diversi modi. In particolare, si è analizzato come la criminalità organizzata e la criminalità economica si servano del riciclaggio per reintrodurre capitali illeciti, realizzati attraverso i loro crimini, all’interno dell’economia legale e gli ulteriori effetti destabilizzanti sulle regole di mercato e sulla libera concorrenza. Negli anni, i riciclatori hanno sfruttato e sfruttano tutt’oggi le asimmetrie normative dei Paesi che offrono regimi fiscali privilegiati. Da questa consapevolezza nasce l’urgenza, da parte dell’intera comunità internazionale, di approntare strategie comuni e ridurre le asimmetrie regolamentari di cui si approfittano i riciclatori. Inoltre, nell’evoluzione recente il fenomeno si è arricchito di ulteriori variabili di complessità: dalla globalizzazione dell’economia e dei mercati, che hanno comportato una maggiore libertà operativa anche per i criminali; alla diversificazione favorita dalle innovazioni tecnologiche, che garantiscono tecniche di riciclaggio sempre più sofisticate. La risposta normativa ad un così ampio ed allarmante fenomeno criminale si è evoluta nel tempo attraverso una pluralità di fonti che sono venute intrecciandosi sul piano internazionale, comunitario e nazionale. Tali fonti volgono a delineare le strategie di contrasto che possono essere divise in due fasi: la repressione (tutela penale) e la prevenzione (tutela amministrativa).
Quanto all’ordinamento italiano, la repressione si fonda essenzialmente sull’articolo 648 bis c.p.. Il profilo repressivo ha subito nel corso degli anni importanti modifiche, di pari passo con i cambiamenti socio-politici del nostro Paese. La prevenzione, invece, rinviene la sua fonte nel diritto comunitario, consolidandosi in norme di recepimento interno delle direttive comunitarie di riferimento. Anche la disciplina antiriciclaggio ha subito diverse modifiche nel corso del tempo. La prima normativa antiriciclaggio è costituita dalla l. 197/1991 di recepimento della direttiva n. 91/308/CEE, alla quale hanno seguito diversi interventi per arrivare all’attuale disciplina antiriciclaggio, configurabile nel D.Lgs. 231/2007, che ha dato attuazione alla direttiva 2005/60/CE e alla direttiva 2006/70/CE. Il punto focale della normativa antiriciclaggio consiste nella collaborazione attiva richiesta a tutti i soggetti che a vario titolo possono essere coinvolti in operazioni finanziarie utilizzabili a scopo di riciclaggio. Infine, abbiamo assistito ad un ulteriore cambiamento nel tempo: la progressiva penetrazione dell’ente nell’ambito della criminalità economica. L’impresa è passata dall’essere oggetto dell’attività di riciclaggio a divenire soggetto attivo del reato. Al fine di reprimere e sanzionare, in relazione al riciclaggio, il reato di impresa, il D.Lgs. 231/2007 ha portato all’introduzione nel D.Lgs. 231/2001 dell’art. 25 octies, con il quale sono stati inseriti gli articoli 648 (“Ricettazione”), 648 bis c.p. e 648 ter c.p., fra i delitti presupposto della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.

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6 INTRODUZIONE Il riciclaggio di denaro sporco rappresenta uno dei punti più allarmanti per la vita dei Paesi economicamente avanzati e per il nostro Paese in particolare. Non costituisce solo un problema di politica criminale, ma è un fenomeno molto osservato anche dal punto di vista economico: ogni anno si riversano sul Paese fiumi di denaro sporco che inquinano l‟economia, insidiano la vita pubblica, impediscono lo sviluppo soprattutto delle regioni più povere, scoraggiano gli investimenti. Per riciclaggio si intende classificare l‟insieme delle operazioni volte a reinvestire nell'economia legale risorse finanziarie o patrimoniali di origini illecite. Il riciclatore agisce in modo da occultare o comunque ostacolare l'accertamento delle fonti da cui provengono i beni "ripuliti". Il presente lavoro è dedicato, inizialmente, alla comprensione del fenomeno, delle sue caratteristiche, delle sue più tipiche modalità operative, delle dimensioni economiche, analizzandone anche le ricadute sull‟economia sana. Il riciclaggio è un fenomeno complesso e molto diffuso, che crea una serie di effetti destabilizzanti sugli equilibri economici e sociali, assumendo contorni e dimensioni particolarmente allarmanti. Esso può essere realizzato in diversi modi. In particolare, si è analizzato come la criminalità organizzata e la criminalità economica si servano del riciclaggio per reintrodurre capitali illeciti, realizzati attraverso i loro crimini, all‟interno dell‟economia legale e gli ulteriori effetti destabilizzanti sulle regole di mercato e sulla libera concorrenza. Il reinvestimento di proventi illeciti in attività legali e la presenza di operatori ed organismi economici collusi con la criminalità alterano profondamente i meccanismi di mercato, inficiano l‟efficienza e la correttezza dell‟attività finanziaria, indeboliscono lo stesso sistema economico. Negli anni, i riciclatori hanno sfruttato e sfruttano tutt‟oggi le asimmetrie normative dei Paesi che offrono regimi fiscali, societari o bancari privilegiati. Da questa consapevolezza nasce l‟urgenza, da parte dell‟intera comunità internazionale, di approntare strategie comuni e ridurre le asimmetrie regolamentari di cui si approfittano i riciclatori. La cooperazione internazionale svolge, quindi, un ruolo fondamentale nella lotta contro il riciclaggio.

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Parole chiave

riciclaggio
criminalità organizzata
paradisi fiscali
economia sommersa
art. 648 bis c.p.
art. 648 ter c.p.
normativa antiriciclaggio
convenzione di vienna
criminalità economica
gafi
convenzione di palermo
autoriciclaggio
d.lgs 231/2007
direttiva 91/308/cee
direttiva 2001/97/ce
direttiva 2005/60/ce
legge 197/1991
legge 328/1993
art. 25 octies d.lgs. 231/2001
obblighi di adeguata verifica della clientela
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