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Quando la Rete "fa notizia". L'evoluzione tecnologica nei quotidiani: Internet come fonte d'informazione

Il giornalismo ha sempre fatto i conti con la tecnologia: dalle prime gazzette ai videoterminali passando per la composizione a caldo, la produzione dell'informazione è stata regolata dai mezzi a sua disposizione ed ogni epoca segnata da una particolare tappa dell'evoluzione. Oggi, in particolare, con l’avvento della Rete, si delinea un'innovazione dalla portata rivoluzionaria. Ecco, quindi, perché ''l’evoluzione tecnologica nei quotidiani'' e, soprattutto, ''Internet come fonte d’informazione'': le motivazioni della mia ricerca derivano dalla constatazione dei profondi cambiamenti che stanno investendo il mondo del giornalismo, in cui, parallelamente all’introduzione di nuovi formati e nuovi strumenti, cambiano anche la figura del professionista della notizia e la sua attività.

La Rete, infatti, non solo si configura come un mezzo attraverso il quale i giornali possono diffondere la propria informazione, bensì rappresenta anche una immensa miniera che il giornalista può scavare per raccogliere informazioni. Ma è proprio vero che, ora che sui videoterminali si può contattare elettronicamente quel politico o quell’altro manager, accedere al sito di un'istituzione o di un'associazione, al newsgroup sulle novità tecnologiche o alla chat in cui si discute della pena di morte, al desk vengono utilizzati tutti gli strumenti messi a disposizione dalla nuova tecnologia? Ovvero: in che occasioni, in che misura, in che modo il Web e tutto quello che lo circonda è davvero una fonte d’informazione giornalistica? Per rispondere a queste domande e verificare quanto di quello che viene detto e scritto su Internet nel lavoro giornalistico corrisponda a verità, ho condotto un'osservazione sperimentale nelle redazioni online di tre quotidiani: La Repubblica, Corriere della Sera, La Sicilia.

Il percorso viene sviluppato seguendo la metafora della navigazione, che garantisce la possibilità di inserire un’adeguata serie di informazioni metatestuali, conformandosi nello stesso tempo con il contenuto trattato. Ogni capitolo, così, inizia con una premessa da intendere come l’indicazione della rotta che in esso viene seguita. Non solo. È stato anche pensato, a conclusione di ogni capitolo, un approdo che, tirando le somme di quella singola sezione, collega i concetti più su riportati a quelli successivi. Ancora, a mo’ di cuscinetti tra le tre parti, due appendici faranno da ancoraggio saldando il discorso appena concluso ai singoli casi oggetto della ricerca sul campo.

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Quando la Rete “fa notizia” 9 Introduzione Sono due gli elementi di questo lavoro che richiedono un chiarimento preliminare: da un lato la modalità dell’esposizione, dall’altro la scelta dei contenuti. Cominciamo dalla prima. L’organizzazione delle informazioni presenti nel testo deriva da un’impressione maturata nel corso dei miei studi universitari: la difficoltà nella lettura di quei testi la cui argomentazione procede in maniera poco chiara, quasi oscura; di quei testi, cioè, nei quali i nessi tra un capitolo o un paragrafo e i successivi sono difficili da cogliere. Non sarò stato un lettore modello, non avrò condiviso adeguatamente il cammino di pensiero dell’autore, ma confesso francamente che in alcuni casi il percorso è stato disagevole. Ecco, allora, che nel momento in cui tocca a me produrre un lavoro scientifico quale è la tesi di laurea, mi preoccupo di rendere evidenti i legami tra i diversi blocchi di contenuto, facilitando il compito alla mia ventina di lettori (mi permetto di aggiungere qualche familiare ai membri della commissione). Nell’esposizione, infatti, ho voluto adottare la metafora della navigazione, tanto cara oggi al contesto di Internet, poiché garantisce la possibilità di inserire un’adeguata serie di informazioni metatestuali, conformandosi nello stesso tempo

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Orazio Vecchio Contatta »

Composta da 300 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7138 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 26 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.