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Gli studenti stranieri a ''La Sapienza'' e motivazioni sociali alla mobilità sociale universitaria. Analisi di un questionario

La seguente tesi si colloca sotto l'ambito di studio di Antropologia delle istituzioni sviluppando l’interazione tra saperi culturali diversi, in maniera pertinente all’educazione universitaria.
L’intento di questa tesi è quello di ricercare quali siano le principali motivazioni che spingono uno studente straniero a recarsi in Italia per il proprio percorso universitario, quale sia l'iter che permette ad uno studente straniero di arrivare a studiare in Italia ed, infine, comprendere, per quanto possibile, se l’Italia sia uno stato con un futuro promettente per la mobilità sociale universitaria, quali sono i problemi che non permettono al nostro Paese di essere centrale nel mercato della mobilità universitaria, grazie soprattutto all'analisi svolta presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza.
Nel corso della tesi verrà utilizzata una serie di termini, due dei quali saranno definiti sommariamente nell’introduzione per indicarne il significato. Si traccerà di conseguenza una gerarchia dei termini principali e dei termini che gravitano attorno ai due concetti cardine, così da rendere più scorrevole la lettura. È doveroso iniziare fissando il concetto che ha mosso tutta la ricerca di questa tesi: mobilità sociale universitaria. Lo si ritroverà in seguito, analizzato, sviscerato ed accompagnato da altri, quali università interculturale, globalizzazione, straniero, discriminazione, schismogenesi e università schizofrenica.
La mobilità sociale universitaria è quel fenomeno definibile come il processo mediante il quale gli studenti si muovono da una posizione sociale scolastica ad una posizione sociale universitaria all'interno della società a cui appartengono. Sono arrivato a questa definizione applicando il concetto di mobilità sociale all'università. Specificatamente verrà trattato il tema della mobilità sociale universitaria di quegli studenti che si muovono verso un Paese straniero, poiché è antropologicamente interessante ricercare in persone provenienti da stati e culture diverse tra loro una motivazione comune, assieme alle particolari storie, avvicinandoci quindi a quel modello glocale che prende spunto dall'unione della località del paese d'origine, mista alla condivisione globale, ed universale, posta nelle motivazioni comuni che spingono gli studenti stranieri a propendere per l'università italiana.
La tesi è stata pensata, svolta e suddivisa come segue.
Nella prima parte verrà definito nel profondo il concetto di mobilità sociale universitaria, espressione, come detto, centrale, attraverso il quale si cerca di dare una chiave interpretativa al flusso che gli studenti formano scegliendo di intraprendere i propri studi universitari all'estero. Verrà definita ed esplicata la situazione estera per quanto riguarda gli studenti stranieri iscritti nelle università, con esclusivo riferimento agli Stati Uniti d’America e all'Europa.
I capitoli successivi riguarderanno in dettaglio la situazione italiana come punto di arrivo per gli studenti universitari stranieri, per scendere nello specifico dedicando un'approfondita ricerca sugli studenti stranieri con riferimento l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, importante, rinomata e con uno fra i più alti numeri di studenti stranieri iscritti d'Italia.
L'approfondimento su La Sapienza sarà diviso in due parti, la prima riguarderà i risultati di un questionario proposto direttamente agli studenti stranieri iscritti o immatricolati nell'A.A. 2010/2011, la seconda lascerà spazio alle testimonianze di alcuni studenti stranieri, selezionati nel foltissimo numero, che stanno vivendo l’esperienza di studio universitario in Italia a La Sapienza di Roma.
Le tematiche delle domande nello specifico vertono sulle motivazioni di base determinanti la scelta di intraprendere un corso di laurea all'estero, dal prestigio del titolo alla tassazione fino ad amici e/o parenti già presenti in Italia, sul tema della discriminazione, di vario tipo da quella razziale, sessuale e religiosa, dell'integrazione, sull'importante decisione per il futuro se restare o meno in Italia dopo aver conseguito la laurea e sulla visione che si ha dell'Italia nel paese di origine dello studente.
In merito alle testimonianze sono state inizialmente scelte le principali nazionalità, in termini di numero di iscritti e immatricolati nell'A.A. 2010-2011, e poi, grazie ai dati che l'Archivio de La Sapienza mi ha fornito, sono stati contattati tutti gli studenti di questi paesi chiedendo loro la disponibilità per un incontro che avrebbe trattato la loro esperienza di studenti stranieri in Italia.
I temi toccati hanno riguardato le principali motivazioni che hanno spinto i singoli studenti a scegliere l'Italia come meta dei propri studi universitari, una serie di questioni riguardanti la loro scelta, la loro situazione attuale, eventuali discriminazioni, i loro progetti per il futuro e le condizioni che li hanno accolti ed eventuali modificazioni delle stesse.

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1 INTRODUZIONE La seguente tesi si colloca sotto l'ambito 1 di studio di Antropologia delle istituzioni sviluppando l’interazione tra saperi culturali diversi, in maniera pertinente all’educazione universitaria. L’educazione universitaria passa inevitabilmente attraverso le riforme governative. In un epoca di privatizzazione, governance multilivello e utilizzo del sistema capitalistico come metro di misura economica, anche l’università è stata ampiamente coinvolta dai meccanismi del sistema monetario. Inequivocabilmente la gestione delle università è diventata sempre più legata a termini come bilancio e capitale. L’università, come si evincerà dal prosieguo della tesi, muove capitali e i governi che gestiscono diversi stati, sembrano non poter più prescindere dalla gestione universitaria anche in tal senso. Fino a che punto le disposizioni economiche e successivamente governative influiscono sui modelli universitari? Apparentemente molto, con la conseguenza che una serie di esigenze globali e locali delle università vengono spesso messe in secondo piano. 1 Nell’ultimo quindicennio si è assistito a un costante aumento della letteratura antropologica sul mondo accademico, sul management dell’alta educazione e sugli effetti che le riforme europee dell’università stanno avendo sull’insegnamento in Europa (Strathern 2000, Shore e Wright 1999, Coleman e Simpson 2001, Gledhill 2001, Mascarenhas-Keyes & Wright 1995). Possiamo individuare tre direzioni di studio: politiche universitarie, ovvero individuare, attraverso etnografie della globalizzazione, modelli di governance delle università simili in contesti europei locali; etnografia dei dipartimenti universitari, per studiare etnograficamente i processi di trasformazione che stanno investendo le università e modalità e logiche di riconcettualizzazione delle università in relazione, ad esempio, alle pratiche quotidiane di docenti e studenti; etnografia della classe, allo scopo di cercare di capire come cambia il rapporto tra docenti e studenti e come cambiano concetto e pratiche dell’insegnamento. Schematizzando ulteriormente, il nascente filone di studi di antropologia delle riforme universitarie fa riferimento a due tradizioni di studio: antropologia delle istituzioni (legata ai temi delle politiche educative, della governance e del concetto di cultura negli organizational studies) e antropologia dell’educazione. In un caso, attraverso etnografie dei contesti universitari, si tenta di analizzare le riforme delle università interrogando la natura dei cambiamenti che esse mettono in atto nelle politiche educative e della ricerca. Nell’altro, si fa attenzione alla trasmissione delle competenze, ai profili dei laureati, al senso che gli studenti di volta in volta danno alla loro esperienza formativa.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giulio Vitali Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 505 click dal 05/01/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.